Napoli chiama Pontida, il 22 Aprile si festeggerà nella città lombarda, roccaforte della Lega Nord, la giornata dell’orgoglio antirazzista, migrante e meridionale. Qualche giorno fa abbiamo ascoltato le parole di Raniero Madonna, militante di Insurgencia.

La mobilitazione che ha portato la città di Napoli e i suoi attivisti ed il Comune ad opporsi a Salvini ha prodotto una controproposta: dato che il leader si è spinto fino alla città di Partenope, si è deciso di raggiungere la capitale per antonomasia della Lega Nord: Pontida.

Raniero Madonna ha così spiegato:A Napoli, e in generale al Sud, conosciamo bene le politiche razziste ed escludenti della Lega Nord perché le abbiamo sperimentate a lungo sulla nostra pelle. Ci siamo sentiti chiamare colerosi, terremotati ed etichettati come un peso allo sviluppo del paese quando è ormai chiaro a tutti che le sofferenze di un’ampissima fetta della popolazione sono generate da un modello economico ingiusto e famelico. Per questo pensiamo fosse naturale che questa determinazione nel costruire un’opposizione alle politiche della Lega Nord venisse proprio da Sud”.

Pontida chiude i battenti

La manifestazione si svolgerà il 22, con la presenza di tanti artisti, attivisti, scrittori, che hanno solidarizzato e creato l’evento. Ma dal Comune è arrivato l’avviso: qualunque cosa i cittadini stiano facendo, si dovranno fermare. Sì, sembra una battuta, ma è il sunto della Delibera del Sindaco di Pontida, Luigi Carozzi. L’ordinanza recita: “premeso che nella giornata di sabato 22 aprile 2017 è previsto lo svolgimento di una pubblica manifestazione con la presenza di un’elevata e imprecisata moltitudine di partecipanti, rilevato che la situazione costituisce moivo di grave pregiudizio per l’incolumità pubblica e per la sicurezza urbana in genere, in quanto favorisce l’insorgere potenziale di episodi criminosi, quali fenomeni di insicurezza urbana, vandalismo e turbativa della quiete pubblica […] si ordina: la chiusura del traffico dalle 8:00 alle 24:00, la chiusura di scuole e istituti di Pontida di ogni ordine e grado, la chiusura del cimitero e dell’isola ecologica, la chiusura di uffici comunali, uffici postali, esercizi commerciali”.

Insomma: stanno arrivando i terroni, pericolosi vandali, chiudetevi in casa e non parlate con nessuno. Laddove bussassero alla porta non aprite, ché il colera si può trasmettere.

Pontida

Il Consigliere Comunale di Napoli, Pietro Rinaldi, ha così commentato: “È tutto molto grave; si potrebbe parlare di quanto è grave una dichiarazione di coprifuoco, del razzismo esplicito nei confronti dei meridionali che manifesteranno a Pontida, di un provvedimento dichiaratamente fascistoide e di tante altre cose; eppure a me l’unica cosa che mi viene di pensare è:…ma in questi casi, quando è evidente che un sindaco non sta bene, a chi tocca dichiarare il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio)?”.

Tra i tanti commenti anche quello di Eleonora de Majo, Consigliere Comunale della città partenopea, che ha scritto: È davvero curioso, quanto estremamente fastidioso, il modo in cui la giunta leghista del Sindaco Carozzi interpreta la propria funzione istituzionale, che dovrebbe essere ispirata – se non alla civiltà e al buon senso – almeno al dettato costituzionale. È curioso, cioè, che un concerto in piazza per promuovere gli ideali della solidarietà e del rifiuto del razzismo sia bollato – con tanto di delibera – come invasione quasi terroristica, che mette a repentaglio la sicurezza del territorio. Noi a Pontida stiamo organizzando una grande festa, un evento culturale che non ha precedenti e che è completamente gratuito: in che senso, ci chiediamo, l’antirazzismo è una minaccia per l’incolumità di Pontida?

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