Nel 2018, anno in cui è previsto il termine della legislatura, i cittadini italiani saranno richiamati al voto. Tuttavia, ad oggi, dopo le sentenze della Corte Costituzionale, recentemente sull’Italicum e prima ancora sul Porcellum, ci ritroviamo con due leggi elettorali differenti e per Camera e Senato.

Il dibattito politico è sempre stato acceso riguardo al tema della legge elettorale e anche negli ultimi mesi si è discusso della necessità di offrire al Paese, finalmente, una riforma elettorale che riuscisse a garantire allo stesso tempo governabilità e rappresentanza ai cittadini.

Tante sono le proposte di legge elettorale, volte soprattutto alla modifica del nuovo Italicum post sentenza, depositate in Commissione Affari Costituzionali.

L’ultima di queste è stata avanzata da YouTrend — gruppo di analisti interessati alle tendenze sociali, economiche e politiche dell’Italia e del resto del mondo —, che mercoledì 19 aprile ha ufficialmente presentato alla Camera il proprio progetto di riforma elettorale.

La redazione di Libero Pensiero li ha contattati per cercare di capirne qualcosa in più.

Com’è nata la vostra proposta di legge elettorale? Parlateci dell’esperimento social “Elections League™”.
«Elections League™ è nato come un gioco. Sapevamo che dopo il 4 dicembre, e ancor più dopo la sentenza della Corte sull’Italicum, il tema della legge elettorale sarebbe tornato di attualità e tra di noi discutevamo a non finire di quale sistema fosse meglio o peggio. A un certo punto abbiamo pensato: “Perché non facciamo votare i nostri utenti su Facebook?”. E di lì abbiamo ideato il torneo, scegliendo 16 diversi sistemi e facendoli scontrare uno contro l’altro. Il successo è stato inaspettato: ogni “sfida” è diventata teatro di accese discussioni tra gli utenti, che nei commenti facevano domande e osservazioni di tutti i tipi: politologico, giuridico, storico… Abbiamo imparato molto e soprattutto abbiamo capito che il tema appassionava molte più persone di quanto ci aspettassimo: tutta questa passione non poteva restare solo un gioco su Facebook». 

Con le sentenze della Corte Costituzionale su Italicum e Porcellum, attualmente, ci troviamo con due leggi elettorali differenti per Camera e Senato. Molti hanno espresso la necessità di dover amalgamare i due sistemi per poter garantire al Paese un governo stabile. La vostra proposta va in questa direzione? Potreste spiegarcela?
«Uno dei pregi più importanti della nostra proposta è proprio quello di armonizzare i sistemi di Camera e Senato. L’impianto è lo stesso per entrambe le camere: metà dei seggi assegnati in collegi uninominali, l’altra metà con il proporzionale. Alla Camera la ripartizione è nazionale con sbarramento al 3%, mentre al Senato – coerentemente con quanto c’è scritto in Costituzione – i seggi si assegnano regione per regione. Gli effetti sulla trasformazione dei voti in seggi sono molto simili. Va detto che nessuna legge elettorale potrà mai garantire al 100% la governabilità finché resta il bicameralismo paritario, perché Camera e Senato hanno corpi elettorali diversi e inoltre non è detto che gli elettori votino allo stesso modo in entrambe. Ma almeno con la nostra proposta si superano le enormi differenze che ci sono oggi tra le due camere».

legge elettorale YouTrend
I punti salienti della riforma elettorale presentata da YouTrend.

Il 19 aprile avete presentato la proposta alla Camera dei Deputati. Che iter seguirà adesso il vostro progetto? Ci sono le basi per accordare le varie forze politiche?
«Secondo noi le basi ci sono, per due motivi. In primo luogo, abbiamo volutamente inserito nella proposta gli elementi che stanno a cuore alle principali forze politiche: ci sono i collegi e la rappresentanza di genere, che piacciono al PD; ci sono le coalizioni e il trascinamento dalle liste al candidato, che piacciono al centrodestra; e c’è la possibilità per gli elettori di scegliersi tutti gli eletti, senza possibilità di nomina da parte dei partiti, come vuole il M5S. Ora, una possibilità è quella di farne iniziativa di legge popolare. L’altra possibilità è quella di discuterla pubblicamente con i parlamentari di tutte le forze politiche, come abbiamo iniziato a fare mercoledì scorso. Questa proposta viene da un soggetto esterno, quindi non c’è motivo per cui i partiti debbano guardarla con sospetto a prescindere: se dovessero riuscire a superare la diffidenza e ad adottare la nostra proposta come testo base “multi-partisan” sarebbe un ottimo risultato».

legge elettorale YouTrend
L’esempio di scheda elettorale nella proposta di legge elettorale di YouTrend: il nome del candidato è affiancato dal simbolo della lista in suo sostegno. I nomi dei candidati sono utilizzati a scopo dimostrativo.

In Italia siamo abituati a denominare le varie proposte di legge elettorale. Mattarellum, Porcellum, Italicum…la vostra come potrà essere chiamata? Vista l’origine “social” della vostra proposta, seppur solo per uno spunto iniziale, che ne dite di “YouLex”?
«Preferiamo non darle un nomignolo di questo tipo, perché tutte le leggi elettorali (o proposte di riforma elettorale) a cui ne è stato dato uno non hanno avuto una buona sorte. Se proprio ci costringessero potremmo chiamarla “Magnum”, dal nome del giurista che ha materialmente scritto il progetto di legge, Francesco Magni. Ma potrebbero sorgere problemi di copyright con una nota marca di gelati, quindi forse è meglio di no!»

Per concludere: in riferimento agli ultimi sondaggi sulle intenzione di voto (considerando la vostra più recente “Supermedia”), semmai si dovesse votare con la vostra proposta di legge elettorale, quale scenario si avrebbe in Italia?
«Attualmente i sondaggi vedono una situazione di sostanziale parità tra i tre poli: secondo la nostra ultima Supermedia per Agi, il M5S è primo con quasi il 30%, seguito dal polo di centrodestra FI-Lega-FDI al 28% e dal PD al 26,5%. In questa situazione nessuno avrebbe la maggioranza. Ma le cose cambierebbero se uno qualsiasi dei tre poli dovesse guadagnare punti in una campagna elettorale: secondo le simulazioni del nostro Matteo Cavallaro, con il nostro sistema già il 35% dei voti potrebbe bastare per ottenere una maggioranza assoluta».

Ringraziamo gli analisti di YouTrend per averci concesso l’intervista e ne approfittiamo per mandare loro un vero in bocca al lupo per la loro proposta di riforma elettorale.

Per capirne di più con immagini, grafiche e proiezioni: qui.

Intervista a cura di Andrea Palumbo

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