La scienza marcia sempre inarrestabile tra mille difficoltà. Ma oggi nonostante gli enormi passi avanti fatti praticamente in ogni campo è necessario scendere in  campo  a difenderla da una moltitudine di attacchi che arrivano da ogni direzione.

In occasione dell’Earth Day 2017 in tutto il mondo ci saranno manifestazioni, palchi e gente in piazza a sostenere il mondo della ricerca e a schierarsi dalla parte del metodo scientifico sempre più insidiato da interessi e disinformazione.

Ma da cosa dobbiamo difendere oggi la scienza e la ricerca?

Da una moltitudine di elementi, come accennato, quasi tutti facenti capo ad interessi di qualche tipo, perlopiù economici o di consenso politico.

Al centro dell’attenzione c’è ovviamente la campagna del neopresidente americano Donald Trump che ha pensato bene di cancellare gli accordi sul clima e di minimizzare la questione dei cambiamenti climatici come se questi non fossero la minaccia numero uno del pianeta facendo gioire i sostenitori delle fonti non rinnovabili.

Ma non solo questo perché l’ondata mondiale di populismo e critica ad ogni tipo di sistema ha portato oggi la popolazione, praticamente in tutti i paesi occidentali, a mettere in discussione alcune tra le più grandi conquiste della scienza, soprattutto in campo medico.

Ecco allora che pericolosissime combinazioni di bufale da social network, allarmismi e disinformazione ad hoc, nonché una notevole disponibilità di mezzi di comunicazione finiscono per addossare ai vaccini le colpe di svariate patologie.

Inutile dire che non esiste alcun fondamento scientifico in tutto ciò, ma il risultato è eclatante e pericoloso e consiste nella ricomparsa di malattie praticamente debellate con tutte le conseguenze negative del caso.

In Italia a sostegno del mondo della scienza, della cultura e dell’arte nell’ambito dell’Earth Day ci sarà Roma con una marcia che sabato 22 aprile partirà alle 16.00 dal Pantheon per arrivare a Campo de’ Fiori proprio al cospetto della statua di Giordano Bruno, forse una delle prime vittime di un percorso che oggi può contare sull’esplosione dei sistemi di comunicazioni digitali.

In seguito, a partire  dalle ore 17.00, sarà Villa Borghese a mettere a disposizione un palco per ricercatori e artisti, per difendere quanto di più importante abbiamo, la conoscenza.

Di certo sarebbe meglio non ricordarsi delle difficoltà del mondo della scienza o della salute del pianeta solo in giornate particolari come l’Earth Day, ma l’importante è crederci, tornare a fidarsi del lavoro spesso oscuro di chi ogni giorno si batte affinché la nostra vita e la nostra salute siano migliori.

Perché noi e il nostro pianeta siamo appesi ad un filo e dobbiamo fare tutto quanto ci è possibile per non romperlo.

Mauro Presciutti