A meno di sette mesi dall’acquisizione del ramo d’azienda dalla Finegil Spa, società del Gruppo L’Espresso, da parte di Edizioni Salernitane srl, ecco le prime procedure di licenziamento a LaCittà di Salerno. Saranno sette i giornalisti, su un organico di tredici, interessati dalla procedura di riduzione del personale per licenziamento collettivo avviata dalla società editrice del quotidiano che fa capo agli imprenditori Giovanni Lombardi e Vito Di Canto.

Una riduzione drastica che dimezzerebbe ed indebolirebbe LaCittà di Salerno, il principale quotidiano della provincia di Salerno. La cessione del Gruppo Espresso ha chiaramente cambiato gli equilibri interni e generato forti preoccupazioni tanto da indurre i giornalisti de “LaCittà” a scioperare per tre giorni, poi ridotti a due in seguito ad un’assemblea straordinaria dove si decise di revocare l’ultima giornata di sciopero a testimonianza del grande senso di responsabilità e di attaccamento alla testata da parte dei colleghi.

Sembrava che il dialogo con la proprietà si potesse riaprire e, soprattutto, che la volontà della redazione di non esternalizzare la gestione del sito web, di non sottrarre la titolarità di servizi fondamentali in capo, alla redazione sportiva e di fissare rigidi paletti intorno al lavoro del “service”, potesse essere accolta. Invece, a circa 20 giorni di distanza, l’azienda non solo ripropone lo stesso piano sul quale pareva disposta a trattare, ma lo accompagna con una proposta di licenziamento.

Il post di Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti Campania

«È evidente – si legge in una nota congiunta di Sindacato e Ordine dei Giornalisti – che non c’è alcuna proporzione tra il piano riproposto ancora una settimana fa e la procedura per un ridimensionamento drastico della redazione, che porterebbe alla distruzione di quello che attualmente rappresenta il primo giornale della provincia di Salerno».

«Fnsi, Sindacato regionale e Ordine dei giornalisti della Campania – prosegue – invitano l’azienda a tornare al tavolo delle trattative per trovare soluzioni alternative ai licenziamenti per garantire il futuro del giornale e i livelli occupazionali». Insomma, da una parte articoli pagati pochi euro in barba al criterio del giusto compenso stabilito dalla Carta di Firenze, dall’altra sette giornalisti che rischiano addirittura il posto di lavoro.

Un’informazione sempre meno libera, schiacciata dalle regole di mercato e dai padroni. In nome del profitto. Nella giornata di domani è previsto l’ennesimo vertice tra le parti. Visti i presupposti è più che lecito maturare perplessità. L’augurio è che si riesca a trovare un accordo in nome dell’informazione libera e di tutti. Perché se l’informazione costa poco, vale poco. Ai colleghi de LaCittà di Salerno, piena e totale solidarietà.

Paolo Vacca