All’Arechi la Salernitana ottiene la certezza matematica della salvezza e condanna temporaneamente l’Avellino alla zona play out.

Il derby tra Salernitana e Avellino nelle premesse è sempre una partita dal tasso agonistico molto elevato. Mettici poi che una delle due squadre è in piena lotta retrocessione e ottieni la ricetta perfetta per una gara infuocata (quantomeno sotto il punto di vista delle tifoserie). Ad uscire vincitrice, però, è la squadra di casa, che ha regalato una prestazione solida e che con il minimo indispensabile ha intascato tre punti che per gli avversari profumano della condanna a giocarsi il tutto per tutto nelle ultime due uscite stagionali. La squadra di Bollini intanto, dopo aver raggiunto la salvezza matematica con la massima tranquillità (a differenza dello scorso anno), può ancora guardare i playoff con la coda dell’occhio. I punti che separano i granata dall’ottavo posto, infatti, sono ora tre visto il pareggio dello Spezia contro un già retrocesso Pisa. In più il Frosinone ha perso contro il Benevento riducendo i punti di distacco con la quarta forza del campionato (attualmente non più il Perugia ma il Cittadella) a otto lunghezze, gap adeguato a far giocare gli pareggi per decretare la terza promozione.

La tifoseria granata, tra le più calde d’Italia.

La partita: in un primo tempo in cui le squadre vengono travolte dalla tensione e producono fondamentalmente poco, è degno di nota il colpo di testa di poco alto sulla traversa di Rosina al minuto 13, sugli sviluppi di un cross di Perico. Una risposta importante degli ospiti arriva solo dopo venti minuti con Omeonga che prova una conclusione da venti metri non trovando, però, lo specchio. Al 36′ e al 45′ l’estremo difensore dell’Avellino, Radunovic, si rende protagonista di due parate interessanti su Sprocati prima e Coda dopo che sventano due potenziali occasioni da gol. Nella ripresa ci provano subito i Lupi con Castaldo di testa che trova l’opposizione del suo ex compagno di squadra Gomis. Poco dopo è Bidaoui ad impegnare il portiere italo-ghanese che copre bene il primo palo. Al 21′ i padroni di casa spengono ogni velleità avversaria con il proprio bomber, Massimo Coda che, imbucato da Rosina sul filo del fuorigioco incrocia un bel sinistro che trafigge l’estremo difensore dei biancoverdi. Al 26′ gli ospiti reclamano un rigore su presunto fallo di mano in area di Bernardini, senza ottenere l’attenzione del direttore di gara. Poco dopo granata di nuovo pericolosi: il raddoppio è sventato da Djimsiti. A chiudere la gara ci pensa Improta con un tiro di piatto preciso a concludere un contropiede innescato da Coda.

Per gli irpini la situazione attuale è speculare, manco a dirlo, a quella che ha vissuto proprio la squadra di Bollini lo scorso anno quando arrivò a giocarsi i playout contro il Lanciano  in extremis grazie all’ultima vittoria in casa contro il Como.

fonti immagini: corrieredellosport.it; lapresse

Vincenzo Marotta 

CONDIVIDI
Articolo precedenteFesta dei Popoli 2017: Salerno in Fiore
Articolo successivoTorino-Napoli: continua la volata Champions!

Studente di Scienze Politiche con il cuore a forma di pallone. Mi piace raccontare di ciò che mi fa emozionare all’interno del rettangolo verde, cercando a mia volta di emozionare. O almeno di comunicare con le parole il mio amore per il calcio.