Non basta il 3-1 al Parc Olympique di Lione per gli uomini di Genèsio che comunque hanno regalato al proprio pubblico una spettacolare serata di calcio europeo. Per l’Ajax si aprono le porte della finale di Europa League in cui dovrà sfidare il Manchester United di Mourinho.

Partita caldissima quella giocata nella serata di ieri, con l’Ajax che si presentava forte di un risultato importante come il 4-1 maturato all’andata; ed un O.Lione a trazione anteriore che ha saputo aggredire molto bene la squadra di Bosz in diverse occasioni. Le formazioni che sono scese in campo sono rimaste immutate rispetto al match precedente, con qualche ritocco solo sulle corsie esterne di difesa: dentro Viergever e Veltman, fuori il giovane Tete e Riedewald. L’Olimpique Lione questa volta butta dentro Lacazette dal primo minuto come punta centrale, supportato da Fekir trequartista e Valbuena-Cornet mezze ali.

Buon ritmo di partita sin dai primi quindici minuti, con l’O.Lione che pressa molto alto e gioca in verticale, alla ricerca degli spazi per correre e fare male alla difesa dell’Ajax che, fino allo scadere di primo tempo, saprà reggere molto bene l’offensiva avversaria. La squadra di Bosz riesce addirittura a trovare il vantaggio al 26′: splendido contropiede guidato da Younes che serve in profondità Dolberg, mettendolo in condizione di battere il portiere con un morbido pallonetto.

I ritmi si alzano e l’Ajax fatica a contenere i ribaltamenti effettuati dal Lione, che ha cominciato ad aumentare il livello di intensità a centrocampo, causando non pochi scontri che hanno portato a qualche giallo, evitabile ma comprensibile vista la posta in gioco. Sul finire del primo tempo, blackout della difesa dell’Ajax e de Ligt commette un fallo ingenuo in area di rigore su Lacazette, che trasforma il penalty e porta l’Olympique Lione sull’1-1. Passano meno di 60 secondi e dopo un rinvio sbagliato dalla difesa ormai in evidente difficoltà dell’Ajax, Lacazette sigla la doppietta spiazzando Onana con l’interno destro.

La ripresa non dissimula quell’intensità che si era creata nel finale di primo tempo, e l’O.Lione cerca di portare più uomini possibile in area di rigore avversaria, lasciando molto spesso scoperto il reparto difensivo. L’Ajax non riesce ad approfittare e, anzi, sembra ancora sotto shock dopo i due gol subiti alla fine del primo tempo e non riesce a concretizzare i numerosi spazi lasciati dalla difesa dei francesi. La tensione per questa finale di Europa League così vicina, ha portato un conseguente aumento dell’aggressività e dell’agonismo in campo da parte di entrambe le squadre, che non risparmiano un entrata dura o un contrasto evidentemente forzato.

Dopo essere andati più volte vicini al terzo gol, al 36′ del secondo tempo Ghezzal, entrato al posto di Valbuena pochi minuti prima, segna di testa trovando la deviazione del difensore dei lancieri. Come se non bastasse, Viergever complica ulteriormente le cose al suo Ajax, facendosi espellere tre minuti dopo per un fallo duro ed inutile, che gli costa il secondo giallo, lasciando la squadra in dieci uomini. Ultimi 10 minuti di partita, il Parc Olympique una bolgia mentre gli uomini di Genèsio tentano il tutto per tutto schiacciando l’Ajax nella propria metà campo ed impegnando ripetutamente il portiere Onana.

Dopo tre minuti di recupero si spengono le speranze per l’Olympique Lione e può iniziare la festa per i tifosi dei lancieri, che non raggiungevano una finale europea dal 1996.

L’Olympique Lione si ritira da questa Europa League con l’amaro in bocca per aver vinto e dominato questa semifinale di ritorno, ma Genèsio avrà sicuramente da lavorare con i suoi ragazzi, soprattutto per quanto riguarda la freddezza sotto porta, mancata non poco ai suoi uomini in questa partita di Europa League.

Sicuramente un passaggio del turno che non può che far riflettere anche Bosz e i dirigenti dell’Ajax, poichè la squadra ha sì saputo soffrire, ma in molte occasioni si sono presentati dei cali evidenti di tensione agonistica e mentale che non sono tollerabili da una squadra che vuole aggudicarsi una finale di Europa League. C’è tempo per pensare e migliorare, la finale si terrà il 24 di Maggio alla Friends Arena di Stoccolma; dall’altra parte il Manchester United di Josè Mourinho. La squadra inglese è sicuramente ben costruita, partendo dai singoli talenti fino ad un allenatore di straordinaria esperienza, ma che ultimamente non riesce ad esprimere quel gioco canonico e offensivo che il Manchester United ha saputo offrire in anni di competizioni europee.

Manchester United ed Ajax sono due squadre, sotto il profilo tecnico, molto diverse: i giovani di Bosz hanno saputo farsi forza della loro gioventù e sviluppando un gioco molto veloce e costruito per vie centrali; mentre il Manchester United gioca un calcio più impostato, cercando di aggirare la difesa avversaria e colpire in contropiede quando è necessario. Si prospetta una bella finale, quella che vedrà scende in campo i lancieri di Amsterdam contro i Red Devils di Manchester.

Niccolò Inturrisi

 

 

CONDIVIDI
Articolo precedenteIl ventre di Napoli: il Teatro di San Carlo
Articolo successivoNapoli, il primo titolo di Social Car Driver ad una disabile

Nasce il 26 febbraio 1995 a Firenze, dopo aver terminato gli studi liceali nel 2015 lascia l’Italia e si trasferisce con la famiglia in Olanda, ad Amsterdam. Ora continua a lavorare come magazziniere in attesa di intraprendere gli studi. Il libro che lo ha colpito più di tutti è stato “La bestia umana” di Zola. Se proprio gli chiedessero di scegliere un autore preferito, opterebbe però per Dostoevskij. Coltiva molte altre passioni, tra cui la musica, nella quale si è cimentato per qualche anno suonando chitarra elettrica e basso. Ascolta tutti i generi possibili e il suo gruppo preferito in Italia restano gli Zen Circus, anche se adora De Andrè e Lucio Dalla (ma ne potrebbe citare molti altri), ma il suo primo amore rimangono i Pink Floyd. Grazie alla famiglia si porta dietro praticamente da tutta la vita la passione per il cinema. Adora Fellini e Monicelli, ma non disdegna anche registi esteri come Lynch, Scorsese e Tarantino.