Scampia. Il progetto che prevede l’abbattimento e la riqualifica delle Vele inizia a prendere forma e dopo lo scorso 10 novembre, quando sono partiti i primi trasferimenti dei nuclei familiari alle nuove case situate in via Labriola, in questi giorni si è attivata la presentazione del bando “Restart Scampia”.

Il progetto mira in particolare alla riqualifica della quarta Vela, l’unica che resterà ancora in piedi. Le altre tre verranno abbattute. Il piano di riqualificazione urbana avrà un costo totale di 26 milioni di euro. Il 13 aprile è stato ufficialmente approvato il bando che si divide in due step e il primo è stato pubblicato il 14. Esso dà il via ai 22 giorni di tempo in cui è possibile presentare le proposte.

In seguito il vincitore dell’appalto avrà a disposizione 50 giorni per mettere a punto la progettazione esecutiva che riguarda la riqualificazione della quarta Vela. Il secondo bando verrà realizzato nel dettaglio nei prossimi giorni e riguarderà in particolare il piano urbanistico esecutivo e le sue funzioni nell’ambito territoriale e urbanistico. Il progetto sembra guardare al passato, a quando 50 anni fa Scampia aveva le sembianze di un paesaggio rurale.

Numerose speranze sono state riposte invano in questo quartiere. In principio Scampia aveva alle spalle un progetto ambizioso, a partire proprio dalle Vele realizzate tra gli anni 60 e 70 dall’architetto Francesco Di Salvo. Questi enormi palazzoni che hanno fatto la storia della periferia nord dovevano essere luoghi di integrazione e comunità. Quel progetto tanto ambizioso non ha mai visto la luce perché le Vele sono diventate nel tempo le zone di spaccio più conosciute a livello mondiale.

Questo ha fatto sì che Scampia si allontanasse dal resto della città etichettandola come zona di degrado e inciviltà. L’obiettivo di “Restart Scampia” è quello appunto di creare dei collegamenti con il resto del territorio, di rendere Scampia parte del Comune di Napoli anche nei fatti e non solo sulla carta.

L’assessore al diritto alla città Carmine Piscopo, in un’intervista, ha spiegato quali sono gli obiettivi da perseguire: “Il programma di rigenerazione urbana costituisce la coerente proposta dell’Amministrazione di affrontare incisivamente il tema delle cosiddette “periferie” allo scopo di realizzare, con atti concreti, nuove centralità supportate dalla realizzazione di servizi urbani integrati di mobilità, incisivi servizi di assistenza sociale, formazione scolastica, sicurezza, iniziative educative, culturali e sportive”.

Oltre 50 anni fa il progetto Vele fallì miseramente, ad oggi i cittadini si augurano che la situazione possa davvero cambiare per dare loro la dignità che meritano.

Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l’altra parte della medaglia, quella positiva.