Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfiro-genito Gagliardi de Curtis di Bisanzio.

Era questo il vero nome di quello che in breve conosciamo come Antonio de Curtis, in arte Totò.

Al principe della risata è dedicato il documentario di Pino Galeotti Antonio De Curtis, in arte Totò, in onda martedì 11 aprile alle 21.10 su Rai Storia, per il ciclo “Italiani” con Paolo Mieli.

La prima parte del documentario su Totò ricostruirà la vita e l’attività teatrale e cinematografica dell’attore a partire dalle prime esperienze nel quartiere Sanità a Napoli dove nasce nel 1898, fino alla collaborazione artistica con Pier Paolo Pasolini e alla morte avvenuta nell’aprile del 1967 a Roma. Successivamente si approfondirà il rapporto che lega — perché di Totò si può parlare solo al presente — il grande comico partenopeo alla sua città. La terza parte, invece, metterà a fuoco i problemi relativi alla vera o presunta nobiltà di Antonio de Curtis. La quarta parte, infine, tratterà del difficile rapporto di Totò con il cinema d’autore e sottolineerà l’importanza del suo incontro con una personalità del calibro di Pier Paolo Pasolini.

Oltre alle testimonianze di molti attori che hanno lavorato con lui, il documentario è costruito su alcune testimonianze come quella di Giancarlo Governi, giornalista e scrittore che in tempi recenti ha dedicato a Totò diversi scritti e numerosi lavori televisivi. Lo stesso Governi in una intervista afferma: “La grandezza di Totò è stata quella di aver fatto conoscere Napoli in Italia e nel mondo, rifacendosi al filone pulcinellesco della Commedia dell’Arte e alle farse ottocentesche del grande Eduardo Scarpetta”.

Poi abbiamo Nello Mascia, attore e regista napoletano, che restituisce di Totò un’immagine ancora viva e vibrante, fortemente radicata nell’animo della città. Ed ancora per l’antropologa Amalia Signorelli, studiosa della cultura del Meridione, i rapporti di Totò con la cultura di provenienza sono da ricercarsi soprattutto nell’arte di arrangiarsi, di trovare una soluzione comunque vada e nel particolare rapporto del comico napoletano con la fame e con il cibo.

Questi sono solo alcuni dei nomi che proveranno a ricordare e a far rivivere il mito di Antonio de Curtis in questo breve documentario.

Un modo, ancora una volta, per far conoscere ai giovani i padri del mondo del teatro. Perché culturalmente, ciò che siamo oggi, lo dobbiamo anche e soprattutto a persone come il grande Totò.

Per chi non potesse seguire il documentario, sarà disponibile su raiplay.it dal giorno successivo

Enrica Leone

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Mi chiamo Enrica Leone, sono nata a Lecco. Diplomata con maturità scientifica, ho intrapreso la carriera universitaria presso la facoltà di Giurisprudenza. Entusiasmo, iniziativa e dinamismo mi hanno da sempre spinto ad andare avanti nel lavoro così come nello studio. Adoro scrivere e questa passione mi ha portata ad intraprendere avventure di ogni genere per poter portare a casa interviste ed acquisire il giusto grado di esperienza, per rendere i miei articoli ancora più miei. Una passione che mi ha portata a pubblicare pochi mesi fa il mio primo romanzo: Basta avere coraggio, presso la casa editrice Arduino Sacco Editore. Non smetto mai di rincorrere i miei sogni ed il più delle volte questi diventano i miei obiettivi che cerco in tutti i modo di raggiungere. Alla scrittura, da poco tempo ho affiancato il lavoro di organizzatrice di eventi di beneficenza ed assistenza alla comunicazione. Mi piace il contatto con il pubblico. A detta di chi collabora con me, sono una persona estremamente precisa, metodica e puntuale. Attenta affinchè il compito affidatomi possa venir portato a termine nel miglior modo possibile e nel tempo necessario. Amo il cinema, la televisione (quella di qualità) e tutto ciò che ha a che fare con lo spettacolo ed è questo ciò di cui mi occupo.

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