Passa alla Camera, tra mille polemiche, la legge sulla legittima difesa che permette di difendersi soltanto durante le ore notturne.  Ora palla al Senato che però dovrà, probabilmente, apportare modifiche sostanziali.

Difendersi è legittimo, ma solo quando è buio. È stato approvato alla Camera dei Deputati il testo sulla legittima difesa, da tempo argomento molto sentito tra l’opinione pubblica e cavallo di battaglia specialmente delle destre.

Il provvedimento è passato con 225 voti favorevoli (PD e Alternativa Popolare), 166 contrari (FdI, Lega, FI, M5S, MDP e SI) e 11 astenuti e ora dovrà essere visionato al Senato. Il rischio, però, è che il voto contrario di MDP (Movimento Democratico e Progressista) blocchi il processo legislativo, data la risicatissima maggioranza che detiene il PD post-scissione a Palazzo Madama.

La nuova legge sulla legittima difesa va a modificare gli articoli 52 e 59 del codice penale, introducendo tre modifiche sostanziali:
– la definizione del concetto di legittima difesa come «la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati (casa, ufficio o negozio, ndr) con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno», fermo restando che la reazione debba essere giustificata dall’attualità del pericolo e dalla proporzione tra difesa e offesa;
– l’introduzione del “turbamento psichico” come attenuante verso colui che esercita la difesa dall’aggressione;
– la copertura delle spese processuali da parte dello Stato in caso di provata innocenza.

Non sono mancate però le polemiche, sia da parte della maggioranza che dell’opposizione. Matteo Salvini, leader della Lega, è stato allontanato dall’aula al momento della votazione per aver ripetutamente urlato “Vergogna!” dalla tribuna da cui stava assistendo alle operazioni di voto. Successivamente ha espresso il suo disappunto verso una legge che ha definito  «l’ennesimo affronto di un governo clandestino che arma i ladri e non difende i cittadini».

Anche i deputati di Fratelli d’Italia hanno manifestato il proprio dissenso, agitando in aula dei cartelli con la scritta “La difesa è sempre legittima”. Silvio Berlusconi ha identificato nell’eccessiva discrezione lasciata ai giudici e nell’inversione dell’onere della prova i problemi principali di questa legge. «Non si può chiedere alla vittima di dimostrare di essere una vittima», ha dichiarato il leader di Forza Italia. Contrario anche il Movimento Democratico e Progressista, che considera il provvedimento «un arretramento sul piano della civiltà giuridica».

Ma la stessa maggioranza è divisa. Il neo-segretario del PD Matteo Renzi ha espresso la sua fiducia in un intervento del Senato che modifichi alcuni punti poco chiari, sostenuto anche dal presidente del Senato Pietro Grasso.

In particolare, desta molte perplessità la limitazione del diritto di difesa alle sole ore notturne. Limite che, però, potrebbe derivare da un pasticcio nella stesura del testo. Nel gergo giuridico, infatti, la congiunzione “ovvero” ha un significato più marcatamente disgiuntivo (come sinonimo di oppure) rispetto al significato esplicativo più comune nella lingua parlata. Il testo vorrebbe quindi includere sia i casi notturni sia i comuni casi di aggressione a persone o cose nelle abitazioni o negli esercizi commerciali, a differenza di quanto si potrebbe comprendere ad una prima lettura del provvedimento.

Certo è che, ora come ora, questa è una legge che scontenta un po’ tutti. Sta al Senato venire incontro alle richieste di tutte le forze politiche ed elaborare una legge scritta in maniera chiara e che tuteli i cittadini, senza però incentivare l’uso ingiustificato delle armi con il rischio di fare sprofondare il paese in un “nuovo Far West”. E dire che per qualcuno il Senato era inutile.

Simone Martuscelli

1 COMMENTO

  1. MENO MALE CHE C’E’ IL SENATO!!
    E COSI’ DICENDO RENDONO LA POLITICA PURA IPOCRISIA

    Totò: amici…il dibattito aperto dalla stessa maggioranza di Governo dopo l’approvazione, alla Camera dei Deputati, della nuova versione sulla legittima difesa mi disgusta a tal punto da farmi dire che “più parlano e più si dimostrano, ancora una volta, privi di buon senso e della più elementare esigenza di coerenza”. Credetemi, dico a chiare lettere che “sono disgustato”. Ripeto che non voglio entrare nel merito della nuova versione legislativa sulla legittima difesa, ma sul dibattito aperto dalla maggioranza dopo la sua approvazione alla Camera dei Deputati.
    Franco: Totò… ho ascoltato con interesse le tue dichiarazioni e rimango alquanto perplesso perché non mi sembrano in linea con è il tuo solito stile! Però le condivido.
    Giacomo: spiegaci cosa, in particolare, ti ha spinto a queste tue affermazioni così forti.
    Totò: vi spiego brevemente: l’ex Presidente del Consiglio Renzi, rispondendo alle critiche alla nuova legge da parte dei suoi stessi elettori, ha sconfessato il suo stesso Partito e gli alleati alfaniani che tale norma hanno approvato. Renzi infatti ha detto: “inviterò i Senatori a valutare di correggere la legge”.
    Altrettanto perplesso, per non dire altro, mi lasciano le dichiarazioni del Presidente del Senato Grasso, approdato alla politica ufficiale dopo una vita in magistratura.
    Giacomo: cosa ha detto?
    Totò: leggo le sue dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera – ce l’ho qui – “diciamo meno male che c’è il Senato, se dobbiamo intervenire su questo tema. Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche”.
    Giacomo: quasi quasi mi vien da dire che anche il Sen. Grasso ha scopiazzato i fans di Berlusconi quando intonavano in coro “MENO MALE CHE SILVIO C’E’”.
    Rodolfo: Totò si tratta di dichiarazioni – questo è il mio parere – nelle quali non vedo nulla che possa turbarmi come ha turbato alcuni di voi. Se ci sono dubbi sulla formulazione letterale di una legge la si cambia! Il Senato c’è proprio per questo.
    Giacomo: caro Rodolfo non puoi nasconderti dietro un dito! La verità è che sia Renzi che Grasso si rivolgono al Senato, a “quel Senato” cioè a quel ramo del Parlamento che volevano abolire perché ritenuto inutile” Qui, proprio qui, sta lo scandalo di una classe politica – nel nostro caso della maggioranza – la cui incoerenza non conosce limiti.
    Vanni: Prof. Vezio……vedo che oggi ha solamente ascoltato in silenzio le riflessioni dei nostri amici. Ma lei cosa ne pensa?
    Vezio: Renzi, il suo Partito e la sua maggioranza per due anni hanno di fatto paralizzato la politica italiana per modificare la Costituzione italiana. Non c’era dibattito nel quale Renzi e i suoi non proponessero l’abolizione del Senato o, in via subordinata, un drastico ridimensionamento delle sue competenze legislative. Ricordo a tutti noi che in Parlamento si levarono autorevoli voci che chiedevano espressamente che almeno la materia penale rimanesse tra le competenze legislative da lasciare in capo anche al Senato.
    Si sosteneva – e a ragione – che quella penale fosse una materia nella quale un supplemento di riflessione non fosse da considerare tempo perso. Non dimentichiamo, amici miei, che veniva messa in gioco la libertà delle persone. E la libertà di ognuno di noi è un valore così prezioso e inestimabile che il tempo dedicato alla sua tutela giammai dovrà essere considerato “perdita di tempo”. Richiesta inascoltata!
    Ebbene, dopo tanta demagogica campagna contro il Senato da parte della maggioranza che sosteneva l’allora Presidente del Consiglio Renzi, adesso sento proclamare dal Presidente del Senato Grasso “meno male che c’è il Senato”.
    L’auspicato intervento del Senato per modificare il testo approvato alla Camera dei Deputati sulla disciplina della “legittima difesa” pone una seria ipoteca – almeno per i prossimi trenta/quarant’anni – su una nuova proposta di abolizione del Senato. Non si potrà parlare più di abolizione del Senato, un po’ di coerenza non guasta!
    (Dai Dialoghi svolti al Circolo della Concordia)
    gcastronovo.blogspot.it

Comments are closed.