Picasso incontrò Napoli nel marzo del 1917 e, in occasione del centenario dalla sua visita, Napoli e Pompei incontrano Picasso nella mostra Parade che sarà visitabile fino al 10 luglio 2017.

Il pittore cubista, simbolo ed interprete degli anni della guerra, nel suo viaggio in Italia con Jean Cocteau visitò sia Napoli che Pompei: inutile dire che rimase stregato ed affascinato dall’antichità e dalla vivacità del mondo campano, ammirazione che influenzò anche molte delle sue opere.

Il simbolo della mostra “Picasso e Napoli: Parade” è il dipinto più grande mai fatto da Picasso, una tela di 17 metri di lunghezza per 11 di altezza che fu il sipario di un balletto andato in scena a Parigi nel maggio del 1917, su soggetto dello stesso Cocteau e musica di Erik Satie ed al quale lo stesso artista prese parte per la realizzazione delle scenografie e dei costumi. Proprio per questo lavoro teatrale Pablo Picasso e Jean Cocteau intrapresero il loro viaggio in Italia, per ispirarsi alla tradizione italiana e soprattutto partenopea: il presepio, il teatro popolare ed il teatro delle marionette divennero nuovo oggetto di studi per Picasso che per questo progetto e per altri a venire ne fu grandemente ispirato.

Il risultato più mastodontico di questo viaggio fu appunto l’enorme sipario dipinto dall’artista, ora esposto nella sala da ballo della Reggia di Capodimonte, solitamente conservato al Centre Georges Pompidou di Parigi ma, per le sue dimensioni, esposto solo in rare occasioni: al Brooklyn Museum (New York 1984); al Palazzo della Gran Guardia (Verona 1990); a Palazzo Grassi (Venezia 1998) e al Centre Pompidou di Metz (2012-2013).

L’opera sarà accompagnata in mostra da un’ampia selezione di lavori del pittore spagnolo, come per esempio i bozzetti eseguiti dall’artista per il balletto Pulcinella (in scena nel 1920 a Parigi con musiche di Stravinsky e coreografie di Massine) insieme a alcune marionette e pupi della maschera napoletana dalla collezione Fundación Almine y Bernard Ruiz-Picasso para el Arte.

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Il Museo di Capodimonte ha programmato per l’occasione una serie di eventi collaterali tra cui 5 concerti con il conservatorio San Pietro a Majella, 1 coreografia inedita dedicata al balletto di Rosalba Quindici, e una performance creata e interpretata da Valeria Apicella.

Nel 13 marzo 1917 Jean Cocteau in una lettera scrisse: “Siamo [Picasso, Sergej Diagilev e Massine] di nuovo a Roma dopo un viaggio a Napoli, e da lì a Pompei in auto. Credo che nessuna città al mondo possa piacermi più di Napoli. L’Antichità classica brulica, nuova di zecca, in questa Montmartre araba, in questo enorme disordine di una kermesse che non ha mai sosta. Il cibo, Dio e la fornicazione, ecco i moventi di questo popolo romanzesco. Il Vesuvio fabbrica tutte le nuvole del mondo. Il mare è blu scuro. Scaglia giacinti sui marciapiedi.”

Ed ancora “A Roma c’è il Papa, a Napoli c’è Dio” cita Pablo Picasso al termine del suo viaggio.

A Pompei la mostra Parade prosegue nell’Antiquarium dove i costumi del balletto, sempre disegnati da Picasso, sono messi a confronto con una raccolta di maschere africane e maschere teatrali pompeiane, alcune delle quali inedite, insieme con il bozzetto delle Demoiselles d’Avignon, che fu il quadro manifesto del cubismo: è proprio in esso che si ritrova il rapporto di Picasso con i riferimenti antichi e l’arte nègre. Inoltre, sempre a Pompei, 27, 28 e 29 il Teatro Grande ospiterà proprio Parade, eseguito dai ballerini dell’Opera di Roma, insieme a Pulcinella, altro balletto con la coreografia di Massine.

“È un evento storico sia per Napoli, sia per Capodimonte, sia per Parade – ha sottolineato Sylvain Bellenger, direttore del Museo di Capodimonte e curatore della mostra – Picasso dimostra la sua passione per l’arte popolare napoletana e la sua passione per il teatro popolare. L’emozione più grande si è sentita quando è calato questo sipario che con la sua bellezza fenomenale rappresenta tutte la dolcezza della pittura, con questo gruppo di artisti che in piena guerra immaginano lo spettacolo come il più divertente, il più avanguardista che mai”. 

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Anche il Teatro di San Carlo di Napoli ricorda i 100 anni dalla visita di Pablo Picasso proiettando nel Foyer degli Specchi, e a Memus (Museo e Archivio Storico del Teatro di San Carlo), per il periodo della mostra “Picasso e Napoli: Parade”, i filmati di due balletti realizzati dal Teatro dell’Opera di Roma, nel 2007, in occasione di una serata dedicata al pittore spagnolo. In tal modo i visitatori del Teatro potranno ricordare l’impatto teatrale di Picasso scenografo in due capolavori assoluti nella storia della danza.

La mostra “Picasso e Napoli: Parade” è il primo progetto dell’iniziativa Picasso-Mediterraneo del Musée national Picasso-Paris che, dalla primavera 2017 alla primavera 2019, coinvolgerà più di sessanta istituzioni di 8 Paesi in un viaggio tra le opere del pittore della Guernica; in tutta Europa si vedrà omaggiare l’opera «ostinatamente mediterranea» di Pablo Picasso.

Daniela Diodato

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