Venerdì 7 aprile Napoli si è mobilitata in occasione della giornata internazionale contro la commercializzazione della salute. Un corteo molto partecipato, soprattutto da migranti, è partito da Piazza Garibaldi intorno alle 11 del mattino, ha attraversato le vie del centro storico, fino ad arrivare a Piazza Dante dove, alle 15:30, era previsto l’inizio della manifestazione.

I comitati organizzatori della giornata erano presenti con gazebo informativi: il Comitato Sanità Campania, la Rete per il Diritto alla Salute, Medicina Democratica, CGIL, l’Ex opg “Je so’ pazzo”, il Comitato NO alla chiusura del San Gennaro. Tutti molto disponibili, ci hanno rilasciato delle interviste che potrete trovare qui: https://www.facebook.com/liberopensiero.news/?fref=ts, insieme alla diretta dell’intera giornata. Più in particolare, abbiamo sentito il Vicepresidente di Medicina Democratica, un rappresentante del Comitato per la Salute Mentale, Chiara dell’Ex OPG Occupato “Je so’ pazzo” e Rosaria Scognamiglio del Comitato NO alla chiusura dell’Ospedale San Gennaro di Napoli.

Alle 16 è partita la “piazza tematica”, accompagnata dal motto la salute è un diritto, su di essa non se ne fa un profitto!. Le prime parole sono state di denuncia e di presentazione dei problemi che hanno costretto le persone a manifestare:

Oggi siamo qui non solo per protestare contro la mercificazione della Salute, contro l’aumento dei ticket, contro la chiusura degli ospedali, contro la privatizzazione; siamo qui a dirvi di organizzarvi in ogni quartiere, su tutti i territori, con comitati a difesa della salute pubblica con comitati fatti da cittadini e lavoratori come noi. Basta con questa storia che decidono loro sulle nostre vite. É importante che vi organizziate anche dentro gli ospedali come ha fatto l’ospedale San Gennaro, come sta facendo il Pellegrini, l’Annunziata e tutti quegli ospedali che stanno chiudendo per colpa dei decreti fatti dalla Regione Campania. La loro scusa è che non ci sono i soldi, ma non è vero, vogliono solo speculare sulle nostre vite. Noi vogliamo decidere, ricostruiamo dal basso il diritto alla sanità pubblica!”.

Con questo annuncio ha avuto inizio una lunga serie di interventi che si sono susseguiti senza sosta per circa 3 ore. Solo verso le 19, infatti, è “entrata in azione” la Bandarotta Bagnoli che con la sua musica ha regalato un momento di pura spensieratezza.

Per quanto riguarda l’affluenza di persone alla manifestazione, va specificato che essa inizialmente era abbastanza scarsa, per poi aumentare fino a che una metà della piazza ha finito per essere popolata da famiglie, anziani, ragazzi che ascoltavano interessati.

Gli interventi sono stati davvero corposi, molto diversi tra loro, ma tutti accompagnati da una rabbia e una tristezza che passavano difficilmente inosservate.

Il primo a parlare è stato il dottor Paolo Fierro il quale ha introdotto il proprio discorso con un excursus storico sui vari avvenimenti che hanno influenzato la situazione attuale della sanità pubblica. Ma l’argomento che più ha scosso gli animi è stato quello sulla mortalità evitabile:

“Cos’è? Sono tutti quegli accidenti mortali che in una situazione di buon funzionamento del sistema sanitario potrebbero avere un altro esito. Per ogni patologia è atteso una certa percentuale di mortalità e la Campania ha il più alto indice di mortalità evitabile. Ciò che colpisce sicuramente di più è il fatto che la Campania sia agli ultimi posti per quanto riguarda la mortalità infantile. Infatti si registrano 3,1 decessi per 1000 bambini nati vivi. Dati che fanno venire i brividi.

Dopo una serie di interventi da parte di cittadini, dottori che hanno raccontato la propria esperienza, particolarmente interessante è stato il discorso di un avvocato che ha spiegato la questione delle ambulanze a Napoli.

Un dato che è emerso è stato quello che nel solo centro storico, troviamo 6 o 7 ambulanze con medico a bordo in meno rispetto a quante dovrebbero esserci “e, soprattutto di notte, queste ambulanze si riducono ancora di più perché si sono inventati un’altra cosa: hanno ridotto a 12 ore il servizio di ambulanza con infermiere per cui dalle 8 di sera in poi ci sono meno ambulanze, non si sa perché, forse credono che anche le malattie vadano a dormire. Quindi i tempi di legge che dovrebbero essere quelli di arrivare almeno in 8 minuti con un medico in caso di codice rosso vengono palesemente violati“.

Interessanti anche le parole di una signora di Fratte che ha raccontato di aver perso la figlia e il marito per colpa dell’inquinamento, per colpa delle Fonderie Pisano.

Insomma, una giornata davvero intensa, piena di dibattiti, di verità, di indignazione e di parole intrise di voglia di lottare. La speranza emersa è sicuramente quella che le coscienze vengano smosse e che vengano presi dei seri provvedimenti, considerando che la situazione attuale in Campania è palesemente critica.

Mara Alessandra Zita

 

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Nata il 19/06/1997 a Bad Neuenahr, in Germania, da madre portoghese e padre italiano. Influenzata fin da piccola da tante culture e lingue diverse, sono cresciuta con una mente aperta e con voglia di viaggiare e scoprire. Fin da piccola ho coltivato la passione per la lettura, che pian piano si è ampliata lasciando spazio a quella per la scrittura. Mi sono trasferita in Italia, nella meravigliosa terra cilentana e mi sono diplomata al liceo linguistico nel 2016. Oggi sono iscritta alla facoltà di "culture digitali e della comunicazione" alla Federico II, a Napoli, una città che amo alla follia e che mi ha adottata immediatamente, facendomi sentire sempre a casa. Cosa voglio fare da grande? Viaggiare,scrivere, battermi per i miei diritti e fare un lavoro che amo, magari la giornalista!

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