Napoli. Il 25 aprile, negli spazi della mostra d’Oltremare, ci sarà la festa della liberazione dei beni comuni organizzata dalle strutture di movimento che partecipano al percorso di mobilitazione e discussione cittadine di Massa Critica.

L’idea degli organizzatori dell’evento alla mostra d’Oltremare è quella di legare la ricorrenza del 25 aprile, festa della liberazione dell’Italia dal nazifascismo, al tema delle lotte sociali cittadine e al tema del recupero e della restituzione alla collettività di spazi abbandonati che diventano beni comuni.

Una giornata che, attraverso sette aree tematiche, fornirà l’occasione per raccontare e condividere i percorsi di autogestione dei tanti spazi in città che, grazie al lavoro di studenti, precari, disoccupati e abitanti, vengono sottratti all’incuria e riempiti di attività; un lavoro improntato sulla costruzione di “un’ altra idea di città”, che sia legata al concetto di beni comuni e che sia promotrice – scrivono gli attivisti di Massa Critica nella descrizione dell’evento facebook di lancio della festa – “di diritti, di democrazia e di mutualismo.

Il programma prevede, alle ore 10, un appuntamento nella zona antistante la fermata Mostra della cumana, in modo da poter entrare tutti insieme all’interno della mostra d’Oltremare. La mattinata sarà interamente dedicata a laboratori e attività ricreative per bambini come, ad esempio, tornei di calcetto, esibizioni di clown e spettacolo di guarrattelle. Nel pomeriggio sono previste dimostrazioni live di capoeira, milonga, canto, improvvisazione teatrale e percussioni. La festa della liberazione dei beni comuni si concluderà con una jam session con percussioni, tammorre e murghe.

Durante tutta la giornata del 25 aprile, ci sarà la possibilità di visitare una mostra fotografica allestita per l’occasione e ci saranno spazi dedicati allo skating, speak corner e media center. Inoltre, sarà attivo un info point sulla vertenza “garanzia giovani” che, partita il 21 aprile con un sit-in sotto il palazzo della Regione Campania, ha sollevato problemi legati al mancato pagamento di alcuni tirocinanti, alle difficoltà di registrazione al programma e alla mancata erogazione dei certificati di effettivo svolgimento dei corsi. (clicca qui per ulteriori dettagli sulla vicenda)

Mario Sica

CONDIVIDI
Articolo precedenteL’Italia si mobilita per il rilascio di Gabriele Del Grande: #iostocongabriele
Articolo successivoTerritorio, autonomia, consenso: demA alla conquista dell’Italia

Nasce a Napoli nel 1988. Dopo aver trascorso i primi dodici anni di vita nella provincia nord di Napoli, a Villaricca, si trasferisce a Soccavo, quartiere di origine dei propri genitori. Durante gli studi classici, matura e coltiva la passione per il giornalismo e la scrittura creativa ed inizia una lunga militanza nei movimenti anticamorra e nei comitati territoriali della città di Napoli. Nel 2017, a “soli” 28 anni, consegue la laurea in giurisprudenza presso la Federico II. “Malato” di calcio e tifosissimo del Napoli, negli ultimi anni si appassiona alla boxe. Appassionato di lettura, in particolare classici e saggi storici, per sensibilità politica ha approfondito le sue conoscenze storiche dei movimenti di lotta del Novecento e del lungo processo di emancipazione del Sud America dal colonialismo ad oggi. Ha provato ad imparare a suonare la chitarra durante l’adolescenza ma, appurato di essere impedito, ha deciso di limitarsi all’ascolto di musica, in particolare De Andrè, Brassens, Pino Daniele e tutto il neapolitan power degli anni ’70 e ’80. Coltiva l’illusione, in un Paese che legge sempre meno e peggio, di poter trasformare la sua passione per la scrittura ed il giornalismo in un mestiere retribuito.