Si parte per ricominciare, per fuggire dalle delusioni, per essere liberi o semplicemente per conquistare e superare i propri limiti mentali.

Avevo un lavoro, gelataia presso il centro commerciale L’Aquilone, uno stipendio a dir poco dignitoso (per gli standard italiani) ma nonostante ciò questa vita mi calzava stretta. Mille pensieri nella testa, mille domande del tipo: parto o non parto? resto o non resto? cosa voglio? Qui ho tutto: un lavoro, uno sport (l’equitazione) e la mia più grande passione, la fotografia.

Avevo due scelte, mettere soldi da parte ed aprirmi uno studio fotografico in Italia e continuare le mie passioni e i miei hobbies nella terra più amata al mondo o semplicemente mollare tutto ciò che avevo e scoprire nuovi postinuove culturenuove mentalità. Le domande che mi tormentavano tutti i giorni erano: cosa vuoi realmente? di cosa hai bisogno? cosa ti manca in questo momento? Per un anno intero mi lasciavo torturare dalle stesse identiche domande, ma in realtà sapevo benissimo cosa volevo e quale fosse il problema di questa vita così limitante.

Il lavoro non era più gratificante, lavoravo per aspettare le ferie, per partire in vacanza quei 15 giorni e poi tornare per ripetere l’attesa: assurdo! L’equitazione invece è una di quelle cose che mi manca di più, dato che in Italia rispetto ad altri paesi è molto più  economica, ma era l’unico aspetto positivo in grado di riuscire a farmi restare nel bel paese. Poi che dire della mia passione per la fotografia, anni e anni di studio alle spalle per vedere tutto fermo, senza stimoli… ecco cosa mi mancava: nuovi stimoli. Dovevo distaccarmi da tutto ciò che facevo abitualmente e ricominciare da zero perché la routine mi stava uccidendo. La routine bloccava la mia creatività, la mia voglia di andare oltre, di superare i miei limiti mentali, di progettare.

Tutti i giorni uguali, sempre le stesse facce, sempre gli stessi argomenti, tutto così noioso.
Iniziai quindi ad informarmi sulle mete piu gettonate e su dove poter imparare e migliorare la lingua inglese: Canada, Inghilterra, Australia. Numerose ricerche su internet e alla fine cliccare su quell’icona “prenota volo”: Dublino, 23 gennaio 2017, posto A26, solo andata. Emozionata? No! Ansiosa, forse… partire da sola mi terrorizzava! Ora sono qui a distanza di 4 mesi nella mia stanza in una piccola casetta a Rathmines, quartierino elegante e silenzioso di Dublino, a scrivere questa breve introduzione sul perché ho voluto lasciare il paese della pasta, della pizza e del pane e spesso mi trovo immersa nei mie pensieri, rivivendo quel momento, quel giorno e pensare che tutta quella ansia l’ ho portata con me fino a qualche settimana fa. Si, l’impatto iniziale è traumatico. Lasciare la tua “confort zone“,la tua sicurezza, i tuoi amici, la tua famiglia,le tue abitudini per inoltrarti in un paese totalmente differente dal tuo, tutto funziona al contrario, ma almeno funziona. Dublino è una di quelle città che o ami o odi.Non esiste giudizio o pregiudizio, vi faccio un piccolo esempio per quanto riguarda i curriculum, qui nessuno richiede la foto tessera, perché di come sei apparentemente a nessuno interessa,cio che guardano su un curriculum sono le cosi dette”skills“, le tue capacità. Non esiste razza, nessuno ti punta il dito contro se sei “diverso”,non esiste disoccupazione e non esistono neanche le stagioni. Qui al mattino ci si alza, ci si veste a cipolla e si esce di casa sperando di non prendere l’acquazzone. I primi periodi uscirai con l’ombrello, poi capirai che è uno strumento inutile, dato che il vento ne farà un aquilone. Nonostante tutto ora io la amo e sapete perché? perché dà la possibilità di crescere a livello creativo, a livello lavorativo e a livello mentale, e dà la possibilità di apprezzare ciò che hai nel tuo paese d’origine, come ad esempio il sole. L’unico consiglio che posso dare a tutti i lettori è quello di porsi delle domande prima di fare un grande passo. Perché sapere ciò che si vuole realmente è solo l’inizio per arrivare al traguardo. Nel prossimo mese vi parlerò di tutti gli ostacoli che ho affrontato e o superato nell’isola di smeraldo.

Marilena Sebastiani

5 COMMENTI

  1. Ma che senso ha questo arricolmo!? O.o cose normali che persone con più palle e decisione hanno già fatto da tempo. 1 minuto abbondante sprecato.

    • ciao katia,scusa se ti rispondo solo adesso,ma stavo lavorando…piacere di conoscerti…io sono marilena,la ragazza che ha scritto l’ articolo e a te non e’ piaciuto…e mi fa un sacco piacere sapere che ci sono persone come te che reputano la cosa cosi normale…per me fino a 4 mesi fa era tutto cosi strano,avevo paura di mollare tutto cio che avevo,la famiglia,gli amici,il lavoro,lo sport,le mie passioni per catapultarmi in una realta’ differente da cio che facevo quotidianamente.
      A me ha fatto tanto piacere il tuo messaggio perche ora posso schierarmi nella fascia di quelle persone che tu reputi con ” piu palle e decisione”,purtroppo nella mia vita ho conosciuto tante persone che vorrebbero fare ma non osano…il mio articolo ovviamente e’ un modo per spronare quelle persone che vorrebbero scoprire nuove terre ma non lo fanno per paura dell ignoto…io sono riuscita a sconfiggere questa paura e ti assicuro che per me e’ soddisfacente…sicuramente avrai viaggiato piu di me e mi piacerebbe incontrarti un giorno,potresti essere d’ insegnamento.Grazie ancora per il tempo speso😘

  2. Questo “arricolmo” come lo chiama lei è una storia di una ragazza che nella sua vita ne ha passate tante e forse per lei queste cose che lei considera “NORMALI” non sono poi così tanto normali. Per lei e per tante altre persone magari è molto più difficile intraprendere alcuni percorsi che altri farebbero con meno sforzo inizialmente,
    ma questo si basa sostanzialmente su quello che uno passa sulla propria pelle nell’arco della vita e cose che magari non tutti sanno. Quindi io credo che prima di commentare una “semplice” storia bisognerebbe conoscerne tutti i lati per capire veramente di che storia si tratti e che cosa significa veramente per la persona che la sta scrivendo. Buona giornata

  3. Katia, sarei curiosa di sapere cosa fa o ha fatto lei nella vita. Giudicare le persone è facile.
    In ogni caso volevo fare i complimenti a Marilena per il coraggio, Brava!!!!!
    In bocca al lupo.

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