Venerdì 19 maggio – dalle ore 18:00 – tutti in Piazza Sanità per la manifestazione ‘Contro le “stese”, Rimanimmo Allerta!’ organizzata dalla Municipalità 3. 

La notte del 14 maggio scorso qualcuno ha pensato bene di ricominciare a sparare nel Rione Sanità, così, senza un reale motivo. Ma anche se un motivo ci fosse, sarebbe allo stesso modo impossibile giustificare dei colpi di pistola.

La notte del 14 maggio scorso qualcuno è tornato a sparare in Piazza Sanità, lì dove nel settembre del 2015 un’altra stesa aveva ammazzato Genny Cesarano, vittima innocente a soli 17 anni di questa follia ingiustificata. Questa volta non vi era nessuno per strada, né ragazzini come Genny, né donne o bambini. Solo il silenzio delle notti napoletane spezzato via dal rumore degli spari.

A pensarci bene, un motivo che potrebbe aver spinto questi personaggi privi di ogni scrupolo a sparare c’è e si tratterebbe della rinascita che il Rione Sanità sta attraversando da un po’ di tempo a questa parte. L’attenzione mediatica suscitata dalle bellezze del posto, le peculiarità della zona, la street art che sembra quasi raccontare storie, i turisti, gli eventi che si susseguono. Questo fa tanto bene al Rione, fa tanto bene a tutta quella gente che lì ci abita e che col marcio non ha niente a che fare. Ed è proprio questo che dà tanto fastidio agli inetti nascosti nei vicoli che necessitano di un quartiere marcio per poter mandare avanti i propri loschi affari.

Questa mattina ci sono state altre due stese nella Sanità, all’alba, ed anche questa volta fortuna ha voluto che nessuno si facesse male. Ogni proiettile sparato sembra voler dire: ‘Questa è zona nostra, qui comandiamo noi!’. Ma voi chi? Chi siete? Quali sono le vostre facce?

Ecco perché dobbiamo scendere tutti in Piazza Sanità e partecipare alla manifestazione ‘Contro le “stese”, Rimanimmo Allerta!’ di venerdì 19 maggio organizzata dalla Municipalità 3, presieduta da Ivo Poggiani. Perché il Rione Sanità è di chi lo vuole vedere crescere ogni giorno per poi far crescere lì i propri figli, e non vederseli ammazzare una notte di settembre.

Flora Visone

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