Lui è Leonardo Forner, 22 anni, attivista del Movimento 5 Stelle dal 2012 che ha provato – perdendo – a candidarsi alle Comunarie del M5S di Padova. Ecco la sua denuncia dopo il caso di Genova: “poca trasparenza, gli iscritti non sono stati avvisati per tempo, da regolamento 24 ore prima, ma le mail sono partite 3 ore dopo l’apertura del voto online”. E sul candidato uscito vincitore: “Simone Borile? Non era un vero attivista, mai visto ai banchetti”.

Comunarie
Foto del 2014

Innanzitutto cos’è successo e perché la richiesta di annullare il voto

Allora, la storia è lunga, provo a riassumere: sono stato praticamente il primo a costruire l’auto-candidatura nel M5S, nelle riunioni pubbliche quando ci incontravamo nel consiglio di quartiere. Riunioni aperte al pubblico, a tutti i cittadini padovani, il primo nome è stato Leornardo Forner. Le cose sono diventate strane da quel momento, perché le riunioni successive sono state fatte praticamente in privato, guarda caso nella sede in cui Simone Borile lavora. Ed essendo una sede privata, le riunioni non erano aperte a tutti. Da questi incontri sono nate altre due candidature, tra cui lo stesso Borile. Io ho chiesto più volte un confronto, per arrivare tutti insieme ad un processo comune e partecipato, ma sono stato praticamente costretto ad auto-candidarmi e presentare la lista giusto in tempo prima del voto. Il Consigliere uscente, Altavilla, mi ha detto che è stata accettata la mia candidatura, ma che sono stati segnalati comportamenti contro il Movimento. Non ho mai saputo quali fossero nonostante la mia richiesta.

Quindi, nonostante ciò, hai presentato la candidatura

Esatto, mi è arrivata la mail dallo staff di Grillo in cui mi veniva chiesto di presentare un video, io l’ho fatto, di presentazione della lista, con quasi tutti i candidati. Bisogna dire che lo stesso non è stato fatto da Borile, io ci ho messo la faccia con tutti i candidati, con 20 minuti di video, lui no. Erano 5 minuti scarsi e c’erano 3 o 4 persone della sua lista. Mi è molto strano, ad oggi non sappiamo ancora quali siano i candidati della sua lista.Forner

Hai saputo per tempo della votazione?

No, non ho saputo della votazione, anche se ne avevo il sospetto dato che mi hanno chiesto il video di presentazione. Il punto è che da regolamento le votazioni vanno convocate 24 ore in anticipo, con l’invio delle mail e l’invito a partecipare e votare. Questa volta non è stato propriamente così, visto che il giorno della votazione molti colleghi mi hanno confermato di aver ricevuto la mail alcune ore dopo l’inizio della consultazione. È una votazione in palese contrasto con il regolamento che ci siamo dati. Io non sto a giudicare il risultato, io ho perso e Borile ha vinto: ma il modo in cui ci siamo arrivati non è stato trasparente e non è limpido.Comunarie

Forner, hai scritto che hanno provato ad ostacolarti, chi di preciso e perché?

Ho le testimonianze che mi hanno ostacolato: quando sono andato a presentare la mia candidatura in una tv locale, in redazione Jacopo Berti (Consigliere Regionale M5S Veneto, ndr) ha dichiarato che io non ero dei 5 stelle e che non potevo essere candidato, ma non è possibile perché nel 2014 ero proprio in lista con lui e lo sostenevo. Io non capisco, ho la sensazione che molte cose fossero state già fatte a monte, ho la paura che fosse tutto già programmato.

Il video in cui Jacopo Berti dichiara che Leonardo Forner non è del M5S

Che cosa mi dici quindi di Simone Borile?

Io so che lui ha partecipato ad una riunione e poi non si è più visto, poi è emerso a gennaio. Ma noi, del gruppo M5S di Padova, non lo conosciamo e non l’abbiamo praticamente mai visto. Si può dire che non fosse un vero attivista, non ci sono foto delle sue attività, non l’abbiamo mai visto ai nostri banchetti.

Vuoi uscire dal M5S?

Aspetto una settimana per un segnale, altrimenti con il mio gruppo potremmo fare un’azione legale. Spero siano intelligenti per rifare le comunarie in senso propositivo, per un vero confronto politico con Borile. No, non vogliamo uscire dal M5S, siamo 32 candidati più tutti attivisti di Padova e provincia, non vogliamo disfare il Movimento e fare la guerra, ma se ci sono violazioni al regolamento bisogna essere più trasparenti.

Credi ci sia poca trasparenza nel voto online del M5S?

Il metodio è valido, ma non c’è organizzazione, stiamo seguendo la stessa linea di anni fa: non progredisce e non c’è crescita, non possiamo gestire una presenza così forte sui territori se manca una struttura. Non abbiamo dei riferimenti territoriali veri e propri perché i parlamentari non si schierano per non perdere la faccia. Di fatto 150 votanti a Padova sono pochi, non conosciamo nemmeno i votanti, non c’è un elenco degli iscritti, non sappiamo nemmeno come organizzarci, usiamo la piattaforma meetup, ma è tutto legato al caso in pratica.

Conseguenze su Genova, cosa pensi della Cassimatis e in generale di Pizzarotti?

Il regolamento l’hanno fatto loro e devi sapere che ti devi muovere entro certi limiti, devi rispettare il voto online. Un voto con criterio, però, altrimenti se uno strumentalizza il voto non è più un voto democratico, quindi se le Comunarie le ha vinte lei, che sia la candidata del Movimento 5 Stelle di Genova. Su Pizzarotti, invece, bisogna valutare l’operato del sindaco che forse vincerà di nuovo. Forse bisogna guardare ai fatti, se per chiunque il sindaco ha fatto bene e viene premiato allora non c’è nulla da dire. Lasciarlo solo senza conoscere nulla sulla sua situazione non è stato un bel comportamento e non ha giovato al Movimento.

Intervista a cura di Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.

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