In un’intervista che Formula Passion strappò a Toto Wolff, circa un anno fa, il boss della Mercedes guardava ai regolamenti del 2017 con sospetto. Secondo l’austriaco, infatti, aumentare il carico aerodinamico sarebbe stato un errore e non avrebbe aiutato a rendere le gare più divertenti. Un errore che è diventato subito realtà e rispetto al quale si sono subito notate le conseguenze.

Da regolamento le monoposto sono più larghe, hanno forme esteticamente più gradevoli e motori ibridi dalle potenze record, oltre al fatto che ormai a vederle bene in dettaglio appaiono molto elaborate. E lo sono in special modo nelle forme che caratterizzano le appendici aerodinamiche, un complesso alternarsi di alette e deviatori/convogliatori di flusso che perseguono lo scopo di aumentare il carico aerodinamico.

Lo stesso Toto Wolff, che non aveva tutti i torti, ha dovuto ricredersi quando ha concesso il via libera allo sviluppo della nuova monoposto nelle ultime settimane. E sì, diciamo di proposito nuova perché ha un volto non di poco differente rispetto a quella che fino in Russia era scesa in pista.

Da un punto di vista tecnico, Mercedes ha apportato delle severe modifiche alla macchina. In Spagna, del resto, c’è da far i conti con un inizio di stagione non all’altezza del marchio, né delle aspettative. Un allarme che dura da Sochi, dove, nonostante il successo di Bottas, per tutto il weekend la vettura ha fatto capricci, dimostrandosi ingestibile soprattutto per Lewis Hamilton.

Ne trovate un testimone nei dati raccolti al sabato, in qualifica, nell’ottica per cui, se aveste creato un ideal lap per ogni pilota sommando i suoi migliori tempi per ogni settore, la pole sarebbe andata alla Mercedes. Questo è indice del fatto che evidentemente la vettura risultava capricciosa e in qualche modo fastidiosa alla guida. Anche a quella di un campione del mondo.

A partire dal prossimo Gran Premio di Spagna, intanto, vedremo novità un po’ sparse per tutta la griglia. Oltre ad un nuovo motore, la W08 si presenta con circa 6 kg in meno, che a parità di prestazioni con la precedente significa alleggerirla sul crono di almeno un decimo e mezzo, stando alle indiscrezioni.

Nello specifico, tuttavia, le novità riguarderanno per lo più il settore aerodinamico, che ha subito aggiustamenti nelle zone dei bargerboards e dei convogliatori di flusso (o turning vanes). A guardare sulle pance laterali scoverete quasi dei profili taglienti, che più che a incanalare il flusso servono ad energizzarlo.

Nel dizionario tecnico della F1 dovremmo parlare di vortici, cioè speciali configurazioni del moto di un fluido che, come immaginate, perseguono un moto rotatorio, riuscendo quindi a ritardare il distaccamento del flusso dalla superficie dell’autovettura. In fisica vige, infatti, un principio noto come effetto Coanda, che descrive la tendenza di un getto fluido a seguire il contorno di una superficie vicina.

Un principio che, per quanto chiaro sia e per quanto spieghi la necessità di conformare le superfici in modo tale da direzionare un fluido secondo chiare esigenze, noterete bene che ciò non basta a giustificare tutti gli interventi che gli aerodinamici fanno e che hanno apportato nella fattispecie per la Mercedes W08. In condizioni realmente variabili e impervie, come possano essere quelle alle quali una monoposto è costretta in F1, serve che il flusso d’aria che investe il telaio sia regolare, pulito e convogliato verso il fondo macchina ad ogni momento, in curva e in accelerazione, in trazione come in frenata.

Alla luce di poche nozioni fisiche, che passano tutte per il concetto di carico aerodinamico, risulterà meno anomalo capire perché ci si scervelli a tal punto per un’aletta in più o una in meno. Conosciamo il diktat, che recita di dover mantenere la vettura incollata al suolo, darle grip e generare deportanza, che spinge il veicolo verso il basso.

Starà da riscontrare in gara, più che in qualifica, il reale potenziale del nuovo kit Mercedes. Intanto, tra i principali contendenti non s’è rimasti a guardare, con Ferrari che ha focalizzato il pacchetto aggiornamenti sul motore per risolvere i problemi in trazione che ha accusato finora, e Red Bull, che tutti davano come favorita numero due, ma che per ora sta largamente deludendo i bookmakers.

Nell’incipit parlavamo di conseguenze, sottintendendo il rischio che un ricercato aumento del carico aerodinamico possa rappresentare per i sorpassi, per via del fatto che un’odierna configurazione causerebbe scie turbolente e renderebbe quasi impossibile al pilota che segue di restare dietro per un attacco insistito. Un fattore che forse non è solo figlio di quest’anno, ma che ogni volta diventa più significativo quanto più ci allontaniamo dai bei tempi in cui il carico lo generava il fondo vettura e non gli arzigogolati sistemi di flat che vediamo al giorno d’oggi.

Nicola Puca 

Fonte immagine in evidenza: circusf1.com

Fonti: f1analisitecnica

 

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Studio Ingegneria Aerospaziale alla Seconda Università degli Studi di Napoli. Sostengo la politica giovanile e comunale insieme agli amici di Agorà-Lavoro, Partecipazione e Libertà; scrivo per passione, per la necessità di leggermi e di imparare dai miei errori. Sono un alfista senza un'Alfa, un seriofilo senza DVD, un Jedi senza una spada laser.

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