C’è la scimmia nuda di Gabbani di qualche mese fa e la “talpa nuda” che risponde al nome di Eterocefalo glabro. Tanto il nome quanto l’aspetto fisico di questo roditore che vive sottoterra denotano  in effetti ben poco di affascinante.

Più simile a un personaggio da bar del pianeta Tatooine su Star Wars che a tante altre specie di roditori sicuramente più “carine” l’eterocefalo glabro nasconde proprietà inimmaginabili a conferma che la definizione di “bellezza interiore” non riguarda solo gli umani.

Eravamo infatti abituati a considerare come dotati di “superpoteri” da fantascienza ben altri esseri viventi. Come i tardigradi ad esempio, o le tante specie di batteri estremofili capaci di vivere in condizioni da pianeta rosso. Tutti miscroscopici e invisibili ad occhio nudo.

Ma i roditori in questione vanno oltre, perché “animali superiori” e mammiferi, vantando capacità apparentemente aliene che li pongono ad osservati speciali per ricerche scientifiche in grado di cambiare il volto della medicina.

L’eterocefalo glabro infatti vanta il record assoluto di longevità fra i roditori, ben 30 anni, il che paragonato alla vita media di specie analoghe significa che è praticamente immortale.

Sono immuni al cancro e al dolore e vivono in colonie sotterranee dove luce e ossigeno scarseggiano a tal punto che questi supereroi hanno adottato delle strategie evolutive che hanno dell’incredibile.

E’ proprio questo l’elemento che ad oggi attrae di più gli scienziati, ovvero la capacità dei nostri nuovi amici di sopravvivere per quasi venti minuti senza ossigeno, cadendo in uno stato di morte apparente dal quale riemergono vivi e vegeti al ripristino di condizioni favorevoli.

Cercando di comprendere questa capacità i ricercatori interessati all’eterocefalo glabro hanno scoperto che esso è in grado di “sostituire”, in condizioni di anossia, il metabolismo del glucosio con quello del fruttosio che richiede molto meno ossigeno.

Questo gli permette di evitare il black out del metabolismo e sopravvivere a tempi così lunghi praticamente senza aria.

Ma come possiamo rendere utile a noi questa scoperta?

Di sicuro non a breve, ma il fatto che esistano dei mammiferi in grado di vivere in tali condizioni ci farà comprendere di più riguardo quelle patologie che provocano una riduzione dell’afflusso di ossigeno al cervello o parti di esso, come infarti ed ictus.

L’idea degli scienziati è riprodurre artificialmente le condizioni biologiche dell’eterocefalo glabro, studiando a fondo due proteine presenti in questi animali e che giocano un ruolo molto importante in questo strano ma affascinante processo fisiologico.

Se ci riusciranno si potranno salvare molte vite. Il merito sarà tutto  di questi animaletti tanto brutti quanto preziosi che, a quel punto, diventeranno nostri eroi sconosciuti, un po’ come tutti i batteri e le cavie da laboratorio fondamentali ogni giorno per tutte le nostre scoperte.

Mauro Presciutti