Probabilmente l’attacco di Xylella Fastidiosa agli ulivi del salento è stata, ed è tutt’ora, l’infezione a carico di specie vegetali più seguita a livello mediatico che si ricordi.

Per vari motivi, alcuni strettamente culturali ed altri di natura politico-economica, il caso Xylella ha concentrato l’attenzione sulla possibilità che microrganismi sempre più aggressivi e sempre più resistenti possano mettere in ginocchio interi settori produttivi.

Ma, si sa, l’attenzione eccessiva crea anche notevole confusione e la questione Xylella è diventata in poco tempo un vero e proprio tormentone nonché il “gram negativo” più famoso del momento. Vuoi per il passaggio proprio in quell’area del discusso gasdotto TAP, vuoi per la notevole inclinazione che ormai, complice la rete, abbiamo a scovare complotti e quant’altro.

Ma nonostante tutto, nonostante diatribe e teorie strampalate, la ricerca quella vera, in particolar modo il lavoro del CNR, nel frattempo è andata avanti per cercare una soluzione a quella che rimane una situazione molto grave.

E si sta muovendo su più fronti, ad ampio spettro, per tentare di chiudere tutte le strade al pericoloso batterio, partendo dallo studio degli insetti vettore, passando per virus “alleati” in grado di annientare Xylella fino all’isolamento delle varietà di ulivo ad esso più resistente.

Ed è proprio questa, forse, la strada migliore. O quantomeno quella necessaria ad affrontare il problema a lungo termine.

Perché se da una parte è vero che è necessario un piano d’emergenza immediato per salvare gli uliveti esistenti dall’aggressione di Xylella, dall’altra lo è altrettanto il fatto che questo patogeno risiede ormai in via pressoché definitiva sul nostro territorio.

E per tale motivo è necessario che la realizzazione di nuovi impianti avvenga utilizzando cùltivar in grado già di resistere all’infezione, e allo stesso tempo utilizzare le varietà in questione per innesti su piante già danneggiate.

E’ un lavoro duro e meticoloso, un po’ come tutta la lotta a Xylella, che prevede l’analisi di un enorme numero di piante e coltivazioni in tutta l’area.

Al momento, cùltivar come Favolosa sembrano avere le caratteristiche migliori, non dimenticando il fatto, importante, che si tratta di una varietà “brevettata” proprio dal CNR anni fa.

Il che proietta direttamente in un capitolo ancora più ampio, che è quello dell’ingegneria genetica e degli OGM come strada per trovare ceppi resistenti a minacce che prima non conoscevamo, come Xylella.

Un ramo della scienza enorme quello della genetica, rispetto il quale non siamo ancora riusciti a far chiarezza o a sviluppare una regolamentazione adeguata ma che adesso “rischia” di diventare la via prioritaria per sconfiggere Xylella Fastidiosa.

A patto di farne un uso adeguato perché come ripetuto tante volte, non è tanto lo strumento quanto l’utilizzo che se ne fa.

Mauro Presciutti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here