Quando, lo scorso gennaio, Donald Trump ha deciso di nominare suo genero Jared Kushner — marito della sua prima figlia Ivanka —  senior advisor del Presidente, molti hanno parlato di violazione della legge contro il nepotismo, che risale al 1967 e vieta ai «pubblici ufficiali» di assumere parenti «nell’agenzia in cui lavorano», accusando il neo-presidente di favorire impropriamente i suoi familiari.

Gli avvocati di Kushner hanno immediatamente respinto qualsiasi irregolarità, sostenendo che l’accusa di nepotismo non è applicabile alla Casa Bianca. La carica, a differenza dei ruoli di governo, non richiede l’approvazione del Senato e non prevede alcun compenso per i compiti svolti. Tuttavia, soprattutto in questo caso, include un “portafoglio” di temi scottanti che ha previsto fin da subito particolari competenze negli accordi commerciali e nelle relazioni con Medio Oriente, Canada e Messico.

Ad appena due mesi dalla nomina, però, il ruolo di Kushner — ebreo ortodosso e zelante imprenditore — sembra andare ben oltre quello di “semplice” consigliere, avvicinandosi molto di più a quello di Segretario di Stato, ricoperto formalmente da Rex Tillerson. Non è un caso che sia stato Kushner, e non Tillerson, su ordine di Trump, a recarsi per primo in Iraq con i vertici dell’esercito per monitorare la nuova offensiva contro lo Stato Islamico.

Secondo il generale Joseph Dunford, Kushner è stato invitato a Baghdad diverse settimane fa per vedere la situazione «in modo diretto, senza filtri», così da interagire personalmente con i soldati statunitensi presenti sul campo, «esprimere il sostegno del presidente e mostrare al governo dell’Iraq l’impegno degli Stati Uniti, attualmente impegnati nella campagna».

Ma la domanda, soprattutto tra l’opposizione, resta: se il conflitto in Iraq è una questione di politica estera, perché inviare sul campo Jared Kushner, di fatto semplice consigliere e privo di esperienze in politica estera, anziché il Segretario di Stato a cui spetterebbe formalmente questo compito? Nel rispondere, sono in molti a rilanciare l’accusa di una Casa Bianca sempre più “monarchica“, che ha trasformato la politica dell’intero paese in affare di famiglia, emarginando le competenze a favore della cerchia ristretta di familiari e fedelissimi.

«Kushner in Iraq prima del Consigliere per la Sicurezza Nazionale o del Segretario di Stato, totalmente normale», ha ironicamente twittato Ben Rhodes, consigliere di politica estera nel governo di Barack Obama. «Totalmente normale» perché non è la prima volta che Kushner “rimpiazza” Tillerson nei suoi compiti istituzionali: a marzo ha incontrato il Ministro degli Esteri messicano Luis Videgaray — conosciuto grazie ad “amicizie” in comune — avvisando il Segretario di Stato solo all’ultimo momento, senza però farlo partecipare al vertice. Lo stesso Kushner ha tentato più volte di avvicinare Trump e il Presidente messicano Enrique Peña Nieto verso rapporti più diplomatici, nonostante la decisione della Casa Bianca di costruire il muro al confine con il Messico, espellere milioni di clandestini latinoamericani e mettere in discussione l’accordo commerciale tra Messico, Canada e Stati Uniti (NAFTA).

Anche la scelta di affidare a Kushner il Medioriente e nominarlo mediatore tra israeliani e palestinesi ha destato non poche polemiche, non solo perché l’ortodossia di Kushner potrebbe creare forti squilibri a favore di Israele, ma altresì per la sua totale inesperienza diplomatica a fronte di una questione così delicata. Una delle prime mosse dopo la sua nomina è stato il tentativo di far naufragare l’ultima risoluzione dell’ONU, che condannava le colonie israeliane nella West Bank, passata grazie alla storica astensione di Obama.

Trump ha dichiarato ai giornalisti del New York Times che nessuno meglio di suo genero può «produrre la pace in Medio Oriente», perché «Jared conosce bene Israele, conosce il territorio, conosce i protagonisti politici» ed è quindi adatto a svolgere una «funzione importante» nei negoziati con i palestinesi, senza chiarire bene in cosa questa funzione consista. Vero è che il marito di Ivanka, che prima di essere un politico è un uomo d’affari, intrattiene fiorenti rapporti commerciali con alcuni dei più potenti imprenditori della comunità ebraica americana, tra cui il pluriproprietario di casinò nel Nevada Sheldon Adelson e Steven Mnuchin, finanziere di Walt Street. È la loro mediazione e quella di Kushner ad aver portato al primo incontro tra Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Il ruolo centrale che il potere finanziario ha esercitato su Kushner per tutta la sua vita non è sfuggito ai critici, che lo accusano addirittura di aver “comprato” l’ingresso ad Harvard in cambio di un’ingente donazione all’università. Dopo il matrimonio con Ivanka, nel 2009, anche il rapporto con Trump è fiorito soprattutto per motivi commerciali, esplodendo però solo in campagna elettorale quando Kushner è diventato il consigliere ombra più ascoltato del “dream team” presidenziale, partecipando a tutte le fasi salienti della corsa alla Casa Bianca, dalla mediazione con i repubblicani fino alla nomina di Mike Pence a vice presidente degli Stati Uniti.

Risalirebbe proprio a quel periodo — dicembre — l’incontro sospetto tra Kushner e alcuni dirigenti di una banca controllata dalla Russia, sottoposta insieme ad altri istituti alle sanzioni che USA e UE hanno imposto al Cremlino a seguito della crisi Ucraina. A questo proposito, la Commissione Intelligence Senato ha condotto su Kushner, considerato da alcuni «la vera mente della vittoriosa campagna di Trump», un’indagine che rientra nel contesto delle presunte intromissioni russe nel voto delle presidenziali americane.

I vertici della Vneshekonombank (VEB), la banca statale russa, sostengono che si sia trattato di un «ordinario incontro d’affari», ma l’inchiesta continua e Kushner è stato interrogato alla fine di marzo per chiarire perché «uno stretto collaboratore degli Stati Uniti abbia incontrato una banca finita sotto le sanzioni americane prima ancora che la nuova Amministrazione prendesse pieni poteri».

Rosa Uliassi

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