A Toronto la campagna entra in città: l’ambizioso progetto The Plant propone la prima fattoria urbana. Un gruppo di designer, architetti e visionari ha proposto un nuovo di vivere e concepire le grandi metropoli.

The Plant è un progetto sicuramente avveniristico e all’avanguardia che risponde alle esigenze sempre più pressanti della vita nelle grandi metropoli: molti i partner del progetto che offre circa 80 spazi abitativi in quello che potremmo definire un condominio fattoria. Sarà possibile infatti coltivare e produrre da sé il proprio cibo, condividendo ampi spazi esterni, giardini che ricordano il Bosco Verticale di Milano (sul loro profilo Instagram c’è una foto che lo ritrae) e piccoli orti urbani. La città di Toronto da anni incoraggia politiche sostenibili pronte ad accogliere progetti come quello di The Plant.

La città ospita numerosi giardini pubblici e orti, ma l’idea promossa da Curated Properties e Windmill Developments punta ancora oltre: trasformare la zona di Queen West in un punto d’incontro tra urbanistica e agricoltura offrendo ai proprietari degli appartamenti la possibilità di usufruire di un proprio orto personale, uno spazio dove produrre frutta e verdura. Lì dove prima sorgeva uno spazio industriale, oggi dismesso, sorgerà l’edificio che ospiterà spazi aperti al piano terra, uffici al secondo e quindi le abitazioni private. Rendere la città più verde che grigia è il motto di Wsteneinde, CEO di Windmill.

Dieci piani previsti, con tanto di scatole vegetali per accogliere uccelli e farfalle, con una facciata completamente verde. Gli appartamenti sorgeranno in una zona, la Queen West, nominata da Vogue come una delle strade più belle del mondo e sicuramente The Plant sarà l’ennesimo gioiello per una delle aree più belle di Toronto, ricca di boutique, piccoli negozi e caffetterie. Presto avrà anche la sua fattoria perfettamente integrata.

All’interno sono presenti molti spazi living da condividere, le stesse cucine, all’occorrenza, permettono di dividere un pranzo o una cena con i vicini di casa. Molte le terrazze all’aperto per sfruttare al meglio le belle giornate. Cresce e vivere, si legge sul loro sito, proprio come le piante. Un gruppo di giardinieri curerà i giardini esterni creando deliziosi angoli dove sedere e chiacchierare, un nuovo modo di vivere la città: più responsabile, più semplice, più sostenibile.

Per non farsi mancare nulla, l’edificio nasconderà al suo interno una cisterna per il recupero delle acque e il loro riutilizzo per l’irrigazione. Nulla è lasciato al caso, così come i materiali per la costruzione che rispetteranno tutte le nuove norme in materia. E per i trasporti? Un centro rimessa per le bici disponibile per avere sempre la bici pronta e andare a lavoro o girare per la città in tutta comodità. Piantarsi in un posto non è mai stato così facile.

Francesco Spiedo

CONDIVIDI
Articolo precedenteJean-Luc Mélenchon: ecco l’esito della consultazione de La France Insoumise
Articolo successivoCosa c’è nel futuro di Paul George?
Sangiorgese classe ’92, istruttore di Kung-Fu e laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Ha pubblicato racconti sparsi e romanzi misti, ama la definizione scrittore emergente e guai a chiamarlo esordiente. Frequenta il corso annuale a Belleville – La scuola con la speranza di entrare nella vecchia e cara Repubblica delle Lettere. Nel frattempo scrive per la testata giornalistica online Libero Pensiero, occupandosi principalmente di ambiente, e collabora con Bookabook, senza apparenti meriti letterari.