Lo scorso 4 aprile, a Napoli, presso l’Asilo Filangeri, si è tenuto l’incontro di Senso Comune, intitolato “Populismo, democrazia e rivoluzione”.

Senso Comune è un’associazione nata nel novembre del 2016 con lo scopo di costruire un “populismo democratico”. Il “populismo democratico”, ispirato alle teorie di Ernesto Laclau e alla prassi di forze politiche come Podemos si oppone al “populismo autoritario” o “di destra”.

Sul sito di Senso Comune si legge, infatti, che «il popolo non può essere lasciato alle forze della conservazione e della reazione» e viene proposta, quindi, la costruzione di «una rete di cittadini che lavori per portare avanti una proposta di politica nuova, al servizio della gente comune ed autonoma dai desideri delle oligarchie che hanno portato l’Italia nel profondo della crisi economica e sociale».

Il dibattito è stato introdotto ed avviato da Paolo Gerbaudo, Samuele Mazzolini, promotori di Senso Comune  e Davide Tarizzo, filosofo politico e morale e traduttore de “La ragione populista” di Laclau.

Il tema della costruzione del popolo è stato presente durante tutto il dibattito: la capacità di aggregare un fronte ampio, ovvero il “basso della società” su una proposta politica alternativa al neoliberismo e alle oligarchie attraverso nuove forme di partecipazione e di comunicazione.

Particolarmente criticata è la sinistra “classica”: se il centro-sinistra e le socialdemocrazie hanno accettato il sistema neoliberista la sinistra radicale non è stata capace di convincere le masse popolari, mostrandosi spesso chiusa nell’autorappresentazione e rivelandosi incapace di incanalare la rabbia anti-establishment convogliata nel MoVimento 5 Stelle, il quale la declina solo in chiave moralista e legalitaria, ma non in un’ottica di opposizione al sistema economico consegnando spesso il voto popolare alle destre.

La costruzione del “demos” può passare solo attraverso un’identità chiara, radicale e posta agonisticamente nei confronti delle altre proposte politiche e del “nemico”: la radicalizzazione e l’identificazione avverrà grazie all’individuazione di un nemico comune contro il quale il popolo unirà le forze in una lotta democratica.

Il nemico non sarà altro che l’establishment economico, finanziario e politico che ha sequestrato la sovranità popolare e impedisce l’applicazione della Costituzione e di leggi volte alla giustizia sociale. In questo senso, anche l’attuale Unione Europea e il suo strumento di governo, la moneta unica, entrano a far parte di diritto nell’establishment da sconfiggere.

La tappa napoletana fa parte di un “Giro d’Italia” che Senso Comune ha intrapreso per avviare una discussione in tutta la nazione intorno alla proposta.

Pietro Marino

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