In anteprima a Napoli, nell’Ambulacro di Palazzo Reale, sarà allestita la mostra fotografica di The Young Pope. Coordinata e organizzata dalla Scabec Spa (Società campana beni culturali), essa ripercorre le tappe salienti della regia, ad opera di Paolo Sorrentino, del capolavoro cinematografico dell’ultimo anno.

Saranno in esposizione da martedì 11 aprile a martedì 13 giugno trentaquattro scatti di The Young Pope realizzati da Gianni Fiorito, che ha già collaborato in passato con l’artista premio Oscar: ricordiamo la mostra del 2014 dal titolo Sui set di Paolo Sorrentino. Fotografie di Gianni Fiorito, composta dalle riproduzioni fotografiche attinte da molteplici film, dall’esordio de L’uomo in più a La grande Bellezza, passando per l’indimenticabile Il Divo.

The young Pope mostra Sorrentino
Foto di G. Fiorito. Fonte: La Repubblica

Questa volta l’esposizione mette a fuoco un unico prodotto artistico, il corpus delle dieci puntate della serie evento di questa stagione, prodotta da Sky, Hbo e Canal+, e diffusa in ben 110 paesi. La mostra, curata da Maria Savarese, vuol isolare alcuni istanti dell’intera pellicola, allo scopo di illuminarli, di farli riemergere dalla memoria degli spettatori, associandoli a scatti del backstage, per sbirciare nella serratura di un ingranaggio invisibile e perfetto. Dal sito di La Repubblica apprendiamo ciò che per Paolo Sorrentino differenzia la fotografia dalla cinematografia: “la narrazione cinematografica e quella fotografica, anche se partono da strumenti tecnici simili, sono completamente differenti. Un luogo, un dialogo, lo stato d’animo di un personaggio, possono essere raccontati in cinematografia con un movimento di macchina. In fotografia lo stesso luogo, lo stesso stato d’animo o dialogo deve essere racchiuso unicamente in uno scatto, e senza colonna sonora. Da qui nasce la necessità della sintesi”.

Una mostra che vuole, dunque, attraverso la fotografia, omaggiare uno dei più grandi registi italiani, un visionario della scena cinematografica, che ha saputo raccontare il papato alla luce delle contraddizioni, prescindendo da qualsiasi modello che non riguardasse la natura effimera dell’uomo. Il pontificato di Pio XIII, al secolo Lenny Belardo (interpretato da Jude Law), ha meritato l’esposizione degli scatti che ne evocano i momenti, perché quella di Sorrentino è stata una serie tv fortemente plastica: non si può pensare a The young Pope senza ritornare con la mente al “fotogramma” del Papa che, con le mani sul seno di una giovane ragazza, dice di amare Dio “perché è troppo complicato amare gli uomini”, un Papa che si emoziona nel guardare un canguro o che decide di vestire i più sontuosi abiti del Vaticano, un Papa fragile come – e forse più – di un qualsiasi uomo, che costantemente lambisce la santità e l’ateismo. Egli, infatti, dichiara:  “Sono una contraddizione, come Dio”.

La mostra mira a mettere in evidenza anche l’enorme lavoro che soggiace alla creazione di scene realizzate in luoghi creati virtualmente, perché non praticabili (la Cappella Sistina e molti altri ambienti del Vaticano).

L’oggetto principale dell’esposizione è costituito, dunque, dalla traduzione in immagini della mirabile collaborazione tra regista, attori e staff, dell’uso scenografico di elementi artistici e paesaggistici, e di frammenti dell’ineffabile capolavoro donatoci.

The young Pope mostra Sorrentino
Foto di G. Fiorito. Fonte: La Repubblica

L’ingresso sarà consentito ogni giorno, ad eccezione del mercoledì, dalle ore 9.00 alle ore 19.00 (con chiusura degli spazi riservati alla mostra alle ore 20.00), ad un costo di 4 euro.

Paola Guadagno

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