La vera e propria sorpresa di questa Champions League non può che essere il Monaco di Jardim, tornato a giocarsi una semifinale esattamente 13 anni dopo l’ultima volta, quando arrivo addirittura in finale contro il Porto (che poi alzerà la coppa). 13 anni fa Kylian Mbappé aveva 5 anni e viveva con la sua famiglia a Bondy, un piccolo comune nel dipartimento della Senna-Saint Denis, vicino Parigi e probabilmente nemmeno ricorda la partita persa da Morientes e compagni.

I 50 migliori giocatori sulla base di gol ed assist per minuti giocati, Mbappé è il primo in Europa.

Il calcio però lo ha sempre avuto nel sangue ed il padre, dirigente dell’As Bondy, lo fa entrare nelle giovanili della squadra a 12 anni. L’anno successivo Mbappé si trova alla scuola di perfezionamento della Federcalcio Francese, l’INF Clairefontaine, l’accademia dalla quale sono usciti campioni come HenryGallas. Nel 2013 si trasferisce al Monaco ed inizia la sua carriera nelle giovanili del club monegasco fino al 2015, anno in cui Leonardo Jardim lo fa esordire in Ligue 1, in una partita pareggiata contro il Caen, all’età di 16 anni, il più giovane di sempre nella storia del club. Mbappé diventerà poi anche il più giovane marcatore, il 20/02/2016 in una sfida contro il Troyes, all’età di 17 anni. A fine agosto il Manchester City prova a strapparlo al club del principato per la modica cifra di 40 mln, dopo aver ammirato il suo smisurato talento all’Europeo U19 (vinto a discapito dell’Italia, strapazzata 4-0. Mbappé ha chiuso il torneo con 5 reti realizzate) ma l’offerta viene rispedita al mittente.

Dopo lo stop iniziale, dovuto all’infortunio alla prima di campionato contro il Guingamp, che gli fa perdere alcune posizioni nelle gerarchie di Jardim, Mbappé esplode in questo 2017, sfoderando prestazioni sempre più importanti e diventando titolare inamovibile al fianco di Falcao, nel 4-4-2 del tecnico portoghese. Si prende la scena della Champions League, alla pari di tutti gli altri big già affermati, con i 2 gol al Manchester City agli ottavi ed i 3 appena rifilati al Borussia Dortmund tra andata e ritorno. 16 gol realizzati nelle ultime 16 partite giocate tra campionato e coppa. Con l’ultimo siamo arrivati a 22 in tutte le competizioni, conditi da 11 assist, con sole 22 presenze da titolare delle 36 complessive.

Mbappé realizza la doppietta ed il gol del momentaneo 1-3 al Borussia Dortmund

Ciò che però rende Mbappé così straordinario è il suo modo di giocare. È una prima punta, che occasionalmente può giocare anche come esterno offensivo, dallo scatto e dalla velocità in progressione straordinaria, cosa che gli permette di essere quasi sempre il primo ad arrivare sul pallone e pericolosissimo anche quando punta il diretto avversario, che spesso e volentieri viene lasciato sul posto. Essendo praticamente ambidestro i marcatori non sanno quasi mai da che lato andarlo a chiudere, difatti segna con entrambi i piedi in qualunque situazione. Mbappé è un ghepardo, una macchina perfetta pensata per il calcio, il cui talento, in questo momento, sembra non poter avere confini. Volendo cercare il pelo nell’uovo, è ancora troppo “leggero” nei tackle aerei, dai quali spesso esce sconfitto, ma a guardarlo sembrano essere davvero una piccolezza paragonati al resto del gioco.

Il paragone con Henry che molti esperti continuano a riproporre sembra quello più ovvio, viste le caratteristiche del numero 29 del Monaco: due attaccanti capaci di segnare in ogni modo possibile ed in grado di reggere da soli il peso di un attacco. Ma Mbappé ed i suoi 18 anni brillano di una luce che non si vede spesso, nemmeno nei più grandi talenti. Il futuro del calcio sembra essere del ragazzo di Bondy, che ha conquistato il mondo intero.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: thesun.co.uk

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