Dopo una lunga campagna elettorale che li ha portati al clamoroso score del 19,6%, la France Insoumise, movimento francese di estrema sinistra che ha sostenuto la campagna elettorale di Jean-Luc Mélenchon, si sta chiedendo in queste ore cosa fare al secondo turno delle elezioni francesi. Quello che è certo è: “Mai un voto a Marine Le Pen”.

Sulla piattaforma del movimento si è chiesto ai militanti: “Nessuno e nessuna tra di noi voterà mai per l’estrema destra. Pertanto, dobbiamo dare un indirizzo di voto?”. Nella mail inviata ai militanti registrati sul sito viene aggiunto: “Come abbiamo già detto in campagna elettorale, noi siamo solo dei portavoce del Movimento, per cui intendiamo sapere ciascuno di voi cosa deciderà di fare personalmente al secondo turno. La scelta è tra scheda bianca e il voto ad Emmanuel Macron. Non si tratterà di una posizione ufficiale, ma sarà l’espressione di ciò che pensano gli Insoumis e le Insoumise”.

In ballo ci sono circa 7 milioni di voti, che potrebbero andare all’astensione oppure a Macron. Sulla piattaforma online sono iscritti 440.000 sostenitori, chiamati dunque a esprimere il loro personale parere sul voto del 7 maggio. Non una parola dal candidato Jean-Luc Mélenchon, il quale avrebbe deciso di non prendere parola fino alla fine della consultazione online.

In molti, sui quotidiani di centrodestra, hanno attaccato il candidato della France Insoumise perché non si sarebbe schierato da subito con Emmanuel Macron, posizione invece presa dal Partito Comunista Francese, attraverso le parole del segretario Pierre Laurent: «bisogna battere il più largamente possibile Marine Le Pen, il 7 maggio votando Macron».

Tra la France Insoumise e il PCF non tira una buona aria dopo le dichiarazioni del segretario dei comunisti, ma Manuel Bompard, uno dei portavoce degli Insoumis e Insoumise, ha dichiarato in conferenza stampa che «con il PCF la discussione è tutt’ora aperta». Durante la stessa giornata di ieri, in cui i responsabili della campagna elettorale della France Insoumise si sono riuniti per rilasciare dichiarazioni ai giornalisti francesi, Charlotte Girard, responsabile del programma “Avenir en Commun”, ha spiegato: «questo secondo turno, per noi, non metterà a posto nessuno dei grandi problemi sui quali noi abbiamo acceso la luce. L’urgenza democratica, sociale, ecologica e della pace, restano in piedi. E attenzione perché il quinquennato che ci aspetta sarà esplosivo, siamo preoccupati. Dovesse passare Marine Le Pen, allora staremmo parlando di una quinta repubblica peggiore, con una linea politica antisocale, antidemocratica e fortemente xenofoba».

Dal punto di vista di Alexis Corbières, altro portavoce della France Insoumise, il voto a Marine Le Pen sarebbe stato causato «dalle politiche di Sarkozy e di Hollande», perché «io ho incontrato gente che mi dice di votare FN per causa di quei due», spiega. «Non daremo alcuna posizione ufficiale alle persone e alla stampa, ciò che uscirà dalla consultazione sarà solo l’espressione personale delle persone che ci hanno sostenuto. Non abbiamo mai detto di votare Marine Le Pen, lo dico chiaramente perché nessun voto, nessun nostro voto, finirà a Marine Le Pen». Chiude dicendo: «l‘unica forza politica in grado di battere la candidata del FN siamo noi, perché grazie al nostro programma improntato sulle proposte politiche antiliberiste e sociali abbiamo fatto sì che le persone non votassero la Le Pen».

La consultazione degli iscritti avrà termine il 2 maggio, a cinque giorni dal secondo turno, anche su questo, il segretario del PCF, Pierre Laurent, polemizza con Mélenchon perché, secondo lui, «Jean-Luc avrebbe dovuto prendere parola prima, credo lo farà il 2 maggio dopo il voto online sulla loro piattaforma, avrei preferito lo facesse prima».

Luca Mullanu

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Lavoratore precario nel settore del turismo, appassionato di politica sin dalla nascita. Fondatore e ideatore di Libero Pensiero online, insieme ad Emanuele Tanzilli. Cuore a sinistra, contribuisce alla crescita della FGCI, di cui era anche Segretario Provinciale di Napoli. Attualmente senza casa politica, come tanti e tante di sinistra che non si riconoscono più in nessun soggetto organizzato. Un libero pensatore: scrive praticamente da sempre. Da ragazzo, come tantissimi altri, avvertiva il peso delle ingiustizie della società: voleva cambiare il mondo e ha cominciato ad impegnarsi durante i primi anni di Liceo. Ha sempre odiato le ingiustizie, tanto quanto i suoi compagni di viaggio. Non ama i dogmi, ma lo anima la voglia di discutere.

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