Gravissimo episodio accaduto la notte scorsa a Roma, precisamente sul passaggio pedonale di via degli Annibaldi, di fronte al Colosseo.  Il macabro striscione recitava così: “Un consiglio senza offesa, dormite con la luce accesa”. La minaccia, indirizzata ai calciatori della squadra giallorossa, era accompagnato da quattro fantocci impiccati; tre di questi indossavano le maglie di De Rossi, Salah e Nainggolan. Lo striscione non era firmato e, per il momento, non vi è stata alcuna rivendicazione. Gli inquirenti, intervenuti immediatamente, stanno passando al vaglio in queste ore le registrazioni delle telecamere della zona. Alcune indiscrezioni parlano di un video in cui si vedrebbero all’opera 20-30 persone intente a srotolare lo striscione e ad appendere i manichini. Al momento non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella che si possa trattare di un gesto compiuto da tifosi laziali; le foto e i video dell’accaduto sono state infatti postate su diversi profili social di sostenitori biancocelesti, che potrebbero dunque indirettamente aver rivendicato l’accaduto. Inoltre sembra siano stati attaccati sullo stesso passaggio pedonale alcuni adesivi degli “Irriducibili”, storico gruppo di tifo organizzato laziale. Tuttavia soltanto nei prossimi giorni potrà essere fatta totale chiarezza sulla vicenda. A condannare lo scioccante gesto, questa mattina, anche le autorità. Luca Lotti, Ministro dello Sport, è così intervenuto sulla vicenda: “Questo non è sport, lo sport ed il calcio sono sempre un gioco ed a questo dobbiamo far riferimento. Questi gesti vanno condannati, non è così che si può vivere di calcio e di sport”. Daniele Frongia, assessore allo Sport del Comune di Roma, ha invece espresso la propria rabbia tramite un tweet: “Un atto vergognoso e grave offesa ai valori e al mondo dello sport”.

Il macabro striscione accompagnato dai quattro fantocci impiccati

Le scioccanti immagini, giunte in mattinata anche a Trigoria, hanno traumatizzato non poco lo staff ed i giocatori della Roma, in una settimana molto delicata dal punto di visto calcistico. I capitolini, infatti, domenica scorsa hanno perso in casa per 3-1 il derby contro i cugini laziali, consegnando di fatto lo scudetto alla Juve e mettendo inoltre a serio rischio il secondo posto in campionato, insidiato dal Napoli che insegue ad una sola lunghezza di distanza. La stagione dei giallorossi, cominciata con la cocente eliminazione dai preliminari di Champions League per mano del Porto, era migliorata col passare dei mesi. L’inseguimento alla Juve capolista, le ottime prestazioni in Europa League ed un gioco entusiasmante sembravano aver messo le cose a posto. Nella fase cruciale della stagione però un evidente calo fisico e qualche partita sbagliata di troppo hanno mandato in fumo, nel giro di una settimana, i sogni di gloria giallorossi. La Roma è stata infatti prima eliminata ai sedicesimi di Europa League dal Lione e poi  dalla Coppa Italia, in semifinale, ancora una volta per mano della Lazio. A complicare ulteriormente la faccenda anche alcune questioni interne alla società, su tutte quella legata alla permanenza di Spalletti: il tecnico toscano, nel pieno della stagione, aveva infatti dichiarato che avrebbe lasciato la panchina della Roma se non fosse riuscito a vincere almeno un trofeo. Un modo di fare che secondo molti avrebbe tolto serenità e tranquillità ai calciatori.

Non è purtroppo la prima volta che una società di calcio si trova a fare i conti con delle macabre minacce di morte per mano di alcuni balordi che non possono essere definiti affatto tifosi.

Ugo D’Andrea