Dopo una lunga campagna elettorale, difficile e vissuta senza escludere alcun colpo basso, il risultato del primo turno delle Elezioni Presidenziali francesi ha i favoriti Marine Le Pen ed Emmanuel Macron.

I partiti tradizionali e storici sono stati battuti, sconfitti ed umiliati. Un disastro elettorale, per l’UMP e per il PS, per il partito repubblicano è una sconfitta pesante non aver visto François Fillon arrivare al secondo turno, per il partito socialista si è trattata di una débâcle totale essendosi, Benoît Hamon, attestato sotto il 10%.

Un big bang politico che ha colpito i partiti tradizionali, puniti dall’elettorato francese che ha deciso di farla pagare ai soggetti politici che hanno gestito la cosa pubblica negli ultimi 10 anni: il bipolarismo e l’alternanza sono stati rottamati, in Francia, con i repubblicani ed i socialisti in decomposizione. In questo contesto si inserisce la vittoria di Emmanuel Macron e Marine Le Pen: i francesi hanno mostrato la loro collera e la loro voglia di cercare altro attraverso le urne. Quell’altro è stato rappresentato pienamente dal candidato centrista Macron, il quale ha semplicemente riempito un vuoto nella politica francese.

L’elettorato ha, quindi, sostenuto altre candidature e tra queste sicuramente si iscrive quella di Jean-Luc Mélenchon, con la sua France Insoumise: il candidato della sinistra radicale si è attestato quasi al 20% dei consensi, non riuscendo ad arrivare al secondo turno. Può certamente dirsi contento, nonostante tutto, perché in un contesto molto complicato è riuscito ad aprire una strada alla sinistra francese, con delle proposte radicali e nettamente antiliberali. In questo senso potrà e dovrà capitalizzare il risultato, per costruire una lunga e necessaria battaglia politica contro il dogma neoliberale in Europa.

Senza alcun dubbio ciò che è necessario, però, in questo momento, è sbarrare la strada alla candidata del Front National, Marine Le Pen, che va fermata senza se e senza ma. Il suo programma incita all’odio tra i popoli, vuole la guerra contro i sindacati dei lavoratori, promuove la divisione tra i cittadini e non l’unione e la pace, discrimina e porta avanti chiare idee razziste e fasciste. Bisogna bloccarle la strada e fermarla, ma bisogna specificare che se il Front National, oggi, è un pericolo perché potrebbe vincere le elezioni, la colpa è da assoggettare al liberalismo perché Marine Le Pen si è alimentata della crisi e delle politiche di austerità che le hanno fatto guadagnare qualche milione di voti in più rispetto al 2012. 

La strada per bloccare Marine Le Pen i francesi la conoscono: un blocco unitario che vota massicciamente Emmanuel Macron. Ma la battaglia, per la sinistra radicale francese, con uno sguardo a quella italiana, non può essere tradotta attraverso il sostegno di un candidato centrista sostenuto dall’ordoliberista Wolfgang Schäuble. Jean-Luc Mélenchon lo sa che per battere le destre bisogna lottare fortemente contro il sistema neoliberale, perché Le Pen si ciba di quello. Allora, se da un lato una percentuale dell’elettorato di Mélenchon deciderà di turarsi il naso attraverso il voto, dall’altro, se la sinistra saprà capitalizzare questo risultato, arriverà nelle strade, nelle banlieu, ovunque possibile perché la lotta per un sistema più giusto e universalista è l’unico antidoto per fermare le Marine Le Pen di Europa.

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.

2 COMMENTI

  1. Pare che questo blogger sia convinto che la ricetta per rimettere a posto la Francia sia eliminare la Le Pen. Se vincerà Macron la Francia rimarrà uguale a come é adesso (del resto fu ministro di Hollande, é un europeista convinto, e banchiere dalla storia e dalle connivenze ambigue), quindi come potrebbe mai migliorare? Dice bene: “Macron ha riempito un vuoto”. Macron che vince sarebbe come la vittoria del M5S in tante città: una ventata di nuovo su cui la gente riponeva le speranze e che si é dimostrata peggiore dello schifo che ha sostituito.
    Quindi no, non bisogna assolutamente fermare la Le Pen. Bisogna invece sperare che vinca. Perchè é l’ unica che guarda alla Francia come il proprio paese. Tutti gli altri candidati sono europeisti, con tutto il marcio che ciò significa.

  2. Quando leggo articoli come questi, mi tornano in mente i governi italiani con tutto il cosmo della sinistra, dai più moderati ai più estremisti che si riunivano esclusivamente per non far vincere silvione (ma che tra loro si odiavano e si dimostrato in più riprese) … Sinceramente è avvilente che un programma politico debba essere basato sul Contro o l’anti. Sarò strano io ma per me la politica è un’altra cosa. Poi ognuno ha le sue idee. Buona serata

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