Com’è cambiata la politica, ma soprattutto, com’è cambiato il giornalismo, dopo lo scandalo “Mani pulite“, che di fatto decreta la morte dei partiti di massa? A rispondere a questa domanda è stato Sandro Ruotolo, ospite dell’Università degli Studi di Salerno, nell’ambito di una delle lezioni seminario organizzate durante il corso di “Public & Digital History” (tenuto dal professore Marcello Ravveduto) del corso di laurea in Scienze della Comunicazione.

Si è raccontato senza filtri Ruotolo, non nascondendo un velo di amarezza: “Una volta si faceva politica per portare avanti degli ideali, erano quelli a tenere uniti i partiti. Ora non è più così, ci si butta in politica in previsione di uno stipendio sicuro e si fa di tutto per compiacere la stampa“.

RuotoloPer Ruotolo la correlazione tra giornalismo e politica è sempre stata strettissima: “Ricordo ancora l’aria di libertà che si respirava in Rai dopo lo scoppio dello scandalo “Mani pulite”: fu il primo consiglio di amministrazione guidato da un governo tecnico, lo chiamammo “Consiglio dei professori”. Non avremmo mai pensato che solo qualche anno dopo con l’editto bulgaro Berlusconi avrebbe chiuso Sciuscià. Da allora si è diffusa la credenza che la politica potesse usare la televisione, a suo vantaggio. Un pò come fa Grillo ora con le sue liste di giornalisti“.

Per Ruotolo nulla è perduto: c’è un modo, fortissimo, per combattere la censura. Il web.

Credo fortemente nelle potenzialità della rete per il nuovo giornalismo. Ormai basta uno smartphone per trasmettere la diretta di un evento. Questo potentissimo strumento, se usato sapientemente, ci libererà dalla censura“.

Il giornalista però ci ha tenuto a precisare: “il fatto che tutti abbiano possibilità di esprimersi non sottrae il giornalista dalla propria responsabilità sociale e civile: siamo e dobbiamo ancora essere il tramite tra le notizie e il lettore che si fida di noi. Se Gad Lerner twitta una cosa, io so che sta dicendo la verità“.

Ecco il compito del giornalista: difendere la verità ad ogni costo.

Angela Avallone

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