Alife è un paese della provincia di Caserta e conta circa 7mila abitanti. Al momento registra un deficit di 7 milioni di euro. Il Sindaco Salvatore Cirioli, insieme alla giunta comunale si è fatto promotore della dichiarazione di dissesto finanziario.

La dichiarazione di dissesto finanziario è un atto legale e talvolta necessario per gli enti pubblici con un deficit economico oltre misura. In seguito ad una conferenza stampa, il Primo Cittadino di Alife aveva spiegato: «L’unica soluzione per risanare una volta per tutte le casse comunali è il dissesto. I cittadini vengono prima della mia poltrona, e anche a costo di perderla sarò fermo sull’idea di voler bloccare questo andazzo. Chi voterà a favore vuol dire che vuole cambiare, chi voterà contro vuol dire che vuole continuare a delinquere, perché negli ultimi anni si sono perpetrati in questo Ente tutti i reati contabili possibili ed immaginabili».

alife dissesto finanziario

Nonostante gli atti vandalici — sabato notte due auto di Cirioli sono state date alle fiamme — e le tensioni all’interno dell’amministrazione, con l’ultimo consiglio comunale, tenutosi domenica 9 Aprile, è iniziata una nuova fase storica per il comune di Alife. E’ partito il dissesto finanziario.

Questo prevede una netta frattura tra il passato e il presente. Verranno imposte diverse restrizioni. Se da un lato potrebbero aumentare le imposte per i cittadini, dall’altro si avrà un controllo serrato sui pagamenti.

Un tipo di controllo curato e meticoloso che negli ultimi anni è mancato. Stando agli esempi riportati da Clarus, giornale della Diocesi di Alife-Caiazzo, «La somma iscritta nel bilancio di previsione 2016 relativamente all’IMU, ad esempio, è pari a € 1.650.000,00, mentre la somma incassata al 31 dicembre 2016 è pari a € 686.000,00. Stesso discorso per la TARI: in previsione € 1.295.000,00, in entrata € 584.000,00. Nessun vantaggio venuto neppure dalle azioni di accertamento e liquidazione dal 2012 in poi, affidate a due società di riscossione. Nessuna somma incassata dal Comune circa il Canone di depurazione delle acque reflue rispetto ad un bilancio di previsione di € 70.723,00. Zero euro dai proventi dei tagli boschivi a fronte di un bilancio di € 72.121,00».

Maria Bianca Russo