Dopo che il Feyenoord ha sancito la vittoria del campionato olandese dopo 19 anni dall’ultimo titolo, imponendosi all’ultima giornata 3-1 contro l’Heracles, l’Ajax deve ripartire necessariamente dai suoi giovani per formare una squadra in grado di riprotare il titolo dell’Eredivisie ad Amsterdam.

A nulla è servita la vittoria esterna contro il Willelm II, nella quale la squadra di Bosz si è comportata egregiamente, regalando un sorriso amaro ai propri tifosi. Una stagione di alti e bassi, in cui la concentrazione è venuta a mancare in momenti cruciali per l’Ajax, non riuscendo a garantire un andamento regolare del campionato. Ovviamente, la finale di Europa League può rappresentare l’occasione di rivalsa per la stagione dei Lancieri, che sfideranno un avversario di livello internazionale come il Manchester United.

Ma questo, nel bene o nel male, non può cancellare i vari punti interrogativi che questa stagione di campionato ha trascinato con sé. Come poter ripartire, allora?

L’Ajax ha deciso di puntare su un gran numero di giovani talenti, costruendo una vera e propria “cantera”, tra cui spiccano i nomi di Kasper Dolberg e Mateo Cassierra.

Questa decisione, unita al sapiente utilizzo dei propri giovani che sono stati fatti giocare nell’U21 dell’Ajax e poi portati in prima squadra, ha ragionevolmente comportato un differente approccio al campionato appena concluso, ma soprattutto ha dato la possibilità ai vai giovani di abituarsi ai ritmi e all’intensità di una lega maggiore. I frutti di questo lavoro sono maturati nel tempo e adesso l’Ajax ha ragazzi richiesti da mezze squadre europee.

Concentriamoci sul reparto offensivo, nel quale i nomi di Dolberg e Cassierra dominano incontrastati, per riuscire ad avere un profilo più chiaro dei due giovani talenti dell’Ajax:

Kasper Dolberg

L'Ajax dei giovani riparte da Mateo Cassierra e da Kasper Dolberg

Classe 1997, talento di nazionalità danese, è arrivato all’Ajax nel 2015 dalle giovanili del Silkeborg IF ed ha giocato un anno con l’U19 dei lancieri, collezionado 22 presenze, 8 gol e 1 assist, insieme alla vittoria del campionato giovanile U19. Ruolo naturale il centravanti, ma può svariare su tutte e due le fasce in maniera naturale, faticando a saltare con continuità l’uomo ma riuscendo a svolgere un lavoro tatticamente valido. Arriva nela stagione 2016/17 a giocare le sue prime partite, e Bosz modella il 4-3-3 classico dell’Ajax sulle spalle di Kasper Dolberg, ottenendo più che dignitosi risultati: 47 presenze tra Eredivisie, coppe e competizioni internazionali, mettendo a segno 23 gol e dispensando 8 assist. Ormai titolare inamovibile, Dolberg ricorda la “vecchia punta”: forte di testa (è alto quasi 1.90 cm), grande spirito di sacrificio, piedi buoni e con l’istinto innato di attaccare la profondità ad ogni occasione. Il singolare fiuto per il gol e la naturale intelligenza calcistica fanno di Dolberg uno dei giocatori più interessanti di tutta l’Eredivisie. Nonostante il contratto con scadenza nel 2022, sono state numerose le voci di mercato che lo vedrebbero lontano dal vestire la casacca dei lancieri ed approdare in Inghilterra sponda City o United, ma il giocatore ha dichiarato di voler rimanere all’Ajax almeno per la prossima stagione, dimostrando anche una non scontata umiltà:

«Non ho una lega preferita. Quando ero giovane era il Barcellona il mio preferito, ma quando sono cresciuto non ce ne sono più state. In Inghilterra seguo l’Arsenal perchè ci ha giocato Thierry Henry, ma non è che sia tra le mie squadre favorite».

Mateo Cassierra

L'Ajax dei giovani riparte da Mateo Cassierra e da Kasper DolbergZander Mateo Cassierra Cabezas, nato a Barbacoas, Colombia, nel 1997. Arriva dal Deportivo Cali, nel quale durante la stagione 2015/2016 colleziona 24 presenze tra campionato e coppe con 6 gol e 1 solo assist. Trasferimento pagato dall’Ajax di 5,5 milioni di euro per il giocatore colombiano, che si unisce alla folta rosa di giovani che i biancorossi hanno costruito. Durante questa stagione è riuscito a giocare più di una partita, grazie anche alla sua duttilità tattica che gli permette di spaziare su tutto il fronte offensivo senza calare mai di intensità. A dimostrazione di ciò le 46 presenze e i 15 gol, farciti da 5 assist nella stagione appena conclusa, tra campionato e coppe internazionali. Molto veloce, buona progressione anche sulla fascia e un’elasticità tattica che risulta invidiabile. Pecca però di concentrazione in alcune fasi della gara, cosa che lo isola dal gioco canonico della squadra.

Molti ancora sono i giovani che vestono la casacca dei lancieri di Amsterdam. Su queste basi e su un ottimo lavoro svolto dalla dirigenza, l’Ajax è riuscito a competere sia a livello nazionale che nel panorama europeo costruendo una squadra di giovani con immenso talento e che saranno difficili da trattenere a lungo termine. Ovviamente, aspettiamo la finale di Europa League del 24 Maggio, in cui si potranno veder giocare i giovani campioni che faranno parte del futuro di molte squadre europee.

Niccolò Inturrisi

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Nasce il 26 febbraio 1995 a Firenze, dopo aver terminato gli studi liceali nel 2015 lascia l’Italia e si trasferisce con la famiglia in Olanda, ad Amsterdam. Ora continua a lavorare come magazziniere in attesa di intraprendere gli studi. Il libro che lo ha colpito più di tutti è stato “La bestia umana” di Zola. Se proprio gli chiedessero di scegliere un autore preferito, opterebbe però per Dostoevskij. Coltiva molte altre passioni, tra cui la musica, nella quale si è cimentato per qualche anno suonando chitarra elettrica e basso. Ascolta tutti i generi possibili e il suo gruppo preferito in Italia restano gli Zen Circus, anche se adora De Andrè e Lucio Dalla (ma ne potrebbe citare molti altri), ma il suo primo amore rimangono i Pink Floyd. Grazie alla famiglia si porta dietro praticamente da tutta la vita la passione per il cinema. Adora Fellini e Monicelli, ma non disdegna anche registi esteri come Lynch, Scorsese e Tarantino.