Una Via Crucis “tematica”, intitolata alla legalità, proprio laddove più spesso la camorra e il malaffare concentrano i loro loschi interessi e, spesso, mietono vittime innocenti: è questa l’idea che la parrocchia di San Mauro Abate, a Casoria, ha in programma per venerdì 7 aprile, nella settimana che precede la Domenica delle Palme.

L’iniziativa, avallata dal parroco Don Mauro Zurro con la collaborazione del presidio locale di Libera Afragola/Casoria, coordinato da Maria Saccardo, è senz’altro un’interessante proposta per conciliare e fare incontrare i rituali religiosi di avvicinamento alla Pasqua con quel senso civico che si sforza di educare e sensibilizzare ai valori fondanti della società civile.

Il memoriale alle vittime innocenti
Il memoriale alle vittime innocenti

L’appuntamento, dunque, è fissato per le ore 19.00 di venerdì prossimo in via Pio XII: il percorso infatti prenderà il via dagli spazi della Procura, per toccare poi la caserma dei Carabinieri e concludersi nell’adiacente Villa Comunale, lì dove giace il memoriale a Stefano Ciaramella, Antonio Coppola, Gerardo Citarella, Pino Lotta e Andrea Nollino, vittime innocenti della criminalità.

Da anni la popolazione chiede invano l’attuazione di misure a tutela della legalità e della sicurezza urbana: un sistema di videosorveglianza, un rafforzamento mirato dei controlli, un programma ad ampio raggio di formazione che parta dalle scuole per inculcare il concetto di vivere civile, l’istituzione di un Osservatorio sulla legalità e la trasparenza comunale, maggior sostegno alle associazioni che sul territorio adempiono a veri e propri baluardi dell’anticamorra.

Purtroppo, a fronte di numerosi proclami, i provvedimenti concreti latitano ancora nella propaganda. Acquisisce dunque una particolare valenza la scelta fuori dai canoni della parrocchia di San Mauro, che con l’intenso simbolismo della Via Crucis potrebbe tranquillamente rievocare il percorso della Passione di Cristo sul monte Golgota come un’allegoria dell’arduo cammino quotidiano che i cittadini sono costretti ad intraprendere per vedersi riconosciuti i loro diritti fondamentali, nonché l’opportunità di condurre serenamente le loro vite.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli