Questa sera, alla Friends Park Arena di Stoccolma, va in scena la finale di Europa League che vede come antagoniste per il titolo l’Ajax di Peter Bosz e il Manchester United di Josè Mourinho.

Ci siamo, oggi è il giorno della finale di Europa League. È la quinta volta che Ajax e Manchester United si vedono avversarie in competizioni europee: le precedenti sfide parlano di un pari numero di vittorie a testa, lasciando a questa sfida l’onere di dover decretare un vincitore anche per le mere statistiche. Oltretutto, è bene sottolineare le paure e pressioni che derivano da una partita così importante; diverse per entrambe le squadre:

L’Ajax si presenta a questa finale di Europa League forte di un organico giovane, che ha saputo consolidare l’ottimo gioco espresso durante l’anno e ottenere dei risultati convincenti in questa competizione europea. Le talentuose singolarità dell’ Ajax hanno dimostrato un gioco offensivo molto veloce, costruito su verticalizzazioni e su un lavoro di sacrificio in fase di non possesso, coralmente accompagnato da una difesa solida e dinamica.

Dolberg, miglior marcatore rimasto in questa Europa League con 6 gol segnati in 11 partite, copre il ruolo di punta in quel terzetto offensivo completato da Younes e Traore sulle fasce; supportato da un centrocampo robusto e tecnico composto da Klaassen, Schøne ed il talento marocchino Hakim Ziyech, classe 1993. La difesa, che ha giocato un ruolo importante nel cammino dell’Ajax, è affidata ai centrali DeLight e Sanchez; con le corsie esterne occupate da Tete e Riedewald.

Emblematiche le parole dell’attaccante Kasper Dolberg in conferenza stampa: «…contro lo United senza paura, noi giochiamo per vincere. Non c’è motivo per avere paura, daremo il meglio e vediamo cosa succede.»

La squadra di Bosz ha finito il campionato seconda in classifica, perdendo la competizione nazionale all’ultima giornata e regalando al Feyenoord la gioia di poter festeggiare uno scudetto dopo 18 anni dall’ultimo. Un clima alleggerito solo dalla guadagnata partecipazione alla prossima Champions League; ma che non smorza, almeno tra i tifosi, la delusione per la mancata vittoria del campionato.

La finale di Europa League, dunque, rappresenta un trofeo importante che i Lancieri sono decisi a giocarsi a viso aperto. Non ci si dovrebbe aspettare una squadra contratta, ma che aggredirà l’avversario sin dal primo minuto. In conferenza stampa, Bosz si è detto preoccupato dall’attacco imprevedibile del Manchester United, al quale è deciso ad approcciarsi con la stessa determinazione mostrata nelle precedenti partite.

Le energie fisiche giocheranno un ruolo di primaria importanza in questa finale, alla quale il Manchester United arriva con meno fortuna dei lancieri. La squadra guidata da Josè Muorinho sarà priva di Zlatan Ibrahimović, infortunatosi durante il quarto di finale di ritorno giocato contro l’Anderlecht lo scorso 20 Aprile. Inoltre, il sesto posto in Premier League obbliga il Manchester United a considerare la partita di questa sera come l’occasione per accedere alla Champions League.

Il tecnico portoghese alla guida dei Red Devils, ha vinto tutte e tre le finali europee da lui disputate: alla guida del Porto, nel 2003 ha vinto la Coppa Uefa e l’anno successivo la Champions League della quale si è riconfermato campione nel 2010 con l’Inter. Incluse le competizioni nazionali, Jose Mourinho ha partecipato a 13 finali, riuscendo a vincerne 11

Un Manchester United quindi che potrà avvalersi della grande esperienza del suo allenatore, che ha saputo modellare la sua squadra durante tutto l’arco della stagione, risentendone sotto il piano del gioco, ma riuscendo a migliorare nel tempo l’intesa tra i giocatori, sapendo coniugare professionisti di grande livello e giovani molto promettenti.

Consolidato, il 4-2-3-1 che vedrà protagonista Rooney, circondato da talenti veloci e con grandi doti tecniche come Jesse Lingard, Marcus Rashford (classe 1997) e Mkhitaryan. Centrocampo di spessore, quello che potrebbe vedere in campo Pogba, come riferimento centrale, ed Herrera che godrebbe della libertà di svariare e portare superiorità numerica in punti cruciali del campo, se necessario.

La difesa del Manchester United, che in Premier League ha subito 44 reti in 38 partite, sarà messa a dura prova dai talenti dell’Ajax, vedendosi costretti a giocare molti palloni durante le fasi di impostazione della partita. Centrali difensivi come Smalling e Blind possono garantire stabilità al comparto difensivo, ma anche tecnica e velocità, nonostante una stagione chiaroscurale dell’intero comparto difensivo dei Red Devils.

Una finale, infine, che richiama necessariamente quella cornice storica tracciata dal grande passato di entrambe le formazioni nelle competizioni europee. Ci sarà grande equilibrio in campo; le due squadre si affronteranno a viso aperto, senza rinunciare ad esporsi in fase di copertura. Una notte carica di tensione e di speranze, quella di Stoccolma, nella quale si decreterà il vincitore di questa edizione dell’Europa League.

Niccolò Inturrisi

 

 

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Nasce il 26 febbraio 1995 a Firenze, dopo aver terminato gli studi liceali nel 2015 lascia l’Italia e si trasferisce con la famiglia in Olanda, ad Amsterdam. Ora continua a lavorare come magazziniere in attesa di intraprendere gli studi. Il libro che lo ha colpito più di tutti è stato “La bestia umana” di Zola. Se proprio gli chiedessero di scegliere un autore preferito, opterebbe però per Dostoevskij. Coltiva molte altre passioni, tra cui la musica, nella quale si è cimentato per qualche anno suonando chitarra elettrica e basso. Ascolta tutti i generi possibili e il suo gruppo preferito in Italia restano gli Zen Circus, anche se adora De Andrè e Lucio Dalla (ma ne potrebbe citare molti altri), ma il suo primo amore rimangono i Pink Floyd. Grazie alla famiglia si porta dietro praticamente da tutta la vita la passione per il cinema. Adora Fellini e Monicelli, ma non disdegna anche registi esteri come Lynch, Scorsese e Tarantino.