Fumare una sigaretta è visto come un atto di relax, per il quale è necessario avere intorno a sè un vero e proprio clima di pace, cosa che non sempre è possibile: è questo quanto verrà raccontato da Salvatore Cirillo, protagonista dello spettacolo “Volevo solo fumarmi una sigaretta” in scena sabato 27 e domenica 28 maggio alle ore 19:00 al teatro AvaNposto Numero Zero.

Raffaele Mazza all'AvaNpostoSarà un atto unico promosso dall’associazione MA. TE. NA. (Mascalzoni Teatranti Napoletani), con tante altre partecipazioni come i brani offerti da Gennaro Patrone tratti da “La Cura” e quelli interpretati da Salvatore Cirillo tratti da “Appucundria e’ ll’acqua sporca”: essi accompagneranno la performance dello stesso Salvatore che interpreterà Raffaele Mazza, un dentista onesto, che si accontenta del sorriso dei proprio pazienti, ma che ben presto deve fare i conti con un doppio tradimento, sentimentale e lavorativo. E proprio nel compiere un gesto così semplice e banale quale è l’accendere una sigaretta, Raffaele finisce per sprofondare nei dolori del passato, per prendere consapevolezza degli inganni subiti e vivere una dramma che lo porterà a fare un viaggio negli inferi della follia: lungo il suo cammino inconterà innumerevoli specialisti, avrà visioni di finti malati guarire, diventerà addirittura un barbone.

Tutto ciò per dimostrare l’esistenza di uomini che ancora cercano purezza ed integrità nei propri simili. Salvatore Cirillo che ‘ha prestato’ al personaggio che egli interpreta una sua poesia ha dichiarato: «È una prova attoriale che mi stimola e mi piace averci potuto associare un mio componimento, in tema con il testo centrale. Come teatrante il tema della follia mi affascina; siamo visionari, l’amore per quello che facciamo ci acceca e Raffaele rappresenta diverse sfaccettature dell’animo umano, è un uomo pulito, onesto, religioso anche, arrabbiato e proprio per questo, non sarei leale verso il personaggio se cercassi di rivedermi in alcuni suoi aspetti. È una figura che va servita e rispettata in tutto, anche nelle sue sfuriate. Questo lavoro rappresenta l’inizio di un percorso che ha al centro la follia, l’amore e la solitudine. Idee che vanno messe in movimento, dargli una forma, la cura, appunto, e in questo caso, il teatro». Questo il senso della rappresentazione che desterà i sentimenti degli spettatori dell’Avanposto.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto.
Ho frequentato le scuole presso l’istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all’istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt’ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale.
Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico.
Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l’ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.