Circa un mese fa Jorit, artista emergente della street art, ha lasciato la propria firma in via Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio. La sua opera consiste in un gigantesco murale che rappresenta la figura di Maradona, idolo della Napoli calcistica.

Da allora si è creato un boom mediatico intorno all’area est. Giornalisti, fotografi e le stesse istituzioni si sono recate sul posto per poter ammirare il lavoro compiuto dal giovane artista. La zona est non è mai stata sotto i riflettori come in questo periodo, eppure nel silenzio della stampa nazionale c’è un lavoro dietro che dura da anni. La storia sembra ripetersi un po’ come accade nelle periferie del territorio napoletano.

Le istituzioni mancano e per far fronte ai problemi i cittadini, le associazioni e i comitati si organizzano per offrire delle alternative e delle opportunità alla comunità attraverso una serie di stimoli, spazi di aggregazione e lotte sociali. Da questo impulso è nato l’evento “Bronx chiama Napoli”, una manifestazione organizzata appunto dalle varie associazioni per raccontare e far vivere in parte ai partecipanti il duro lavoro che è stato svolto in tutti questi anni.

L’appuntamento è fissato per sabato 20 maggio a partire dalle ore 10.30 al parco Troisi. Durante la giornata verranno svolte diverse attività: giochi di piazza, laboratori di riciclo e sport sociale. Oltre al momento di svago e intrattenimento verrà dedicato del tempo a sensibilizzare alcune tematiche; da quella ambientale, al problema della disoccupazione in particolare di quella femminile, per terminare con la questione dei continui sgomberi delle comunità Rom che vivono tra Gianturco e Ponticelli.

L’invito a partecipare all’iniziativa è rivolto a tutti, dai singoli cittadini alle associazioni dei diversi territori, con lo scopo di far conoscere questi quartieri e di creare un percorso di aggregazione con altre realtà sociali e politiche.

Maria Baldares

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Frequento il secondo anno in Scienze della Comunicazione e sogno di diventare una giornalista a tutti gli effetti. Sono sempre stata decisa a voler intraprendere questo tipo di carriera e ciò che ha contribuito a far coltivare questa passione è stato il quartiere in cui sono nata e crescita. Vivo a Secondigliano, inutile dirvi le difficoltà e i problemi che purtroppo esistono e persistono ma allo stesso tempo ci sono tante persone che fanno di tutto per cambiare le cose, io sono una tra queste. Spesso si guarda solo il negativo delle cose tralasciando l’altra parte della medaglia, quella positiva.