Le barriere architettoniche possono presentarsi in varie forme e non è detto che siano sempre fisicamente bene individuabili: anche quando queste non sono in apparenza previste, possono esserci nuovi ostacoli come la trascuratezza di una città o come alcuni decori e abbellimenti presenti nel centro cittadino.

Questi talvolta creano ulteriori barriere architettoniche, viste come limiti da chi ha difficoltà.

Infatti spesso in città, nelle piazze o lungo i marciapiedi è possibile incontrare svariati ostacoli, che all’apparenza non sembrano essere tali, anzi sembrano essere anche d’aiuto, come ad esempio delle panchine. Tali panchine magari hanno almeno lo schienale, ma talvolta difettano dei braccioli, che sono un importante sostegno per chi deve compiere il passaggio, in completa autonomia, da una sedia a rotelle alla suddetta panchina, e questo è un passaggio complicato, che implica quasi un “salto” dell’invalido dalla sedia alla panca — in assenza di freni esterni a quelli della carrozzina, che possano frenare l’atto, tutto si complica.

Talvolta, invece, si vuole adornare la città con oggetti posti lungo il marciapiede, che possono rappresentare un intoppo per le carrozzine. Queste ultime, in alcune occasioni, nel transito lungo i marciapiedi, devono inoltre combattere anche con la sporcizia presente nei corridoi di transito, trattati come vere e proprie discariche dove vi possono essere in terra rifiuti o bisogni di animali. Tutto ciò va a discapito di chi in città deve muoversi — come una persona su una carrozzina — usando le mani, le quali vanno quindi a contatto con la strada lercia.

barriere architettoniche
Le figure impossibili di Escher

Tralasciando l’aspetto igienico e ritornando alle barriere architettoniche, esse spesso sono create, stando alle segnalazioni fatteci, nei paraggi o prossimi alle discese, mediante l’installazione di pali con segnaletica stradale e di aiuole ingombranti che impediscono il passaggio delle carrozzine. Uno scenario che ricorda un po’ l’artista olandese Maurits Cornelis Escher e le sue figure impossibili.

Eugenio Fiorentino

Si ringrazia Sayo per la vignetta di copertina.

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto. Ho frequentato le scuole presso l'istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all'istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt'ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale. Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico. Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l'ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.