Domani 14 aprile esce Gioventù Brucata, il terzo album dei Pinguini Tattici Nucleari, la band indie bergamasca che affronta con ironia le tematiche più disparate.

Ecco la nostra intervista.

Domani esce il vostro nuovo album “Gioventù brucata”, come l’omonimo brano. Cos’è la gioventù brucata?

La “Gioventù Brucata” è la gioventù ferma in un prato che non sa cos’altro fare se non brucare l’erba. Come dice la canzone che dà il titolo all’album, i nostri nonni si identificavano nella cosiddetta gioventù bruciata, quella dei ribelli senza un motivo. I nostri padri invece in quella bucata, quella delle droghe pesanti e delle morti per overdose. Mentre noi non sappiamo fare altro che brucare nell’attesa di essere definiti.

Sembra un po’ l’inverso della definizione “choosy” che diede la Fornero delle nuove generazioni: i giovani che raccontate voi non sono schizzinosi e iper-selettivi ma non sanno proprio cosa scegliere.

Sì, però noi piangiamo meno.

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Il nuovo album dei Pinguini Tattici Nucleari, Gioventù Brucata

Quali sono le novità di questo album?

Delle sonorità spiccatamente più pop e forse meno ingenue. Abbiamo trovato una nostra stabilità per quanto riguarda la produzione e pensiamo che suoni esattamente come vogliamo: forse degli altri album non si può dire la stessa cosa. Inoltre, c’è Paso [Lorenzo “Paso” Pasini, chitarrista, NdA] che fa il verso della gallina.

A proposito di ciò, il vostro stile si è sempre distinto per una certa attenzione nella ricerca musicale e per la scrittura di testi ironici, con i quali affrontate tematiche serie e profonde. Quali sono gli artisti ai quali vi ispirate o che ascoltate?

In primis, sicuramente Elio e le Storie Tese, che sono forse l’unica band che ci mette tutti d’accordo, fin da quando eravamo adolescenti. Per il resto, ci piacciono generi estremamente diversi l’uno dall’altro: ad Elio [Elio Biffi, tastierista e fisarmonicista, NdA] piace il folk, a Paso il metal e a Rik [Riccardo “Rik” Zanotti, cantante, NdA] un po’ di tutto: dal Pop da classifica al Prog più oscuro. Abbiamo influenze molto diverse tra loro.

A quando un disco prog dei Pinguini Tattici Nucleari, allora?

In realtà ci sono tre canzoni prog in questo album, piene zeppe di tempi dispari e cambi di tonalità. Si chiamano Gigi Cinque Ottavi, Pula e Il Concorso Musicale!

A proposito del nuovo album, quali tematiche avete affrontato questa volta?

Tantissime, tutte diverse: la difficoltà di essere una persona che ascolta soltanto musica in cinque ottavi nel mondo moderno, i problemi di un villaggio africano in cui manca la pioggia da tanto tempo, la superficialità dei genitori moderni che preferiscono il pilates ai figli, etc etc. Abbiamo trattato tematiche per noi importanti.

Cosa pensate dell’attuale mondo musicale (italiano e non)? Se volete, potete parlare male dei colleghi. Anzi, meglio.

Secondo noi, in questo momento l’indie sta avendo un momento fortunato, e ne siamo molto contenti. In generale, siamo amici della maggior parte dei musicisti della scena e nemici di molto pochi. Alla fine, tutti i musicisti che ci è capitato di conoscere sono belle persone, tranne Nek: lui non l’abbiamo conosciuto, ma riteniamo che faccia cose raccapriccianti come calpestare i gattini. State attenti a Nek, vi preghiamo.

A questo proposito, cos’è oggi l’indie? Solo un percorso alternativo al mainstream e alle major o un genere musicale ben definito?

L’indie è un circuito di stronzi, in cui ogni tanto qualcuno muore e ad altri va anche peggio: fanno successo.

Qual è la missione o il manifesto dei Pinguini Tattici Nucleari?

Questo: https://www.youtube.com/watch?v=ZpZhfmxYWOE

Grazie per la vostra disponibilità. Ci salutiamo con quest’ultima domanda: perché la gente, con tutti i problemi che ci sono, con le difficoltà ad arrivare a fine mese, etc. dovrebbe spendere dei soldi in musica e perché, poi, proprio nella vostra musica?

Crediamo che comprando la nostra musica le persone possano vantarsi di avere un altro problema nella loro collezione, perché, alla fine, i problemi di tutti sono spesso soltanto un pretesto per fare amicizia sulle panchine dei parchi. Quindi, la nostra musica è solo un pretesto per fare amicizia con gli sconosciuti al parco.

Pietro Marino