Il primo maggio è la giornata mondiale dedicata alla festa dei lavoratori, celebrata in tutto il mondo per ricordare le lotte compiute da quest’ultimi per affermare i propri diritti e per migliorare la propria condizione.

A Napoli il primo maggio continua ad essere una giornata all’insegna della ribellione, una giornata in cui i lavoratori, insieme ai cittadini, scenderanno per le strade per continuare la lotta iniziata dai loro antenati.

Napoli viene sempre più frequentemende definita una “città ribelle”, e gli eventi organizzati in occasione del primo maggio possono dirsi la conferma di ciò.

“Tutti a Bagnoli” è uno degli eventi organizzati in occasione di questa ricorrenza. Il corteo pertirà alle 10:30 da Piazzale Tecchio e avrà lo scopo di manifestare contro le riforme portate avanti dal Governo Renzi, riforme che avrebbero dovuto migliorare la vita dei cittadini, ma che invece non hanno fatto altro che accentuare la crisi già esistente.

“Dopo la prima fase di riforme tanto sbandierate, in particolar modo quella del lavoro, Jobs Act, quella con il quale si prometteva di sbloccare le grandi opere, Sblocca Italia, e quella che riformava definitivamente la scuola pubblica, Buona Scuola si è provato a far credere che si andava verso un definitivo cambio di rotta, che prometteva, oltre l’uscita della crisi, un profondo rinnovamento per il paese.[…] Mentre c’era chi continuava a denunciare i poteri che si nascondevano dietro quest’operazione del governo, oggi, se mai ce ne fosse stato bisogno, abbiamo la conferma che gli interessi di cui si è fatto carico Renzi, non sono di certo quelli delle classi subalterne che hanno pagato la crisi in questi anni.

Questa conferma ci è data oltre che dagli scandali recenti, Eni e Banca Etruria, che vedono coinvolti la ministra Boschi, e gli ultimi dati Istat che confermano che l’occupazione, con il Jobs Act, non è affatto aumentata, anzi si è resa indeterminata la precarietà lavorativa, il governo sembra attraversare la prima fase di crisi.” Sono queste le parole che si possono leggere sull’evento.

primo maggio, lavoratori
Primo Maggio Bagnoli

La scelta di Bagnoli come luogo di protesta non è casuale, come viene spiegato dagli attivisti che hanno organizzato la manifestazione.

“L’alternativa la stiamo provando a costruire giorno dopo giorno dal basso attraverso l’auto-organizzazione di chi sta pagando il peso della crisi e della devastazione ambientale. Bagnoli è sintesi delle contraddizioni di questo sistema e per questo pensiamo debba essere posta al centro del dibattito cittadino e nazionale.

Liberare Bagnoli vuol dire imporre un modello di sviluppo alternativo alle speculazioni e ai profitti di pochi e che guardi agli interessi e bisogni collettivi. Per imporlo dal basso non abbiamo molte scelte se non quello del conflitto e della mobilitazione sociale. Per questo ci teniamo a rilanciare come ormai da anni un primo maggio che liberi la città di Napoli e Bagnoli dai poteri forti che ne hanno bloccato lo sviluppo di quest’area e la bonifica.”

Ma il primo maggio diventa anche un simbolo di lotta dell’orgoglio antirazzista e meridionale, portata già avanti il 22 aprile con la manifestazione tenutasi a Pontida.

primo maggio, lavoratori
Primo Maggio, Piazza Dante

“Il primo maggio saremo in piazza per cantare, suonare, ballare insieme come abbiamo fatto sul pratone di Pontida per dare voce nel modo più forte possibile alle tante esperienze di resistenza che oggi continuano ad animare il nostro meridione.
Abbiamo scelto il primo maggio per una ragione ovvia: la festa dei lavoratori e delle lavoratrici. Che a Sud diventa la festa ribelle dei lavoratori a nero, dei lavoratori sfruttati, della manodopera dell’informale, delle vittime clandestine del caporalato.”  
hanno scritto sulla loro pagina Facebook i 99 Posse, artisti e attivisti di Napoli.

Per quest’occasione verrà riproposto il concerto tenutosi a Pontida, che inizierà alle ore 16 e terminerà alle 24. I nomi degli artisti verranno svelati mercoledì.

“Si parte dalla location di piazza Dante, poi si vedrà – dichiara il sindaco Luigi De Magistris -. Sarà molto caratterizzato dal protagonismo dei popoli del Sud, non solo Sud Italia o Sud Europa, ma Sud del mondo. Il nostro progetto è costruire nuovi processi di armonia, di condivisione, di fratellanza e di solidarietà, sottolineando le differenze e come il Sud sia una risorsa umana per il pianeta.” 

Andrea Chiara Petrone