Napoli. Il 20 aprile, alle ore 17, la rete contro i 900 box privati e interrati “Artisti e De Bustis” (composta da associazioni ambientaliste, comitati territoriali, associazione dei mercatali di via De Bustis, studenti e Movimento per il diritto all’abitare) si è data appuntamento in Piazza degli Artisti al Vomero per un corteo di protesta contro il progetto dei parcheggi pertinenziali approvato dalla giunta Jervolino.

I manifestanti hanno ribadito in piazza la loro posizione: no ai parcheggi pertinenziali interrati di piazza degli Artisti, via Tino da Camaino e via De Bustis e sì alla valorizzazione delle aree verdi, alla promozione di una mobilità pubblica sostenibile e alla realizzazione di parcheggi pubblici di interscambio alle porte del quartiere Vomero. Le associazioni e i cittadini presenti al corteo ritengono che il progetto, approvato nel 2010, sia un’opera inutile, speculativa e che non tiene conto del fatto che altri progetti simili, nel territorio della municipalità 5, si sono rivelati un flop. Inoltre c’è il problema dei mercatali di via De Bustis che, durante il periodo dei lavori, non avrebbero più un posto in cui svolgere la loro attività commerciale.

La situazione però, da un punto di vista giuridico e amministrativo, non lascia intravedere molte alternative. «Entro il 2 maggio il comune di Napoli è chiamato a firmare la convenzione per i lavori con la ditta che fu individuata per costruire i parcheggi . In caso contrario, il TAR ha individuato nell’assessore ai trasporti delle regione Campania il commissario ad acta per la stipula della convenzione», ha dichiarato il consigliere municipale Daniele Quatrano, firmatario di un documento contro i parcheggi pertinenziali Artisti e De Bustis insieme ad altri 8 consiglieri municipali. Lo stesso Quatrano ha poi affermato che il consiglio municipale, come organo, esprimerà la sua posizione la prossima settimana. «La giunta municipale ha già espresso il suo parere contrario all’opera, ora attendiamo di sapere cosa farà il comune nei prossimi giorni» ha riferito Luigi Sica, assessore municipale con delega alle aree mercatali, anch’egli presente al corteo.

Anche il vice sindaco e assessore all’ambiente del comune di Napoli, Raffaele Del Giudice, ha preso parte al corteo e ha dichiarato che il comune è alla ricerca di strade tecnico-giuridiche per poter risolvere la situazione dei parcheggi pertinenziali, invisi all’attuale amministrazione cittadina. «Si tratta di un’opera non più contestualizzabile, la cui utilità è sconfessata da quanto accaduto per progetti simili in altre zone del quartiere Vomero» ha poi aggiunto il vice sindaco.

La telenovela dei parcheggi interrati di piazza degli Artisti, via Tino da Camaino e via De Bustis ebbe inizio nel 2010. Il commissario straordinario ai parcheggi, l’allora sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino, approvò un progetto che prevedeva la costruzione, nel cuore del Vomero, di circa 300 box pertinenziali. Il tutto in deroga alla disciplina urbanistica, così come previsto per ogni commissariamento straordinario di governo. La giunta De Magistris, nel 2012, sospese la delibera per mancanza di un atto di integrazione al programma urbano dei parcheggi. Il comune, però, perse sia dinanzi al TAR (adito dalla cooperativa incaricata a svolgere i lavori) sia nel successivo ricorso al Consiglio di Stato nel 2015. Nonostante quest’ultima decisione, l’amministrazione comunale decise comunque di non dare il via ai lavori. Per questo motivo la cooperativa Napoli 2000 si presentò di nuovo dinanzi al TAR, stavolta in qualità di giudice di ottemperanza. Si arriva, dunque, alla sentenza dello scorso 2 marzo che condanna palazzo San Giacomo a dare esecuzione alla sentenza del Consiglio di Stato entro 60 giorni.

A questo punto il comune ha tre possibilità: stipulare la convenzione con la cooperativa entro la data del 2 maggio; revocare la delibera dell’ex sindaco Jervolino andando incontro ad una condanna al pagamento dei danni economici subiti dalla cooperativa per la mancata realizzazione del progetto; rimanere inerme e lasciare che sia il commissario ad acta individuato dal TAR, l’assessore regionale ai trasporti Fulvio Bonavitacola, a stipulare la convenzione.

Non resta che aspettare i prossimi giorni per scoprire come si evolverà la vicenda. Nel frattempo pare che la cooperativa Napoli 2000 voglia aprire il primo cantiere in piazza degli Artisti, chiedendo dunque la modifica del progetto di convenzione che prevedeva che i lavori partissero da via De Bustis, area in cui sono previste opere di compensazione a differenza di quanto previsto per piazza degli Artisti, in cui vi è solo l’obbligo di ripristino dei luoghi.

Mario Sica

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Nasce a Napoli nel 1988. Dopo aver trascorso i primi dodici anni di vita nella provincia nord di Napoli, a Villaricca, si trasferisce a Soccavo, quartiere di origine dei propri genitori. Durante gli studi classici, matura e coltiva la passione per il giornalismo e la scrittura creativa ed inizia una lunga militanza nei movimenti anticamorra e nei comitati territoriali della città di Napoli. Nel 2017, a “soli” 28 anni, consegue la laurea in giurisprudenza presso la Federico II. “Malato” di calcio e tifosissimo del Napoli, negli ultimi anni si appassiona alla boxe. Appassionato di lettura, in particolare classici e saggi storici, per sensibilità politica ha approfondito le sue conoscenze storiche dei movimenti di lotta del Novecento e del lungo processo di emancipazione del Sud America dal colonialismo ad oggi. Ha provato ad imparare a suonare la chitarra durante l’adolescenza ma, appurato di essere impedito, ha deciso di limitarsi all’ascolto di musica, in particolare De Andrè, Brassens, Pino Daniele e tutto il neapolitan power degli anni ’70 e ’80. Coltiva l’illusione, in un Paese che legge sempre meno e peggio, di poter trasformare la sua passione per la scrittura ed il giornalismo in un mestiere retribuito.