Si tratta di un vero e proprio exploit elettorale quello di Jean-Luc Mélenchon: nell’ultimo mese ha raggiunto le cifre che lo stanno portando a giocarsi l’accesso al ballottaggio con Emmanuel Macron e Marine Le Pen. I due sono tallonati dalla “France Insoumise”, il movimento partito dal basso che ha costituito il cuore della campagna elettorale del candidato della sinistra radicale.

Jean-Luc Mélenchon, una lunga corsa dal 10% al 20%

Jean-Luc Mélenchon ha riempito le piazze di tutta la Francia, a partire dall’enorme manifestazione di Parigi di un mese fa, cui l’obiettivo era mostrare i propri muscoli, riuscendoci a pieno data l’affluenza di 130.000 persone. In queste ultime giornate di campagna elettorale si è presentato alla città di Tolosa, capitale della Regione Occitania al sud del Paese, dove 70.000 cittadini e cittadine insoumis et insoumise hanno assistito ad un comizio che è durato circa due ore. Tolosa, la ville rose (città rosa, ndr) che domenica era un po’ più rossa del normale. Sulla riva della Garonna, Jean-Luc Mélenchon ha incantato i tolosani e convinto con le sue proposte chiare e nette. I sondaggi degli ultimi giorni lo vedono ormai ad un passo da Emmanuel Macron e Marine Le Pen, che nel frattempo si stima — ma la diffusione dei sondaggi in Francia questa settimana è vietata — stiano perdendo consenso.

Prima dell’affluenza incredibile, in piazza, alle 13:00, tanti militanti si sono ritrovati per un picnic

Cos’è la France Insoumise, spiegato bene

La France Insoumise è letteralmente la Francia Ribelle, o Indomita, a seconda della traduzione effettuata: si tratta di un movimento nato nel 2016 e che si fonda sulle lotte sociali che hanno visto opporsi alla Loi Travail, il Job’s Act francese. Attraverso le manifestazioni si è sentita la necessità di costituire un movimento trasversale di cittadini e cittadine che si riunissero in assemblee pubbliche e libere per sostenere la candidatura di Jean-Luc Mélenchon alle Presidenziali. Un lungo percorso, ispirato — come hanno spiegato ai nostri microfoni i dirigenti del Parti de Gauche — al medesimo cammino di Podemos. L’intuizione è nata dal fatto che si è ritenuto non più necessaria la forma partitica in senso stretto e ci si dovesse aprire, confluire letteralmente nei movimenti sociali. Ad oggi, la France Insoumise è anche una piattaforma online: loro dicono di contare più di 300.000 firmatari e sostenitori; nelle città contano sui “groupe d’appui”, i gruppi di appoggio locale coordinati da un responsabile, che si organizzano per la campagna elettorale. Non solo cittadini, ma anche organizzazioni politiche e partitiche hanno sostenuto il movimento: dal Parti Communiste Français a più piccole organizzazioni e soggetti. Guai a chiamarla coalizione, ognuno ha la sua indipendenza e ci si incontra tutti in un vasto e largo movimento politico: la France Insoumise.

Il video della diretta di Libero Pensiero News, con le interviste del vicedirettore Luca Mullanu ad Eric Coquerel, coordinatore nazionale del Parti de Gauche e Danièle Obono, altro volto del Partito e della France Insoumise. Nel video sottostante vengono spiegate le posizioni sull’Europa e sull’Euro da parte di Jean-Luc Mélenchon.

Un lungo discorso sulla Libertà, la laicità

Jean-Luc Mélenchon dal palco di fronte alla Garonna e davanti a 70.000 persone ha fatto un lungo discorso sul tema della Libertà, come ci era stato preannunciato in sala stampa. Partendo dalla Costituzione, dalla Repubblica, dalla Laicità, Mélenchon dice: «La prima delle nostre regole è la distinta separazione fra religione e Stato. Promuoviamo la totale laicità. I servizi pubblici di ogni tipo devono essere separati da ogni manifestazione religiosa. Chi non è d’accordo con le regole della Repubblica Francese, non riceverà mai la nostra visita internazionale. Tutte le donne oppresse nel loro Paese, qui saranno le benvenute».

Non è la prima volta che lo afferma in pubblica piazza: i francesi che sostengono la candidatura di Jean-Luc Mélenchon tengono molto a questa impostazione laica e di libertà assoluta sul tema religioso. Non ponendo sotto attacco il cattolicesimo, o l’islam, il programma di Mélenchon è molto chiaro: «La laicità è la condizione per attestare la libertà di coscienza di tutti, dell’uguaglianza e della fraternità tra tutti i cittadini, siano essi di opinioni filosofiche o spirituali diverse. La laicità rende possibile l’azione dello Stato finalizzata all’interesse generale, non solo ad un raggruppamento specifico di persone». Tra le proposte in tal senso, Mélenchon ha spiegato dal palco che «bisogna rifiutare di dare finanziamenti pubblici per la costruzione degli edifici religiosi, delle attività culturali, degli stabilimenti confessionali». La piazza, poi, si è nettamente riscaldata quando il candidato della sinistra radicale ha detto: «Vogliamo interdire la presenza di ministri e prefetti alle cerimonie religiose e togliere il titolo di Canonico al Presidente della Repubblica Francese».

 Jean-Luc Mélenchon
Una fotografia dall’alto, dalla diretta YouTube, che è stata tendenza per tutta la domenica

Un lungo discorso sulla Libertà, la stampa

Sulla questione della libertà di stampa, Mélenchon si rivolge alla press zone, dove tutti i giornalisti erano intenti a seguire la manifestazione, a intervistare, ad ascoltare e scrivere le sue parole d’ordine: «La Francia è il 45° Paese a livello mondiale per la libertà di stampa, dopo Paesi come Trinidad e Tobago e il Burkina Faso. Dico ai giornalisti e ai lavoratori dei media “l’ora della vostra liberazione si avvicina”. Avete una responsabilità immensa: quella di aiutare a far riflettere correttamente».
In effetti, Mélenchon ha argomentato che bisogna rendere libere le televisioni, dare loro un organismo democratico attraverso il Parlamento, proteggere il settore della stampa dagli interessi speculativi e proteggere l’indipendenza delle redazioni dall’influenza politica e dal potere economico, rafforzando lo statuto giuridico, dando una carta deontologica, ma soprattutto, abolendo la precarietà del mestiere di giornalista.

Un lungo discorso sulla Libertà, scuola, cultura, ricerca scientifica

Sulla riva della Garonna, Mélenchon ha continuato: «La più importante delle libertà è la libertà di conoscenza, di pensiero: diffondete il sapere. La scuola dev’essere totalmente gratutita in ogni suo aspetto, anche la mensa: i bambini devono imparare come mangiare correttamente. Se le mense diventano gratuite, le famiglie hanno maggiore potere d’acquisto. Non ci devono essere differenze fra una scuola e l’altra». Ha detto poi: «Prima di difendere la cultura, bisogna crearla (l’idea di bonus cultura per Mélenchon è totalmente inutile, ndr). Bisogna piuttosto difendere i creatori di cultura e la ricerca. Dobbiamo studiare il modo per eliminare le scorie nucleari. Ricercare il modo per guarire le malattie, le epidemie, il cancro, il diabete, Rompere il legame fra i laboratori e le aziende del settore, piuttosto bisogna rispondere alle questioni che colpiscono la vita umana».

La libertà, anche e soprattutto attraverso il lavoro

Non ultimo, Mélenchon ha affrontato il tema del lavoro, del reddito, della disoccupazione, questioni principali del suo programma “L’avenir en commun”, che hanno chiaramente rappresentato la leva su cui è cresciuto nei sondaggi, dato che per i francesi si tratta di un nervo scoperto: «Qual è la libertà delle famiglie a cui hanno staccato acqua ed elettricità? Qual è la libertà di chi dorme per strada? Qual è la libertà dei bambini che soffrono d’autismo e che non hanno strutture adatte ad accoglierli? Qual è la libertà dei lavoratori minacciati di essere licenziati se si rifiutano di lavorare la domenica? Qual è la libertà della donna che lascia i bambini a casa perché non sa dove lasciarli quando lavora? La libertà davanti a tutto. Tutti coloro che sono privati della libertà, bisogna restituirgliela. Bisogna garantire un salario decente, una pensione decente. Siamo il movimento del tempo libero, bisogna ridurre le ore di lavoro. Tutti hanno diritto al tempo libero, senza scendere ad alcun compromesso».

 Jean-Luc Mélenchon
Dal palco di Tolosa

Un finale poetico

Jean-Luc Mélenchon al termine del suo comizio ha voluto salutare i cittadini di Tolosa e dintorni, accorsi ad ascoltarlo nella giornata di Pasqua, con una famosa quanto bella poesia di Jacques Prévert, “La liberté”. Un auspicio, una necessità quasi, per incoraggiare sé stesso e la piazza a fare quello che in tanti pensavano fosse impossibile. La giornata di domenica per Mélenchon ha significato la chiusura della campagna elettorale, nonostante le altre giornate a disposizione in cui ha già dichiarato di organizzare un evento in ologramma su 7 città francesi. Il comizio ha significato il rush finale, il lancio ultimo di una campagna tutta in salita e che, forse, come quando un certo François Mitterand chiudeva le campagne a Tolosa, può portarlo al ballottaggio. Un finale poetico, ma soprattutto patriottico per una Marsigliese cantata da tutti, a testimonianza del fatto che si è trattata di una piazza blu, bianca, ma soprattutto rossa.

 

Da Tolosa, Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.