Napoli. Finiscono ai domiciliari Stefano Cangiano, 31 anni, ex esponente di Casapound e ritenuto capo dell’organizzazione di estrema destra NFO (Nuova Famiglia Organizzata) e tre ventenni: Luigi Esposito, Salvatore Sequino e Paolo Salvi. Altre quattro persone sarebbero indagate. L’accusa è quella di aver commesso atti intimidatori contro sedi di pubbliche istituzioni, anche con armi da fuoco ed esplosivi. In particolare, vengono loro contestati attentati alle sedi comunali di Mugnano, Giugliano, Marano, Villaricca, Melito, Qualiano, contro la sede Equitalia di Giugliano e contro la sede del Movimento 5 stelle di Mugnano.

Secondo le ricostruzioni della Procura della Repubblica di Napoli, Stefano Cangiano, allontanatosi da Casapound per diverbi personali con alcuni militanti, avrebbe fondato il gruppo NFO con altri giovani estremisti di destra con l’intento di denunciare e “punire” i politici corrotti. Inoltre avrebbero provato più volte, in maniera goffa, a far ricadere la colpa delle loro azioni su attivisti comunisti della zona o su nomi di spicco del brigatismo rosso italiano, arrivando a firmare alcune intimidazioni coi nomi di Malucci e Nadia Desdemona Lioce.

Il primo atto intimidatorio del gruppo criminale di estrema destra sarebbe stato commesso il 18 marzo 2015 ai danni di un pub. In seguito fu ritrovata un scritta sulla parete esterna dell’aula consiliare del comune di Mugnano “Il tradimento viene pagato con il sangue, NFO”.

I carabinieri, su indicazione dello stesso Cangiano, hanno ritrovato la pistola utilizzata per gli spari tra alcuni cartoni nei bagni del palazzo Baronale di Villaricca. Il trentunenne, in passato, era già stato denunciato per oltraggio alla triade commissariale di Giugliano dopo lo sfratto della sede in cui c’erano i Rangers d’Italia.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri coordinati dai pm Milita e Maresca. Al momento il gip sembra escludere l’accusa di associazione con finalità terroristiche. I capi di imputazione contestati sarebbero violenza o minaccia a corpo politico, ricettazione e danneggiamento.

Mario Sica

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Nasce a Napoli nel 1988. Dopo aver trascorso i primi dodici anni di vita nella provincia nord di Napoli, a Villaricca, si trasferisce a Soccavo, quartiere di origine dei propri genitori. Durante gli studi classici, matura e coltiva la passione per il giornalismo e la scrittura creativa ed inizia una lunga militanza nei movimenti anticamorra e nei comitati territoriali della città di Napoli. Nel 2017, a “soli” 28 anni, consegue la laurea in giurisprudenza presso la Federico II. “Malato” di calcio e tifosissimo del Napoli, negli ultimi anni si appassiona alla boxe. Appassionato di lettura, in particolare classici e saggi storici, per sensibilità politica ha approfondito le sue conoscenze storiche dei movimenti di lotta del Novecento e del lungo processo di emancipazione del Sud America dal colonialismo ad oggi. Ha provato ad imparare a suonare la chitarra durante l’adolescenza ma, appurato di essere impedito, ha deciso di limitarsi all’ascolto di musica, in particolare De Andrè, Brassens, Pino Daniele e tutto il neapolitan power degli anni ’70 e ’80. Coltiva l’illusione, in un Paese che legge sempre meno e peggio, di poter trasformare la sua passione per la scrittura ed il giornalismo in un mestiere retribuito.