Nel momento in cui scriviamo, cala il sipario sul il Napoli Comicon 2017, la kermesse pop che unisce appassionati del fumetto e del cinema ma sempre più apprezzata anche da curiosi e fan occasionali.

La XIX edizione è stata probabilmente la più ricca di sempre dato che, sui tanti palchi adibiti per l’occasione, si sono avvicendati i massimi autori della nona arte e della cultura pop italiana e non (Recchioni, Sio, Toyotaro, Ortolani, Zerocalcare sono soltanto alcuni dei nomi di spicco), così come sono stati diverse le masterclass dedicate ad ospiti internazionali della tv seriale americana (Liam Cunningham del Trono di Spade e Rachel Keller di Legion su tutti). Tutto ciò ha proiettato il Napoli Comicon nell’élite delle fiere del fumetto italiano andando a impensierire, edizione dopo edizione, il primato del più glorioso e blasonato Lucca Comics.

Ma i sentori di questa ascesa erano tangibili già negli anni scorsi. La cultura geek e nerd ha, infatti, finalmente raggiunto un suo statuto di legittimità artistica e, grazie alla versatilità della fiere dedicategli, è stata arricchita anche da forme d’arte complementari, come il cinema e la tv, che non possono che esaltare la godibilità della manifestazione e allargarne, di concerto, il bacino d’utenza.

Inoltre, questo miscelato di arte e divertissement sembra aver fatto breccia in un contesto come quello napoletano da sempre incline a esperienze totalizzanti e partecipative. Ciò che mancava al Napoli Comicon – e forse alla città di Napoli più in generale – era solo la volontà nel gestire un evento del genere, che forse è stato preso fin troppo sottogamba negli anni scorsi. Chi c’è stato, ricorderà sicuramente il caos nelle linee metro che causarono non pochi problemi di ordine pubblico o le file chilometriche all’ingresso, che esacerbarono la qualità dell’esperienza lasciando che l’isteria e alla frustrazione degli appassionati prendesse il sopravvento. Possiamo dire con cauto ottimismo che, quest’anno, molti di questi problemi siano stati risolti, soprattutto per quanto riguarda l’efficienza dei mezzi pubblici, mentre ci sarà ancora molto da lavorare sulle politiche di ingresso e sulla loro celerità. Ma i sentori del miglioramento ci sono e questo non può essere che un bene in vista del futuro.

Poi arriva finalmente il momento di varcare la soglia e subito si viene investiti da quella fiumana umana fatta di travestimenti pittoreschi e attività ricreative di stampo medievale e/o futuristico nonché cuore pulsante della manifestazione. C’è davvero di tutto, duelli con le spade, gare fra arcieri, fuga dagli zombie e anche una curiosa e originale Dylan Dog Experience (che abbiamo provato e consigliamo a tutti i fan del personaggio). Poi ci sono gli immancabili cosplay che, come ogni anno, rubano la scena monopolizzando l’attenzione di grandi e piccini. Una sfilata di travestimenti colorati e sfarzosi che culmina nella tradizionale challenge che ha visto trionfare Fabiano Valentino nei panni del Signore della Guerra Skaven di Warhammer.

Il tutto si è consumato nella cornice bucolica della Mostra d’Oltremare, fatta di prati e laghi all’aria aperta, dove prendere il sole tra un’attività e l’altra o semplicemente divertirsi con gli amici godendosi la scenografia della fiera.

Ma ciò che colpisce del Napoli Comicon, oltre la sua capacità di catalizzare l’attenzione di un bacino di giovani così ampio, è la sua abilità nel coniugare il sacro e il profano. Il secondo, rappresentato da tutti quei panel, firma copie, attività di consumo e mostre che si disseminano nel corso della quattro giorni dell’evento. Il sacro (inteso come feticismo, culto e momento d’aggregazione), che ritroviamo nello spazio di quei momenti topici dove il grande autore mostra se stesso (o la sua arte) al pubblico.

Un comicon ricco, dicevamo, sul piano delle presenze (30.000 al giorno) ma soprattutto per la quantità  di annunci e le presentazioni in ambito fumettistico: solo Panini ha annunciato svariate pubblicazioni che toccano franchise di successo come Asterix, Warhammer e Star Wars.

“Napoli, che posto incredibile. È come se questa città fosse un piccolo mondo a parte, unico. Sono davvero un uomo fortunato ad essere qui oggi”. Lo ha detto Liam Cunningham nelle interviste pre e durante il Comicon parlando di Napoli. E ha ragione, Napoli è un gioiello che ha tanto da offrire in termini di paesaggi mozzafiato, cultura e tradizioni. E grazie al Comicon, essa è tornata sulla cresta dell’onda  mediatica e culturale seminando l’idea (speriamo in chi di dovere) che eventi del genere debbano essere supportati e organizzati in maniera sempre più efficiente oltre ad ed essere in sé (visti i numeri) un monito per incentivare altre iniziative culturali di tale portata.

Vedi Napoli e poi Comicon. Speriamo sia questo lo slogan per l’edizione del 2018.