In Italia la povertà minorile è aumentata vertiginosamente. Il rapporto di Save the Children differenzia la povertà tra assoluta e relativa e i numeri sono altissimi. Se all’inizio del 2005 i bambini in povertà assoluta erano il 3,9%, nel 2015 (quindi dieci anni dopo) la percentuale non solo è aumentata, ma è triplicata: si sfiora infatti la soglia del 11%, vale a dire che più di 1 bambino su 10 è in povertà assoluta.

Questo dato, per uno Stato industrializzato come l’Italia, è elevato e ingiusto. Un’Italia che arranca dal punto di vista giovanile e che ha come deficit ancora il grande divario tra Nord e Sud. Le differenze iniziano soprattutto dalla situazione economica famigliare, per poi sfociare in ambito educativo e sociale.

Valerio Neri, direttore generale di Save the Children spiega: «Il nostro è un Paese in cui non sono le pari opportunità a determinare i percorsi educativi e di vita dei ragazzi, ma lo svantaggio ereditato dalle famiglie. La povertà economica ed educativa dei genitori viene trasmessa ai figli, che a loro volta, da adulti, potrebbero essere a rischio povertà ed esclusione sociale — e infine aggiunge — È un circolo vizioso che coinvolge e compromette il futuro di oltre un milione di bambini e che va immediatamente spezzato».

Tutto ciò può essere rappresentato dalle offerte dei servizi delle mense scolastiche: dai dati di Save the Children solo la metà degli alunni italiani usufruisce della mensa scolastica (52%), tra le cause c’è la mancata possibilità di sostenerla economicamente.
A tal proposito Save the Children ha dato avvio a una petizione per chiedere al Governo e al Parlamento di sbloccare, prima della scadenza della legislatura, alcuni provvedimenti fondamentali che colmino le problematiche presenti, tra cui: asili nido per tutti, mensa scolastica uguale per tutti e attuazione immediata del piano di contrasto alla povertà in Italia. Per portare finalmente un po’ di luce nelle vite dei bambini.

Proprio con l’idea di portare la luce nelle vite dei bambini, a partire dal 3 aprile e fino al 9 aprile, Save the Children ha lanciato la campagna “Illuminiamo il futuro” per combattere la massiccia presenza della povertà educativa in determinate città italiane.
Nasce così il Punto luce: «Centri ad alta intensità educativa dedicati a bambini e adolescenti dai 6 ai 16 anni che vivono in quartieri di grandi città o aree territoriali prive di adeguate opportunità educative per l’infanzia e l’adolescenza».

Il primo Punto Luce è stato aperto a San Luca, un paesino di 3.936 abitanti, in provincia di Reggio Calabria. Dalle rilevazioni dei dati si è potuto intuire perché scegliere proprio il paesino di San Luca. La Calabria è la regione italiana dove la povertà minorile è più presente e, secondo i dati di Save the Children, quasi 2 minori su 5 vivono in condizioni di povertà relativa e solo l’1% dei bambini può accedere ai servizi pubblici per l’infanzia. All’interno delle infrastrutture scolastiche la situazione non cambia molto: nel 37% dei casi manca la mensa e 2 su alunni su 5 studiano in strutture non adeguate; nel 78% delle classi della scuola primaria; nel 72% di quelle della scuola secondaria il tempo pieno non è presente e la dispersione scolastica in regione tocca il valore più alto tra le regioni italiane, il 16%.

All’inaugurazione del Punto Luce, tra le moltissime personalità, era presente anche Federica Roccisano, Assessore alla Scuola, Lavoro, Welfare e Politiche Giovanili della Regione Calabria che ha dichiarato: «Oggi è un giorno decisamente importante per la Calabria e per la Locride. Diamo vita al Punto Luce di Save the Children, quale luogo di aggregazione, contrasto alla povertà educativa e incontro tra i giovani di tutta la zona. Il fine comune delle realtà impegnate in questo ambizioso progetto di vita è quello di creare un’area ad alta intensità educativa in un’area in cui il rischio esclusione sociale è molto forte — e in più ha aggiunto – Ora entriamo nel vivo e la Regione Calabria supporterà sempre più fattivamente le attività in essere, facendo di tutto affinché le buone pratiche contaminino positivamente l’intera regione».

Nicola Capussela