17 Maggio 1990: L’organizzazione mondiale della sanità cancella definitivamente l’omosessualità dall’elenco delle malattie.

Da allora il 17 Maggio di ogni anno si celebra la gionata internazioNale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Una giornata che si trasforma spesso in occasione di dialogo e confronto con  le comunità e le associazioni LGBTQIA.

Anche Salerno quest’anno scende in piazza con un evento organizzato dall’associazione Arcigay Salerno “Marcella Di Folco” .

Un’assemblea pubblica, lanciata dall’hashtag #nessunocontro che si terrà il 17 Maggio17 Maggio alle ore 17.30 presso piazza Cavour. Ad intervenire nel dibattito, tra gli altri, il sociologo Gennaro Avallone, l’assessore alle politiche giovanili Mariarita Giordano e la presidentessa di arcigay Salerno, Ottavia Voza.

Proprio a lei abbiamo chiesto di discutere riguardo la situazione culturale e sociale in cui si ritrovano a vivere le persone appartenenti alla comunità LGBT ma non solo..

Quanto ancora c’è da fare per combattere l’omofobia e la transfobia?

“Tanto. Spesso sento dire che quello che facciamo è già sufficiente, anzi è anche troppo. E invece non è cosi: Spesso mi rendo conto che sono tanti gli ambienti in cui l’omofobia condiziona la condizione della vita di persone con diverso orientamento sessuale e diverse identità di genere, dalla scuola al lavoro. C’è ancora da fare per modificare ancora la cultura, è una cosa che non riguarda solo gli omosessuali o i transessuali. C’è da abbattere una cultura della violenza di cui spesso sono vittime anche e sopratutto le donne. Ecco perché abbiamo coinvolto nella giornata anche i principali movimenti femministi. L’omofobia è frutto della cattiva cultura che introduce violenza.”

Quindi il fenomeno dell’omofobia è legato al concetto di società patriarcale?

“In parte sì. La mentalità patriarcale è sempre stata razzista e sessista.”

L’omofobia secondo te è un retaggio della morale cattolica?

“Questo è un aspetto su cui si è marciato molto negli ultimi anni, soprattutto in alcuni movimenti politici. Si è cercato di strumentalizzare la religione per discriminare la comunità LGBT. Ma non è più così: proprio durante la manifestazione  abbiamo voluto  dar voce a parte della comunità cattolica vicina a quella LGBT. Ascolteremo il punto di vista di Don Pietro Mari, responsabile di Casa Nazareth, da sempre controcorrente sul tema dell’omosessualità. Molte parrocchie salernitane hanno organizzato delle veglie di preghiera in occasione di questa giornata, sembra un bel passo avanti.”

Quindi anche la chiesa si sta aprendo all’omosessualità…

“Ci sono segnali positivi, che sono particolarmente importanti perché proprio all’interno della chiesa sono recentemente passati i messaggi più violenti contro la rieducazione sull’identità di genere. Ricorderai tutta la polemica sulla teoria gender, che secondo alcuni folli avrebbe avuto lo scopo di omosessualizzare la società abbattendo l’evoluzione della specie. In realtà non si trattava altro che di studi antropologici strumentalizzati dalla comunità cattolica per mettere gli omosessuali in cattiva luce.”

Si parlerà anche di bullismo con il firmatario per la legge contro il Ciber bullismo…

“Sì, siamo riusciti ad inserire all’interno di questa legge anche un comma riguardante il bullismo omofobico. Una piccola vittoria, ma speriamo ancora nell’approvazione di una legge contro l’omo e la transfobia che da tempo è ferma in Senato…”

Come si può combattere il bullismo omofobico?

Con il dialogo e la conoscenza. Quello che fomenta la paura dell’omosessualità è proprio l’ignoranza che spesso circonda questo mondo e la convinzione che quella di essere omosessuali sia una scelta e non una condizione naturale dettata dall’autodeterminazione. Il diritto a costruirsi una propria identità è sancito anche dalla nostra costituzione.

Angela Avallone

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