La stagione degli Indiana Pacers si è conclusa con un secco (e netto) 4-0 rifilato dai Cleveland Cavaliers. Una stagione di certo non indimenticabile che adesso deve fare i conti con due nodi da sciogliere: Larry Bird si è dimesso da presidente della franchigia dopo un decennio da protagonista, prima in panchina e poi come dirigente; e poi c’è Paul George, la stella della squadra. L’ala piccola dei Pacers, infatti, è ad un crocevia fondamentale della carriera e sulla sua scelta di permanenza potrebbero giocare un ruolo determinante i media.

Il giocatore ha un contratto in scadenza l’anno prossimo con la possibilità di esercitare una player option da 20,5 milioni di dollari per la stagione 2018/19. I rumour su di un suo possibile addio si sono intensificati sempre di più negli ultimi mesi e lo status in cui giacciono i Pacers di certo non aiuta a farlo propendere per restare. La squadra più quotata, in questo momento, sono i Lakers. Paul George, che non ha mai nascosto il suo tifo per la franchigia sedici volte campione, essendo lui nativo di Palmdale. Cosa potrebbe far propendere il n.13 per una piuttosto che per un’altra? I giornalisti. Ogni anno, come sappiamo, vengono assegnati i riconoscimenti di fine anno e George è in ballottaggio per entrare tra uno dei All-NBA Teams. Se così dovesse accadere, Indiana potrebbe decidere di esercitare la designated player exception, che permetterebbe alla franchigia di offrire al giocatore un contratto di circa 70 milioni (210 milioni per sei anni) superiore a quello di qualunque altra. Se dovesse accadere, dunque, sarebbe molto complicato pensare ad un suo futuro lontano da Indianapolis.

Il “problema” di Indiana è che George non pare abbia molte possibilità. Un leak (foto sopra) uscito nelle ultime ore ci mostra i voti dei giornalisti. LeBron JamesKawhi Leonard, Kevin Durant e Gianni Antetokounmpo sono praticamente certi di rientrare rispettivamente nel primo e nel secondo quintetto. Per il terzo appaiono favoriti Draymond Green e Jimmy Butler. Nel caso in cui fossero confermate queste votazioni, la forza economica che Indiana può esercitare per trattenere il giocatore sarebbe notevolmente ridotta. E lo status della squadra non gioca di certo a suo favore. Il giocatore ha dichiarato di aver disputato <<la più frustrante stagione della propria carriera>> e le cose non sembrano possano migliorare nel prossimo futuro, visto che pur avendo lo spazio salariale per firmare degli ottimi giocatori Indiana non ha l’appetibilità di altre franchigie. Lo stesso Hayward – giocatore molto apprezzato da George – che è nativo di Indianapolis e che ha giocato a Butler, non avrebbe motivi di trasferirvisi visto che Utah è più avanti nel processo di crescita e ha molti più soldi da offrirgli.

Abbiamo parlato dei Lakers come principale favorita nella corsa a George se dovesse decidere di voler andar via quest’estate. Naturalmente, avendo ancora un contratto per una stagione, il gm Magic Johnson dovrebbe cercare di imbastire una trade. E qui giungiamo ad un altro “se”. Perché i Lakers non hanno nessun asset interessante al momento da scambiare e dunque dovrebbero mettere nello scambio la scelta al primo giro del draft 2017. Ammesso che la abbiano. Nel caso in cui, infatti, la draft lottery dovesse estromettere i giallo-viola da una delle prime tre chiamate, la scelta automaticamente passerebbe ai Philadelphia 76ers. Intavolare dunque una trattativa sarebbe molto più complicato. Non lo sarebbe invece per i Boston Celtics, che hanno sia spazio salariale e sia buone pedine da scambiare.

La terza opzione, neanche troppo lontana dalla realtà, sia che Paul George decida di restare in Indiana ancora un anno e poi tastare la free-agency la prossima stagione, in cui sarebbe decisamente il giocatore più ricercato.

Michele Di Mauro

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