Da tempo scovare, osservare e capire la materia oscura è il chiodo fisso di molti ricercatori. Negli ultimi anni molte barriere sono state superate dalla ricerca per la comprensione di uno dei più grandi enigmi della scienza cosmologica.

La materia oscura è quella parte di materia che non è direttamente osservabile in quanto, diversamente dal resto della materia conosciuta, non emette radiazioni elettromagnetiche ma si manifesta solo ed esclusivamente attraverso effetti gravitazionali. Sembra strano, ma ciò che osserviamo materialmente nell’universo cosmico rappresenta solo il 5% della totalità di materia effettivamente presente; la quasi totalità non osservabile è, appunto, la materia oscura.

Benchè a livello teorico fosse già stata dimostrata l’esistenza della materia oscura, la prova certa della sua esistenza si è avuta solo di recente. Nel 2006, infatti, la NASA attraverso un comunicato stampa diffuse la notizia che attraverso il telescopio Chandra venne rilevata la materia oscura nello scontro tra due galassie.

In queste ore un team di ricerca dell’Università di Waterloo in Canada, il cui studio è stato pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, ha catturato un'”immagine” di materia oscura definita da essi come un “ponte” tra due galassie. Non si tratta di un’immagine propriamente detta in quanto sappiamo che la materia oscura non è osservabile visivamente, ma ne è stato rilevato il suo effetto gravitazionale.

Ricavare questa “immagine” non è stato certamente facile.  L’importante risultato è stato ottenuto attraverso un complessissimo fenomeno fisico. L’autore della ricerca Mike Hudson, professore di astronomia presso l’Università di Waterloo insieme al suo staff ha impiegato una complessa tecnica basata sul weak gravitational lensing, ossia il lensing gravitazionale debole.

Il fenomeno in questione genera immagini deformate delle galassie quando queste ultime si trovano di fronte ad un generatore di campo gravitazionale come ad esempio una stella, un buco nero oppure, come in questo caso, in presenza di materia oscura. Le immagini gravitazionali rilevate dagli scienziati hanno permesso non solo di osservare dei filamenti di connessione tra le due galassie osservate, ma anche la loro estensione. Lo studio ha risolto dubbi durati decenni: nel giro di poche settimane milioni di anni di evoluzione sono stati finalmente compresi.

Salvatore Annona