L’ultima notte di regular season NBA ha emesso gli ultimi verdetti in vista dei playoff. I Boston Celtics tornano in vetta alla Eastern Conference per la prima volta dalla stagione 2007-08, quella che poi portò al titolo. La cavalcata straordinaria dei Miami Heat si infrange contro il muro eretto da Indiana e Chicago, che non falliscono contro Atlanta e Brooklyn. Ad ovest era già tutto scritto da giorni, c’era soltanto la necessità di decidere chi avrebbe avuto il fattore campo tra i Los Angeles Clippers e gli Utah Jazz.

playoffWESTERN CONFERENCE – L’infortunio di Kevin Durant non ha rallentato la marcia trionfale dei Golden State Warriors che per la terza volta consecutiva parteciperanno alla post-season come n.1 della conference d’appartenenza. 207 vittorie in tre anni rappresentano l’ennesimo record della franchigia californiana, più che mai desiderosa di riprendersi lo scettro – o meglio, l’anello – che l’è stato strappato la scorsa stagione. Al primo turno ci saranno i Portland Trail Blazers. Le due squadre si sono affrontate anche la scorsa stagione, anche se al secondo turno, e nonostante i problemi fisici di Curry, gli Warriors non ebbero molti problemi (4-1). Problemi non dovrebbe averne San Antonio con Memphis. La sfida più equilibrata, almeno sulla carta, del primo turno sembrerebbe essere Jazz vs Clippers, mentre quella più affascinante sarà tra i due candidati MVP, James Harden e Russell Westbrook, che si contenderanno qualcosa di molto più di un titolo individuale: il passaggio del turno. I Rockets hanno i favori del pronostico ma contro questo Westbrook è dura scommettere.

(1) Golden State Warriors vs Portland Trail Blazers (8)
(2) San Antonio Spurs vs Memphis Grizzlies (7)
(3) Houston Rockets vs Oklahoma City Thunder (6)
(4) Los Angeles Clippers vs Utah Jazz (5)

playoffEASTERN CONFERENCE – Per la prima volta dal 2008, Boston torna in vetta ad est, e lo fa in grande stile, con una pallacanestro di un certo livello e con un Isaiah Thomas formato MVP. Sembrava dovesse esserci lotta fino alla fine per la posizione n.1 ma, a quanto pare, i Cleveland Cavaliers hanno deciso di alzare bandiera banca prima, accontentandosi della seconda posizione pur di dare un po’ di fiato a LeBron James e Kyrie Irving. Restano naturalmente i favoriti, nonostante la stagione regolare non brillantissima. Anche i Pacers, che affronteranno proprio i campioni in carica nel match d’apertura dei playoff sabato pomeriggio, non hanno disputato la stagione della vita, eppure hanno delle individualità molto importanti. Paul George andrà in scadenza di contratto nel 2018 (con player option) e questo match-up potrebbe chiarificargli diverse idee su quanto Indiana possa essere competitiva nel breve periodo. Le sirene di Boston e Los Angeles, intanto, si sono fatte sempre più insistenti nell’ultimo periodo.
I Pacers non hanno fallito l’obiettivo post-season, così come non ha sbagliato Chicago – anche se era difficile perdere a Brooklyn con mezzo loro roster a riposo. E così, la fantastica rimonta dei Miami Heat si conclude in un nulla di fatto. Resta, però, la cavalcata straordinaria di una franchigia che sembrava dovesse essere destinata alle zone basse della classifica e che, invece, è riuscita nonostante i tanti infortuni ad arrivare ad una sola vittoria dai playoff. Il 13 gennaio, il record diceva 11-30; hanno chiuso con un 41-41: nessuno nella storia della Lega era mai riuscita a centrare una percentuale di vittorie del 50%, partendo da 12+ gare sotto. Gli Heat erano a 19 partite, addirittura. Annata da ricordare, nonostante il mancato piazzamento tra le prime otto.

(1) Boston Celtics vs Chicago Bulls (8)
(2) Cleveland Cavaliers vs Indiana Pacers (7)
(3) Toronto Raptors vs Milwaukee Bucks (6)
(4) Washington Wizards vs Atlanta Hawks (5)

I playoff inizieranno sabato con le gare-1 delle seguenti sfide:

Cleveland Cavaliers – Indiana Pacers, ore 21.30
Toronto Raptors – Milwaukee Bucks, ore 23.30
San Antonio Spurs – Memphis Grizzlies, ore 3.00 (tra sabato e domenica)
LA Clippers – Utah Jazz, ore 7.30 (tra sabato e domenica)

 

Michele Di Mauro

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