Stavolta ci siamo: dopo 14 anni di attesa, con i lavori inframmezzati da lunghe pause che ne hanno prolungato almeno di 10 i tempi di realizzazione, sta per aprire i battenti la nuova stazione della TAV Afragola, progettata dalla recentemente scomparsa archistar Zaha Hadid.

La data prevista per l’inaugurazione è il 6 giugno, alla presenza delle più alte cariche di Governo, tra cui è certa quella del Presidente del Consiglio Gentiloni: l’attenzione dell’esecutivo su questa opera è stata, negli ultimi mesi, particolarmente forte, considerati anche i notevoli esborsi economici, previsti dal Patto per la Campania, che sono stati decisivi nel dare la definitiva accelerata al cronoprogramma. Sembra che questo, dopo l’infinita attesa degli scorsi anni, la stazione sia stata persino conclusa in anticipo.

La stazione consiste in un’opera monstre, di cui si è diffusa la fama prima ancora che potesse diventare funzionale: la CNN, la nota emittente all news statunitense, l’ha catalogata tra le opere architettoniche più belle degli ultimi anni a livello mondiale, con quella forma sinuosa che si snoda sullo scorcio dell’agro afragolese e l’alternanza di metallo, cemento e vetro, che promette un colpo d’occhio di primo livello. L’opera, insomma, costata finora 60 milioni di euro, ha anche l’appeal scenografico per assolvere pienamente al suo ruolo principale: risollevare le sorti di una zona dell’hinterland napoletano tradizionalmente depressa, ospitando il transito dei treni (non solo TAV) che giungeranno in stazione sulle direttrici nord – sud e su quelle est – ovest del Paese.

Sono due i soggetti che, nelle ultime ore, hanno annunciato con soddisfazione palpabile l’attesa svolta: si tratta del sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, e dell’Amministratore delegato di Reti ferroviarie italiane, Maurizio Gentile. Entrambi si sono dedicati su vari canali mediatici, da Facebook ai quotidiani, alla promozione del completamento di quella che rischiava di diventare l’ennesima “grande incompiuta” del panorama delle grandi opere italiane.

Rivendica i suoi successi il sindaco Tuccillo, quando scrive, nel suo post su Facebook, che «l’inaugurazione della stazione Alta velocità di Afragola il 6 giugno è il coronamento di quattro anni di duro lavoro svolto per far ripartire i lavori e portare a completamento a tempo di record l’ultima opera di Zaha Hadid». Il primo cittadino si attribuisce precisi meriti politici, dunque, affermando che «quando ci siamo insediati nel 2013 i lavori erano fermi al palo e molti ormai non credevano più alla realizzazione del progetto. Insieme con Governo e Regione abbiamo dato una risposta concreta all’inerzia degli anni passati». Tuccillo fornisce anche i dati preliminari sulle stime di traffico nella stazione: 36 treni, 18 da e verso il Nord e altri 18 con destinazione Sud, transiteranno ad Afragola, che punta quindi a diventare, col passare dei mesi, uno snodo sempre più cruciale.

Una contentezza simile esprime l’Amministratore delegato di RFI, Gentile, che in una lunga intervista al Mattino ha ribadito come «la nuova stazione è il primo tassello di un progetto più ampio per quell’area. Dal prossimo mese di giugno inizieranno a fermare i treni Alta Velocità, parallelamente continuiamo a lavorare alla seconda fase, che farà di Afragola l’interscambio tra l’alta velocità, la nuova linea Napoli-Bari, la Circumvesuviana e i treni regionali da e per Caserta, Benevento e Napoli Nord. Sarà un bell’esempio di intermodalità. È prevista anche la costruzione di un parco tecnologico e naturalistico, oltre agli spazi commerciali all’interno dello scalo. Insomma, noi crediamo molto in questo progetto, così come tutte le istituzioni coinvolte».

Si spera che i preannunicati riflessi positivi della realizzazione della stazione possano scacciare effettivamente tutte quelle ombre che, in questi anni, si sono addensate sull’opera di Zaha Hadid. Innanzitutto, si è spesso posto un problema di costi eccessivi: quei 60 milioni spesi per la realizzazione dell’opera sono finiti sotto la lente d’ingrandimento anche della Corte dei Conti, col Procuratore Generale che ha avvertito come il rischio sia quello di un utilizzo sottodimensionato della stazione, rispetto ai milioni spesi e alle attese. «La chiamano pomposamente “Porta del Sud”. Ma mi chiedo se sarà davvero dimensionata al reale numero di viaggiatori che prenderanno ad Afragola un treno per la Calabria o per Bari», aveva detto il Procuratore in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario.

In effetti, il problema del traffico è concreto. Afragola rischia, tra l’altro, di mettersi in concorrenza con Napoli Centrale per il disimpegno del traffico ferroviario su alcune tratte strategiche: al di là delle dichiarazioni di Gentile che mirano a fugare ipotesi di competizione che non farebbe che danneggiare sia l’una che l’altra stazione, evidentemente è stata avvertita l’esigenza di chiarire da subito il volume di traffico effettivo che, al netto di quello che continuerà a procedere normalmente per Napoli, attraverserà davvero la stazione di Afragoola. Non è un caso che lo stesso, soddisfatto sindaco Tuccillo, abbia sottolineato che ci sia stato bisogno che le autorità gli assicurassero «la presenza quotidiana complessiva di 36 treni nella nuova stazione di Afragola». D’altra parte, era stato lo stesso sindaco ad avvertire, in febbraio, sul rischio che il nuovo snodo potesse diventare «un’astronave abbandonata nei campi», la più classica delle cattedrali del deserto.

Il motivo di questo timore è presto svelato. La nuova stazione di Afragola per ora è quasi completamente isolata dal resto del traffico ferroviario della Campania. Si poggia avveniristicamente a cavallo dei binari della TAV, ma non vi arriva né la metropolitana, né la circumvesuviana, le grandi direttrici (per quanto malandate) del traffico quotidiano dei pendolari delle strade ferrate. Insomma, la nuova stazione potrà essere molto utile come “Porta del Sud”, ma soltanto posto che la si riesca a raggiungere; e la cosa non appare così scontata.

In effetti sono in cantiere, grazie al pressing del sindaco Tuccillo e secondo le dichiarazioni di Gentile (che cita la famosa “intermodalità”), le infrastrutture di collegamento capillare, ma in realtà non si conoscono i tempi dell’effettivo approntamento, né i costi, che si assocerebbero a quelli già sostenuti per la struttura principale, aumentando il rischio della percezione di un’opera monumentale e dispendiosa di cui non si avvertiva l’esigenza. Sopratutto, poi, se si conta che l’Alta velocità di fatto termina ancora la sua corsa verso sud a Napoli e che qualche Intercity o Frecciargento in transito verso la Calabria per ora non basterebbero a giustificare l’impegno profuso dal Paese, a livello di spesa, per il gioiello di Zaha Hadid.

Ludovico Maremonti

1 COMMENTO

  1. Ottima posizione, in particolar modo per tutti coloro che oggi raggiungono la stazione di Napoli Centrale utilizzando l’Autostrada. Infatti, invece di immettersi in quel collo di bottiglia che si crea tra l’uscita dell’autostrada e la stazione centrale di piazza garibaldi, dove non è possible nemmeno parcheggiare per la limitatezza dei posti disponibili, finalmente si uscirà dall’autostrada (ad alto scorrimento) e si entrerà direttamente nell’alta velocità, evitando appunto quel collo di bottiglia della stazione di Garibaldi dove si incrociano i pendolari dei treni a camminamento lento, con i cittadini di Napoli che per vari motivi passano tra corso Garibaldi e Corso Arnaldo Lucci, e Galileo Ferraris ecc…In tutte le ore del giorno in quel tratto ci sono sempre autobus, bus privati, camion e tir che si bloccano costantemente verso la rotonda ed insieme alle auto creano il ritmo frenetico cittadino. Quindi uno prende l’autostrada va veloce, poi si ferma pure mezzora per 200 metri di traffico e poi prende l’AV da Garibaldi, cioè un casotto della miseria.
    Nel modo come è stata concepita la posizione della stazione, per i pendolari della città di Napoli non cambierà nulla tenendo conto che i tempi di percorrenza Roma-Napoli saranno comunque sempre gli stessi (a detta delle notizie) anche con la fermata intermedia di Afragola. Poi vuoi mettere l’abbondanza dei parcheggi (sperando che la gestione costi poco ai pendolari, ovvio)?? ed infine se porteranno le varie metro cittadine dai vari paesotti limitrofi sarà il massimo…il Plus Ultra se creeranno nelle immediate vicinanze lo Stadio del Napoli e di Caserta e perché no una metro che porta verso il mare….o sulla luna:-)

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