Collettivo Primo Maggio 1934 è un collettivo nato poco più di sette mesi fa nel comune di Piedimonte Matese.

Primo Maggio 1934 è un collettivo politico di sinistra nato con l’intenzione di fare politica territoriale principalmente per le classi sociali più umili. Dichiaratamente antirazzista, antiomofobo e antisessista ha già portato avanti numerose lotte, soprattutto territoriali, per fare in modo di smuovere qualcosa nell’alto casertano dove da tempo non sono presenti associazioni politiche.

Abbiamo intervistato i ragazzi del collettivo per scoprire questo nuovo movimento e comprendere quali sono le motivazioni alla base della loro nascita e delle loro lotte.

Dove e quando nasce il collettivo “Primo Maggio 1934”? Con quali obbiettivi è nato?

“Il collettivo Primo Maggio 1934 nasce il 5 ottobre 2016 con l’intenzione di fare politica territoriale per le classi più umili. Uno dei motivi principali per il quale nasciamo è la volontà di muovere qualcosa nell’alto casertano, dove ormai da tempo sono assenti le organizzazioni politiche.

Tentiamo di contrastare il rapporto di potere che si è andato a creare in queste zone tra l’imprenditore locale e l’amministrazione locale, un esempio classico di questo rapporto sono le gare di appalti truccate. Un’ultima indagine che è stata compiuta su questi territori ha visto ben 69 gare truccate, anche a Piedimonte. A Piedimonte Matese non ci sono legami diretti con il clan dei Casalesi, ma a causa di questo rapporto tra imprenditori e amministrazione locale si è andato creando un sistema clientelare molto forte. Non sempre questo si rispecchia nella vittoria di gare di appalto, ma sempre più spesso l’amministrazione locale si assicura i voti di molti cittadini attraverso favoritismi. In cambio della vincita elettorale il vincitore, che molto spesso ha un forte ascendente sulle imprese locali, fa assumere da quest’ultime chi decide lui, in modo tale da assicurarsi una base elettorale molto forte. Nasciamo proprio per dare un’alternativa alle persone al classico modo di fare politica. La nostra non è una lotta generazionale, ma una lotta di classe, quindi le classi a cui ci riferiamo sono sicuramente quelle più umili. È pur vero che essendo giovani nasciamo anche per dare un’alternativa a quest’ultimi al solito bar, utilizzato come luogo di ritrovo da molti nostri coetanei.”

Qual è stata una delle vostre prime battaglie?

“Spesso non siamo noi a scegliere le battaglie da combattere, ma ci si presentano e non possiamo che accettarle. La nostra prima iniziativa è stata quella del referendum, dove ci siamo schierati dalla parte del no. Abbiamo fatto banchetti e volantinaggio. Sono stati i ragazzi dell’ex opg ad aiutarci e a fornirci i materiali. Per noi è stato un modo di metterci alla prova, come singoli ma soprattutto come collettivo. In un secondo momento, con l’aiuto finanziario della provincia, abbiamo sostenuto i ragazzi del Piedimonte a scioperare contro le condizioni precarie e di abbandono nelle quali vigevano le loro scuole. Mancavano riscaldamento, elettricità e persino l’ammodernamento degli impianti antincendio. Alcuni ragazzi dell’istituto di ragioneria erano costretti a frequentare solo per tre ore, poiché l’istituto non poteva permettersi di accogliere più di 100 ragazzi alla volta in quanto i sistemi antincendio non funzionavano. Se si considera che in quell’edificio frequentavano non solo i ragazzi di Ragioneria, ma anche quelli dell’istituto Alberghiero, la situazione ci si presenterà ancora più assurda.”

Sulla vostra pagina Facebook, “collettivo Primo Maggio 1934” si può notare un “concorso Spazi Pubblici in degrado”. Si può pensare a una campagna di sensibilizzazione che ha alla base una non tanto celata ironia. Con che obbiettivo avete portato avanti questa campagna? Avete dei progetti in mente?

“Il concorso doveva essere un passaggio. L’obbiettivo era quello di far nascere un’assemblea sugli spazi pubblici. Per arrivare a questa iniziativa, però, dovevamo far parlare la gente, sensibilizzarla su questa tematica. Ormai sono i social a darti una maggior visibilità è stato importante il concorso, molti hanno partecipato. Certo, per molti intendiamo una decina di persone, ma per il tipo di ambiente in cui viviamo anche queste dieci persone sono un gran numero. Abbiamo fatto e continueremo a fare volantinaggio.

Primo Maggio 1934
Lavatoio Pubblico di Piedimonte

A maggio si terrà un’assemblea sugli spazi pubblici. Si incomincerà la mattina presto e nel corso di questa giornata riqualificheremo il campo di calcio adiacente alla Villa Comunale. Pranzeremo tutti insieme e nel pomeriggio ci sarà una partita di integrazione con i migranti delle strutture vicino Piedimonte. Cerchiamo di ridare gli spazi come strumenti di aggregazione, ed è a questo scopo che è stata organizzata questa partita. Il nostro intervento non vuole essere risolutivo, ma vuole far capire che se si vuole si può recuperare un luogo in degrado e si possono integrare la realtà cittadina e quella di questi giovani migranti.

Nel tardo pomeriggio ci sarà quest’assemblea sugli spazi pubblici e la sera ci darà una festa, alla quale parteciperanno due gruppi locali che suoneranno musica dal vivo.

Visto che il campetto si trova a un passo dalla Villa, l’evento si svolgerà anche in quest’ultima, che recupereremo dallo stato di abbandono nel quale si trova. Essendo domenica organizzeremo anche altre attività marginali, quali gruppi che organizzeranno giochi per i più piccoli.

Ci saranno numerosi stand di varie associazioni, come Emergency e il centro Aurora. Quest’ultimo è gestito da un gruppo di ragazze che si prendono cura di donne che hanno vissuto situazioni difficili. Aderiscono al movimento femminista NonUnaDiMeno, insieme alla quale abbiamo partecipato alla manifestazione dell’otto marzo.

All’evento abbiamo intenzione di invitare tutte le realtà territoriali a noi affini, cercheremo in questi giorni di contattarle tutte.

Abbiamo lanciato questa tematica perché ci sono moltissimi spazi pubblici in stato di abbandono. Il campetto della villa è un luogo dove l’istituzione non ci guadagna, e non guadagnandoci lo lascia in questo stato di degrado. Ci sono recinzioni rotte, le reti delle porte sono ormai cadute, i fari di sera sono sempre spenti, bisogna usare le luci dell’auto per avere un po’ di illuminazione.

La villa è messa anche peggio, prati non curati e sporcizia ovunque. Cerchiamo di pressare, ma il paese è commissariato e non sappiamo a chi rivolgersi. Abbiamo due squadre di pallone che devono rivolgersi a strutture private per allenarsi. Vogliamo far capire ai cittadini che stiamo lottando per loro, e che il disagio procurato da questa situazione è soprattutto loro. Un ragazzino che vuole giocare a calcetto la sera, e non può permettersi di pagare un campo privato, non può giocare, e questo vuol dire escluderlo.

Nel momento in cui il campo viene riqualificato tutti possono usarlo, in particolare chi non può permettersi una struttura privata.”

Si può notare il vostro forte sostegno per il calcio popolare, in particolare per la squadra del Partizan Matese. Come mai questo forte interesse? Perché è importante sostenere gli sport popolari?

“Ci teniamo a sottolineare che Primo Maggio 1934 è un collettivo politico, e una delle nostre attività è sostenere il Partizan Matese. Lo sosteniamo perché è una squadra popolare, chiunque a seconda delle proprie possibilità può sostenerla. Loro vorrebbero che a un certo punto la società non esistesse più ma che ci fossero tutti questi soci-tifosi in modo da poter dare a tutti pari importanza decisionale. In questo modo tutti possono partecipare. Non si paga l’ingresso per poter vedere la partita, a differenza del grande calcio e del calcio territoriale, ed è anche per questo che la sosteniamo. Lo sport può essere uno strumento di aggregazione. Alcuni dei nostri attivisti erano prima tifosi, in seguito sono diventati attivisti. Usiamo il calcio come strumento per far passare messaggi positivi di uguaglianza e integrazione, ma anche messaggi politici, attraverso striscioni e cori contro il sessismo, l’omofobia, il razzismo e il fascismo. Sono questi in fondo i principi chiave su cui si fonda il collettivo: antirazzismo, antisessismo, antiomofobia e antifascismo.

Primo Maggio 1934
Partizan Matese

Uno dei vostri ultimi progetti, portato avanti in collaborazione con Mezzogiorno attivo e Associazione Omnia, “La notte degli inganni” si prefigge lo scopo di sensibilizzare i cittadini su tematiche “sociali, politiche, ambientali nell’Alto casertano (e non solo)”. Come è strutturato questo progetto? Avete intenzione di portarlo avanti nel tempo?

Primo Maggio 1934
La Notte degli Inganni

“Più che l’evento in se ci sembra importante la rete di collaborazione che si sta creando tra Primo Maggio 1934, Mezzogiorno Attivo e l’associazione Omnia. Abbiamo conosciuto i ragazzi di Baia Latina, facenti parte di Mezzogiorno Attivo, e li abbiamo aiutati a ripulire il campetto pubblico che si trovava lì, anche questo lasciato al degrado. Con loro e con l’associazione Omnia, che si trova nel comune di Riardo, abbiamo creato una forte rete di collaborazione. Tentiamo di essere uniti puntando all’internazionalismo, uno dei principi cardine del pensiero marxista. Quando loro hanno avuto bisogno di aiuto ci siamo stati, e loro ci saranno a darci una mano durante l’assemblea sugli spazi.

Primo Maggio 1934
Pulizzia del campo di calcetto a Baia Latina con Mezzogiorno Attivo
Primo Maggio 1934
Pulizzia del campo di calcetto a Baia Latina con Mezzogiorno Attivo

La Notte degli inganni”, organizzata con queste due associazioni, è una sorta di assemblea sulla terra dei fuochi, alla quale siamo intervenuti come Collettivo Primo Maggio 1934. Ci sono stati anche alcuni nostri compagni, che si sono interessati alle vicende dell’Expo. In più erano presenti gli interventi di Vincenzo Tosti e Eduardo Danzet. In serata abbiamo organizzato una festa per cercare di attirare un maggior numero di persone, in modo da far passare quello che è il nostro messaggio e poi poterci divertire tutti insieme.”

Andrea Chiara Petrone

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Studentessa di culture digitali e della comunicazione. Amo profondamente leggere, dai grandi classici della letteratura fino ad arrivare agli autori contemporanei. Non amo particolarmente il cinema ma sono una patita delle serie tv. Il mio sogno è poter diventare un giorno giornalista, poter viaggiare e studiare le diverse culture che popolano il nostro mondo.