La Fondazione Goldman ha decretato tra i vincitori del ”Nobel per l’ambiente” Rodrigo Tot, agricoltore della comunità maya Q’eqchi del Guatemala da sempre impegnato nella difesa delle terre del suo popolo.

Il contadino guatemalteco vive insieme alla sua famiglia e ad altri 63 colleghi nel Dipartimento di Izabal, un’area tra le montagne di El Estor ricca di oro e nichel. La zona dista circa 300 da Città del Guatemala e a causa delle sue ricchezze minerarie è da sempre minacciata.

Nel sedicesimo secolo i colonialisti spagnoli giunsero nell’area sterminando gli indigeni del loco con lo scopo di annettere alla Spagna le loro terre. A secoli di distanza una sorte simile è toccata ai loro discendenti, la comunità Q’eqchi di cui Rodrigo Tot fa parte. La vita della popolazione indigena è, infatti, minacciata dalla presenza di multinazionali interessate nel prelievo di nickel e oro di cui Izabal è ricca.

Negli anni Sessanta il Governo del Guatemala concesse i permessi alle aziende locali e non di estrarre i minerali in tutto il paese. Nel 1980 a causa di un calo del prezzo del nichel le estrazioni subirono un picco, ma era troppo tardi: nel Lago Izabal, ecosistema ricco di flora e fauna, erano stati versati gli scarti delle attività mineraria e ciò lo aveva reso il lago più inquinato di tutto il paese.

Come se non bastasse nel 2006 il nichel subì una forte rivalutazione e, pertanto, le compagnie minerarie tornarono ad operare nella zona facendo sgomberare la comunità Q’eqchi. Rodrigo Tot si ribellò a questa chiara violazione dei trattati internazionali che consentivano alle popolazioni autoctone di restare nella propria terra natia pagando a caro prezzo: nel 2012 i suoi quattro figli vennero aggrediti su un autobus e uno di loro perse la vita.

Il Sud America, come testimonia l’omicio del figlio di Rodrigo Tot, è un continente molto pericoloso per gli attivisti ambientali. Nel 2016 il premio Goldman Berta Cáceres venne assassinata e la stessa triste sorte toccò all’attivista Isidro Baldenegro dieci mesi dopo. Nonostante ciò il ”campesino guatemalteco” prosegue nella sua lotta in difesa della sua terra e questo fa di lui un esempio da seguire.

Vincenzo Nicoletti

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Vincenzo Nicoletti nasce l’11 dicembre 1994 a Vallo della Lucania e si trasferisce con la famiglia a Brescia dove attualmente vive. Da sempre appassionato di lettura, viaggi, diritti umani e ambiente ha sviluppato una forte curiosità per il mondo che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature. Collabora con Libero Pensiero News come coordinatore della sezione Scienza.