Castel Nuovo, anche detto Maschio Angioino, è uno dei principali castelli di Napoli costruito nel 1266 da Carlo I d’Angiò.

Nonostante a Napoli fossero presenti già due castelli – il Castel dell’Ovo e Castel Capuano – Carlo I decise di costruire un terzo castello, il Maschio Angioino appunto, poichè quelli già esistenti possedevano una sola via di fuga e una via di rifornimento. Dunque, una volta chiuse quelle, i castelli diventavano facilmente assediabili.

Maschio Angioino castello
Maschio Angioino

Il Castel Nuovo, invece, venne costruito con una pianta rettangolare, otto torri e numerose cisterne atte a conservare i viveri in caso di bisogno.

Il Comune di Napoli, con una delibera, ha permesso di aprire tre percorsi che permettono di riscoprire il castello sotto una nuova prospettiva.

Quello che ha permesso la riscoperta di questo importante castello di Napoli è stata la presunta scoperta della presenza del Santo Graal al Maschio Angioino. La scoperta è stata fatta dell’associazione IVI, che ha organizzato un percorso esoterico all’interno del castello.

Maschio Angioino castello
Cortile Maschio Angioino

In questo percorso viene spiegata la relazione esistente tra Alfonso d’Aragona e il Santo Graal. La scoperta più importante è stata fatta nella sala del trono, dove al solstizio d’estate un raggio di sole proietta sulla parete di fronte al re l’immagine di un libro aperto. Dovrebbe trattarsi del libro dei misteri, importante simbolo esoterico.

Oltre a questo percorso di cui si occupa l’associazione IVI, vi sono altri due percorsi, storico e archeologico, affidati all’associazione Timeline. Quest’associazione nasce due anni fa, con l’obbiettivo di fare ricerca su ambienti sconosciuti e abbandonati d’Italia, e con l’augurio di poterli restituire ai cittadini.

Uno degli ambienti più suggestivi – che può essere visitato nell’ambito del percorso storico – è il luogo dove erano tenuti i prigionieri. Questi venivano rinchiusi in cisterne profonde 10 metri, dove venivano torturati e affamati con lo scopo di ottenere informazioni.

Maschio Angioino castello
Cisterna dove venivano tenuti i prigionieri

Per giustificare la morte di questi prigionieri, Ferrante d’ Aragona avviò una vera e propria caccia al mostro: dichiarò che nei sotterranei del castello viveva un coccodrillo, giunto dall’egitto seguendo un’imbarcazione, e che era lui che divorava i prigionieri. Pur non essendo vera, questa storia è diventata una delle leggende che circolano sul conto del Maschio Angioino.

Continuando il percorso è possibile vedere degli scheletri tenuti nella fossa dei baroni. Non potendo fare della analisi del carbonio di cui sono composti gli scheletri, poiché troppo dispendioso, si può solo ipotizzare a chi appartenessero. Le ipotesi più accreditate sono tre: potrebbero essere dei baroni uccisi da Ferdinando I in seguito alla congiura dei baroni; una seconda ipotesi è che potrebbe trattarsi di martiri morti durante le rivoluzioni napoletane. Infine potrebbero essere dei rifugiati della seconda guerra mondiale, in quanto il castello fu uno dei luoghi utilizzati come rifugio dal popolo napoletano.

Maschio Angioino castello
SCheletri rinvenuti nella Fossa dei Baroni

L’ultimo percorso è intitolato “La fuga di re Carlo”, portato avanti dall‘associazione Hyppo Kampos, rappresenta il percorso più “ludico” presente al Maschio Angioino. Questo percorso infatti permette di rivivere la fuga di re Carlo VIII verso la Francia, calandosi in un pozzo profondo 30 metri.

Maschio Angioino
Pozzo dove si effettua la discesa del percorso “la fuga di re Carlo”

È possibile visitare il Maschio Angioino dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 19:00, mentre la domenica è possibile visitare gratuitamente il cortile, la Cappella Palatina, la Sala dei Baroni, la Sala dell’Armeria e la Sala della Loggia.

Andrea Chiara Petrone