Le intolleranze alimentari sono in continuo aumento, non solo tra gli adulti, ma anche tra i bambini. La dieta che viene seguita e i cibi che si mangiano possono, in realtà, nascondere delle insidie, e provocare, con il tempo, alcuni disturbi.

Secondo rinomati studi europei, le intolleranze alimentari sono aumentate del 13% nei bambini, mentre nel 10% tra gli adulti. Pertanto, per limitarne i sintomi, è necessario seguire un’alimentazione sana e corretta caratterizzata, magari, da prodotti bio.

Come si può denotare, prendersi cura della propria alimentazione diventa fondamentale, e allora perché non pensare ad un’opportunità di guadagno con la nascita di qualche attività legata proprio a questo settore?

Aprire un negozio di prodotti biologici può rivelarsi un investimento davvero molto proficuo, ma naturalmente occorre mettere in atto passione, dedizione e la voglia di mettersi in gioco.

Qui un approfondimento su come aprire un negozio di franchising Bio Food.

Con il passare del tempo, i prodotti bio stanno prendendo sempre più piede non solo nel settore alimentare, ma anche in quello attinente all’igiene ed alla cura della casa. Oggi, tra i consumatori, a quanto pare, c’è una maggiore consapevolezza, e la natura, di conseguenza, torna ad essere al centro di tutto un mondo, una filosofia di pensiero.

Chi compra prodotti biologici, dunque, è molto attento alla propria salute, e decide in modo naturale di scegliere solo alimenti coltivati senza sostanze chimiche: ovviamente, come giusto che sia, la scelta deve essere di prima qualità.

Quali aspetti curare nella scelta del franchising

Per aprire un punto vendita di bio food è necessario porre attenzione ad alcuni aspetti. Primo fra tutti la scelta del locale, che non deve essere troppo piccolo, anche se non necessita solitamente di grandi metrature.

La sua ubicazione riveste un ruolo fondamentale. A tal proposito, è consigliabile orientarsi verso luoghi molto centrali, magari in zone pedonali. Non è obbligatorio avviare un’attività nel centro commerciale, anche perché le spese aumenterebbero ulteriormente. Fondamentale è che sia però una zona di passaggio.

I piccoli particolari fanno la differenza, pertanto sarebbe auspicabile che il locale fosse dotato di vetrine, in modo tale da dare ai prodotti una certa visibilità. Per quanto riguarda gli spazi interni, invece, devono essere gestiti in modo accurato: i prodotti bio non solo devono essere ben visibili negli scaffali, ma ogni articolo deve essere caratterizzato dal relativo prezzo e magari da una piccola descrizione. C’è da ricordare infatti che questo tipo di clientela esige qualità!

Un negozio del genere ben avviato può riuscire a guadagnare fino a 1500€ al giorno circa.

I dati parlano di un settore che cresce a doppia cifra

In questi ultimi anni, secondo uno studio di Legambiente, c’è stato un incremento del 21% nell’acquisto di prodotti biologici da parte delle famiglie italiane. È stato altresì appurato che nel nostro Paese il settore in questione fattura ben 3 miliardi di euro attraverso una serie di canali di vendita specializzati. La crescita dei consumi bio dura da oltre un decennio, con ben 13 milioni di italiani che portano in tavola cibo naturale almeno una volta a settimana. Le superfici coltivate con metodo biologico nella nostra penisola, inoltre, hanno raggiunto la quota record di 1,5 milioni di ettari. Pensate, si tratta del 12% di tutto il suo nazionale. Insomma, un successo senza precedenti.

Per entrare a far parte di questo mondo con un proprio punto vendita, ci si potrebbe affidare ad alcuni brand presenti sul mercato già da tanto tempo e valutare le diverse condizioni circa l’affiliazione, per scegliere quella più consona alle proprie esigenze occorre ponderare bene ogni proposta che viene fatta.